Donne di età compresa tra i 35 e i 64 anni che lavorano nel campo della sanità e dell'assistenza sociale: è questa la categoria maggiormente colpita dei lavoratori venuti a contatto con il coronavirus dall'inizio della pandemia. I dati riguardano la regione maggiormente colpita, la Lombardia, che secondo i dati forniti dall'Inail e aggiornati allo scorso 31 agosto ha registrato un netto aumento dei contagi sui luoghi di lavoro. Sono infatti 18.779 i casi positivi registrati sui luoghi di lavoro, di cui 5.769 solo nella Città metropolitana di Milano.

A spaventare è la percentuale che riguarda le donne: infatti il 72.3% dei contagiati è di sesso femminile. Si tratta di medici e infermiere, operatrici socio sanitarie nelle case di riposo, addette alle pulizie e ai servizi che hanno lavorato in prima linea nei mesi del lockdown e sono ancora esposte a rischi. "Tra le regioni si conferma il primato negativo della Lombardia – si legge nell’ultimo rapporto Inail – con oltre un terzo dei casi denunciati (36,0%) e il 42,6% dei decessi". Rispetto al monitoraggio effettuato alla fine di luglio, le infezioni di origine professionale segnalate all’Inail – riporta il sindacato – sono 846 in più, di cui 323 riferite a contagi nel mese di agosto. Rispetto alla data di rilevazione del 31 luglio le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 sono aumentate di 182 casi (53 avvenuti ad agosto, i restanti riconducibili a mesi precedenti), di cui 8 per eventi mortali (1 decesso ad agosto).

La provincia di Bergamo è al primo posto per denunce di infortunio da Covid con esito mortale (37 casi), seguita da Milano (25), Brescia (24), Cremona (17). Oltre ai casi Covid – sottolinea ancora la Cgil Lombardia – non accenna ad arrestarsi il trend negativo di infortuni sul lavoro legati a casistiche note, anche in agricoltura e nelle attività produttive. “Si conferma quanto risulti determinante un serio lavoro di applicazione e costante verifica dei protocolli di prevenzione Covid-19 – sostiene Massimo Balzarini della segreteria della Cgil Lombardia – in particolare a tre mesi dalla loro emanazione e diffusione e quanto il lavoro dei Comitati debba essere utili per contenere il diffondersi della pandemia e seri rischi per la salute dei lavoratori”.