Licenziata delegata Cub al San Raffaele: “Ho denunciato la mala sanità, da oggi sciopero della fame e catene”

Margherita Napoletano – coordinatrice della Rsu, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e sindacalista Cub all'ospedale San Raffaele di Milano – è stata licenziata con effetto immediato dalla direzione ospedaliera del personale. Questa mattina, lunedì 27 luglio, oltre un centinaio di persone ha partecipato al presidio organizzato davanti alla struttura per chiedere il suo reintegro tramite una raccolta firme.
All'iniziativa, organizzata da Usi Sanità, Cub Sanità Provinciale Milano e Cub Sanità San Raffaele, hanno partecipato, tra gli altri, anche rappresentanti di Rifondazione Comunista, Sardine, Movimento 5 Stelle, Cgil e Cobas. "Giù le mani da Margherita e dal San Raffaele" e "Per ricordare tutti i lavoratori uccisi in nome del profitto" recitavano alcuni dei cartelli e degli striscioni esposti.
Le ragioni del licenziamento
Napoletano, che ha annunciato per oggi l'avvio di uno sciopero della fame e di un presidio permanente con incatenamento, ha spiegato che "la vera motivazione è che diamo fastidio come sindacato". "Ho denunciato la mala sanità che c'è stata nella gestione negli ultimi mesi – ha aggiunto – e speravamo si risolvesse con il cambio dell'amministratore unico, invece non vediamo una vera discontinuità".
La sindacalista ha definito "assurde" le contestazioni disciplinari alla base del licenziamento e ha annunciato un ricorso in tribunale. "Dall'azienda ho ricevuto solo la lettera di licenziamento e mi hanno subito disattivato il badge, non potevo neanche uscire dal parcheggio. Una risposta di non dialogo", ha raccontato.
Secondo la Cub, Napoletano sarebbe stata licenziata dopo aver organizzato scioperi e proteste e aver denunciato pubblicamente carenze di personale, turni insostenibili e il ricorso a cooperative per la somministrazione di infermieri. La sindacalista aveva inoltre parlato della vicenda nella trasmissione Report.
Il sindacato sostiene che il licenziamento rappresenti un attacco alla rappresentanza dei lavoratori e una ritorsione per le denunce.
"Abbiamo fatto tre scioperi e questa è una ritorsione perché siamo un sindacato che non si piega", ha detto Napoletano. "Ci incateniamo e facciamo uno sciopero della fame: sarà a oltranza, anche di notte staremo qua, fino al reintegro immediato", ha concluso.
Oggi, inoltre, è stata depositata in Parlamento un'interrogazione del M5S sulla vicenda da parte della deputata Stefania Ascari.