Le Olimpiadi sono alle porte, ma l’arena che ospiterà i giochi è circondata da cantieri e nessuno sa perché

di Beatrice Barra e Giorgia Venturini
Il 6 febbraio si accenderà il braciere olimpico di Milano-Cortina 2026 allo stadio San Siro di Milano. Nelle scorse settimane, si sono tenuti i test event delle gare e le porte delle strutture olimpiche sono state aperte al pubblico per la prima volta.
La sera di venerdì 9 gennaio Fanpage.it ha assistito al primo test ufficiale della Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena. Il discusso neo impianto con ghiaccio ha ospitato la Coppa Italia come "Test Event" generale. Alla fine il match se lo è aggiudicato Caldaro contro Varese con un netto 8-3. Test superato? In parte, perché un buco nel ghiaccio ha interrotto la partita.

Quanto alla struttura dell'Arena, invece, quel giorno – e, quindi, circa un mese prima dall'inizio delle Olimpiadi – alcune parti del palazzetto non erano ancora state completate (come gli spazi di sky box, premium box e lounge bar tra le sedute), ma ci hanno assicurato che saranno finalizzate per l'inizio dei Giochi.
Ma come mai si è arrivati così a ridosso dei Giochi olimpici? Stando a quando riportato in un comunicato di Confcommercio, i lavori sarebbero dovuti iniziare nell’autunno del 2022. Il Comune di Milano ha spiegato a Fanpage.it che l’autorizzazione alla costruzione è stata data solo a maggio del 2023. Perché? Non ci è dato saperlo, ma l'importante – a detta di tutti – è che l’Arena sia pronta per l’inizio delle Olimpiadi. E c'è la promessa: tutti gli spazi del palazzetto saranno finiti entro la fine di gennaio.

Tuttavia, quello che salta subito all'occhio nei giorni di test event è la distesa di cantieri che fanno da cornice al piazzale dell'Arena tra gru, cumuli di terra e lavoratori ancora all'opera. "Guardando da qui, mamma mia, siamo un po’ indietro, considerando che tra venti giorni ci sarà l'inaugurazione delle Olimpiadi. Se dovessero trovare una situazione di questo tipo, francamente non ci facciamo una gran figura”, ha dichiarato a Fanpage.it un supporter del HCMV Varese Hockey fuori dall'Arena Santa Giulia. La domanda che sorge spontanea è: come mai l'area attorno all'Arena si presenta come un cantiere a cielo aperto anche a poche settimane dall'evento sportivo più importante al mondo? Per le Olimpiadi tutta l'area di Santa Giulia si presenterà come l'abbiamo trovata il 9 gennaio? La risposta breve è sì, almeno per quanto riguarda i terreni che circondano l'Arena. Per capire perché abbiamo chiesto i motivi a tutti i soggetti coinvolti nei lavori con l'obiettivo di restituirvi un quadro quanto più chiaro possibile, ma siamo stati rimbalzati da uno all'altro, ricevendo come risposta più ricorrente: "Non lo so".
Fanpage.it segue il cantiere di Santa Giulia sin dagli inizi: a gennaio di un anno fa siamo andati con le telecamere nel cantiere per vedere a che punto fossero. In quell'occasione ci era stato detto che la fine dei lavori all'interno dell'Arena era prevista per il 15 dicembre 2025 (ovvero circa un mese prima della nostra visita del 9 gennaio di quest'anno), "con un completamento sostanziale cosiddetto dell'opera a ottobre del 2025", aveva detto a Fanpage.it Giammichele Melis, direttore del progetto per Arup. Lo stesso, sulle bonifiche nei lotti esterni all'Arena, invece, aveva spiegato: "Alcuni ultimi lotti rimangono da bonificare, ma la loro bonifica è pressoché completata, è imminente e sarà in tempo per l'inizio delle Olimpiadi".
La storia dei terreni intorno all'Arena
Prima di tutto, è bene precisare che i terreni attorno all'Arena non sono di proprietà né di Fondazione Milano-Cortina né di Eventim, l'azienda che ha costruito il palazzetto del ghiaccio. L'area in questione, conosciuta in ambito urbano anche come "Montecity – Rogoredo", è grande 65 ettari. Questi terreni, fino alla fine degli anni '80, hanno ospitato un ex sito industriale della Montedison, azienda che produceva concimi e fosfati. Dopo la dismissione degli impianti, diverse società – come riportato in un documento di Regione Lombardia del 17 giugno 2021 che Fanpage.it ha potuto visionare – hanno proposto un programma integrato di intervento per la riqualifica che, però, non ha visto mai la luce. In seguito l'area è finita nelle mani della società Risanamento S.p.a che ha incorporato la controllata Milano Santa Giulia S.p.A. Nel 2023, a sua volta, Risanamento S.p.a. ha ceduto i diritti di superficie e di sviluppo sull’area Nord di Milano Santa Giulia – fatta eccezione per le aree dell’Arena, quella di proprietà dell’Esselunga e quella su cui avrà diritto di superficie il Conservatorio “Giuseppe Verdi” – al fondo Lendlease MSG Heartbeat, fondo immobiliare chiuso gestito da Lendlease Italy SGR, che oggi si occupa dello sviluppo urbanistico dell'area.

Secondo l’accordo che risale a marzo del 2023, però, Risanamento S.p.a. avrebbe dovuto garantire la prosecuzione delle attività di bonifica e di "riempimento relative all’area di intervento, nonché la realizzazione delle opere infrastrutturali legate all’evento olimpico". Inoltre, come Lendlease ha spiegato a Fanpage.it, "la piena proprietà dei terreni sarà trasferita al fondo al completamento dei lavori di bonifica, che sono di esclusiva responsabilità di Risanamento S.p.A. e sono attualmente in corso". Il tutto, sempre stando al documento del 2023, "in un arco temporale di circa 3 anni" (che, quindi, finirebbero a breve).
Eppure, proprio in merito a questi terreni, un lavoratore ha detto a Fanpage.it che per finire le bonifiche su tutti i lotti dell'Area Santa Giulia ci potrebbero volere ancora 7-8 mesi perché "si doveva partire prima". Questa stima ci è stata confermata anche da Risanamento S.p.a. Come ci spiega la società, infatti, i lavori nei 65 ettari dell'area "sono stati divisi in 3 macrofasi. Le prime due fasi sono già state bonificate. Post olimpiadi verrà bonificata l'ultima parte", ovvero 25 ettari.
Un rimpallo di responsabilità
Quindi, ricapitolando, questi 65 ettari hanno diversi proprietari. Cinque ettari appartengono a Eventim (azienda proprietaria anche di TicketOne, che post-olimpiadi userà l’Arena per concerti ed eventi) e sono sotto la gestione di Fondazione Milano Cortina solo durante le Olimpiadi. Un lotto appartiene a Esselunga, altri sono di proprietà comunale (per esempio quello in cui il Conservatorio Verdi avrà diritto di superficie) e gli altri sono sotto Lendlease, che assumerà la piena proprietà solo quando saranno finiti i lavori di bonifica da parte di Risanamento S.p.a.

Ma perché non sono stati bonificati tutti negli stessi tempi? Come ci ha spiegato un lavoratore il 9 gennaio scorso, infatti: "I lotti di bonifica di Risanamento S.p.a da questo punto di vista hanno loro un loro planning, una loro tabella di marcia che va per i fatti suoi e dipende sempre da una certificazione ARPA", cioè la certificazione ambientale che assicura che quell’area sia stata stata messa in sicurezza dalle contaminazioni.
Rinsanamento S.p.a. ha dichiarato a Fanpage.it che i tempi per la bonifica dei 25 ettari mancanti saranno dettati dalle "esigenze degli sviluppatori", ovvero Lendlese. Lendlease, però, ci ha detto: "Il cronoprogramma di bonifica e sviluppo ha dato priorità alla necessità di costruire l’Arena e le infrastrutture di trasporto correlate, con l’obiettivo principale di garantire lo svolgimento dei Giochi Olimpici. A questo proposito, Lendlease ha completato le opere di sua competenza. Un calendario dei lavori è in fase di definizione per il resto dello sviluppo, che affronterà i ritardi nei lavori di bonifica e infrastrutturali di responsabilità di Risanamento S.p.A".
Insomma, uno scambio che sembrerebbe un rimpallo di responsabilità che non restituirebbe ciò che abbiamo chiesto: una data. La certezza, però, è che non tutta l'area che circonda l'Arena – contaminata da metalli pesanti e fitofarmaci derivanti proprio dall’attività industriale pregressa – sarà bonificata prima dell'inizio delle Olimpiadi. Bisogna precisare, per evitare allarmismi, che il lotto su cui sorge l'Arena è stato tutto bonificato e messo in sicurezza prima dell'inizio del cantiere e che il vero rischio, in un terreno con queste sostanze tossiche sotto, arriva solo quando c'è movimento terra, ovvero quando il terreno viene smosso – per esempio per costruire – senza le corrette precauzioni.

Abbiamo, quindi, chiesto al Comune di Milano risposte sulle date. Non ricevendone di soddisfacenti, abbiamo continuato a cercare e abbiamo trovato un documento di Regione Lombardia datato 17 giugno 2021 in cui è più volte citato un cronoprogramma specifico dei lavori di tutta l’area. Abbiamo chiesto a Regione di mandarcelo e, finalmente, lo abbiamo avuto tra le mani. All'interno del file ci sarebbero le date di inizio e fine previste per ogni intervento specifico sui terreni dell'area Santa Giulia, ma non sappiamo se è il programma definitivo o se ci siano stati aggiornamenti dal 2021. Per questo motivo e per essere sicuri di interpretarlo bene – essendo molto tecnico – abbiamo chiesto nuovamente risposte al Comune di Milano sulle date previste per la fine delle bonifiche. Anche questa volta, però, non abbiamo ricevuto risposte concrete.
Quindi, quello che abbiamo capito, è che al tavolo dell’Arena Santa Giulia non troveremo mai certezze, ma che l’area circostante all’arena, a Olimpiadi iniziate, potrebbe rimanere come l’abbiamo trovata poco tempo fa: un cantiere a cielo aperto. Restiamo ancora in attesa di risposte concrete alle nostre domande, ma ora è tempo di assegnare le medaglie olimpiche.