Ancora un'altra settimana in zona rossa e poi la Lombardia può tornare a sperare in un cambio di colore e, dunque, in un allentamento delle misure anti contagio. La condizione per il passaggio in zona arancione è però sempre la stessa: devono diminuire i contagi Covid giornalieri e la pressione negli ospedali. Per avere qualche riposta, dunque, bisognerà attendere, come ogni settimana, il monitoraggio del Comitato tecnico scientifico atteso per venerdì 26 marzo. Al vaglio degli esperti c'è l'indice dei contagi Rt: stando all'ultimo monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute l'indice in Lombardia è ferma a 1.16, ben sotto alla soglia del 1.25 che farebbe scattare la zona rossa. Ma in Lombardia a preoccupare sono altri parametri: l'incidenza dei casi ogni centomila abitanti e il livello di ricoveri in terapia intensiva. Nel primo caso, secondo l'ultimo dato dal Cts l'incidenza in Lombardia è di 326,17 casi ogni centomila abitanti, ovvero un dato questa volta ben più alto della soglia di allarme dei 250 positivi Covid ogni 100mila abitanti.

La situazione nelle terapie intensive lombarde

Continua a crescere il numero di ricoveri nelle terapie intensive della Lombardia. Stando ai dati di ieri 21 marzo dell'Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali, i posti in terapia intensiva occupati da pazienti Covid sono il 57 per cento: + 1 per cento in rapporto al giorno precedente, quando la soglia di allarme è il 30 per cento. Seppur in aumento i dati, settimana scorsa per tre giorni di fila la percentuale è rimasta constante per la prima volta nel mese di marzo. L'andamento delle percentuali rispecchiano quelle delle nazionali: ieri in Italia i pazienti Covid in terapia intensiva erano il 38 per cento. Stando ai dati riportati ieri sono 806 i ricoverati più gravi in tutta la regione, ossia 15 in più rispetto a ieri quando erano 791 i pazienti in condizioni più gravi. La curva dei ricoveri dei malati più gravi però sta rallentando: le previsioni dello scorso 16 marzo davano quasi 900 pazienti in terapia intensiva dopo pochi giorni. Oggi a distanza di cinque giorni questa cifra non è stata raggiunta, facendo quindi pensare a un rallentamento.

Ancora in forte risalita i nuovi positivi: stando alle previsioni, il 29 marzo verrà superato quota 100mila con un aumento previsto dei positivi pari al 9 per cento in una settimana. Anche in questo caso è previsto un rallentamento se si considera che lo scorso 16 marzo l'aumento previsto dei positivi in una settimana era del 14 per cento.

In leggero calo invece gli accessi sospetti Covid in pronto soccorso sabato 20 marzo, ultimo dato analizzato dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali: due giorni fa su un totale di 6.277 pazienti in arrivo nei pronto soccorso, 498 – ovvero il 7.93 per cento – erano casi sospetti Covid. Una percentuale che dopo giorni scende al di sotto dell'8 per cento, ma che però non fa calare di molto la pressione negli ospedali. E soprattutto, per portare la Lombardia in zona arancione, i miglioramenti devono registrarsi per più giorni di fila.

Pasqua in zona rossa

Qualunque sarà il colore della Lombardia per lunedì 29 marzo di certo i tre giorni di Pasqua Milano, così come tutte le altre province lombarde, ritornerà in zona rossa: il ministro della Salute Roberto Speranza ha infatti comunicato che nei giorni del 3, 4 e 5 aprile il governo disporrà una zona rossa nazionale, le cui regole varrà per tutto il territorio tranne per le Regioni in zona bianca. Le misure previste per il periodo pasquale saranno molto simile a quelle entrate in vigore durante le vacanze di Natale, ovvero limitati gli spostamenti ma sarà possibile fare visita ai parenti purché ci si muoverà nel limite di una volta al giorno e verso una sola abitazione privata. A spostarsi potranno essere un massimo di due persone: dovranno essere conviventi e potranno portare con loro anche i figli minori di 14 anni, le persone disabili o non autosufficienti conviventi.