La lettera di Brunetta, scappata dal lago di Como: “Affitti brevi e proprietari invadenti, impossibile trovare casa”
La redazione di Fanpage.it raccoglie testimonianze e storie di chi intende raccontare una situazione di difficoltà e disagio economico dovuti al caro vita e ai prezzi sempre più alti per sostenere spese di vacanze, affitti, viaggi, spostamenti. Ma anche i problemi che le persone si ritrovano a dover affrontare nella vita di tutti i giorni, come in questo caso trovare una casa in cui abitare in una delle zone più turistiche d'Italia. Se anche tu hai un caso da segnalare, puoi farlo cliccando a questo link.
Per un po’ di tempo io e Stefano abbiamo vissuto a Colico (in provincia di Lecco, si affaccia sul lago di Como, ndr), in una casa in affitto che, tutto sommato, era diventata casa nostra. Avevamo trovato il nostro equilibrio, le nostre abitudini, i nostri spazi e quella sensazione rassicurante che, finalmente, una sistemazione ce l’avevamo. Poi, dopo circa due anni, arriva la doccia fredda. Il proprietario decide di vendere casa. E quindi, molto semplicemente, ci comunica che dobbiamo trovarci un’altra sistemazione. Va bene. Nessun problema, pensiamo. Cerchiamo casa. E lì comincia l’avventura.
Cominciamo a guardare dappertutto in zona, cercando una soluzione che ci permettesse di vivere normalmente: un contratto regolare, la possibilità di portare la residenza e una casa intera, possibilmente senza dover diventare contemporaneamente affittuari, badanti, custodi e parenti acquisiti del proprietario. Ma niente. Le case disponibili sembrano appartenere tutte a una di queste categorie.
La prima: affitto stagionale. Perfetto, se vuoi vivere a Colico da maggio a settembre e poi evaporare. La seconda: contratto al massimo annuale, spesso senza possibilità di prendere la residenza. Perché evidentemente abitare stabilmente in una casa è diventato un concetto rivoluzionario. La terza: la casa viene affittata, ma solo parzialmente: “Certo, potete avere l’appartamento. Però la taverna continuo a usarla io”. Ah, certo. Come no. Tu paghi l’affitto e il proprietario continua tranquillamente a frequentare casa tua.
Poi troviamo la soluzione con il piano terra. “Questa parte ve la affitto”. Finalmente! “Però al piano terra viene mia madre”. Ah. E naturalmente il prezzo non è esattamente quello che uno definirebbe popolare. Poi arriva un’altra proposta, ancora più surreale. La casa si può affittare, però bisogna dare un’occhiata alla mamma anziana. Praticamente non stiamo più cercando una casa in affitto. Stiamo facendo un colloquio per una posizione da badante con uso cucina e camera da letto.
A quel punto ci siamo guardati e probabilmente abbiamo pensato la stessa cosa: “Ma siamo seri?”. Perché noi non stavamo chiedendo una villa sul lago con piscina, dependance e maggiordomo. Cercavamo semplicemente una casa dove poter vivere. Una casa nostra. Con un contratto normale. Con la possibilità di avere la residenza. Senza che ogni stanza venisse condivisa con il proprietario, sua madre, sua zia, il gatto della nonna o qualche altro misterioso abitante già compreso nel prezzo.
E così, dopo aver cercato in lungo e in largo e dopo aver constatato che il mercato degli affitti in quella zona sembrava diventato completamente fuori di testa, abbiamo preso una decisione. Abbiamo lasciato Colico. E siamo venuti in Val Brembana. Non era necessariamente il piano che avevamo immaginato all’inizio. Ma a volte la vita ti mette davanti una porta che non avevi intenzione di aprire e, quando finalmente la apri, scopri che dietro c’è un’altra strada.
Così siamo arrivati qui. Dalle rive del lago alla valle. Da una casa che avevamo dovuto lasciare perché il proprietario aveva deciso di vendere, a una nuova fase della nostra vita. E tutto perché cercare semplicemente un posto dove abitare senza dover badare alla madre del proprietario si era rivelato, a quanto pare, un’impresa titanica. Peccato, ci piaceva tanto vivere lì.