La legge speciale per Milano, che vuole darle più poteri e potrebbe trasformarla in una città-Stato

Nelle ultime settimane stanno tenendo banco due proposte che vorrebbero una legge speciale per Milano o l'area metropolitana. Una proposta mira a dare un'autonomia rafforzata alla città imitando il modello di Roma Capitale. In sostanza, più autonomia amministrativa e finanziaria così da avere una gestione diretta di alcuni settori come l'urbanistica o i trasporti. L'altra, invece, punta a un rafforzamento del governo metropolitano. Anche qui si parla di autonomia finanziaria e di una riforma istituzionale che potrebbe portare all'elezione diretta del sindaco e del consiglio della città metropolitana. Fanpage.it ha intervistato Federico Furlan, professore di diritto costituzionale e pubblico dell'Università Milano Bicocca, che ha spiegato in cosa consiste questo progetto e se sia più vantaggiosa prevederla per la sola città o per l'intera area metropolitana.
Cos'è la legge speciale per Milano?
Attualmente sono due le ipotesi sul campo. La prima è un progetto di legge presentato dalla Lega, che punta al riconoscimento di uno status particolare per Milano. La seconda è un progetto proposto dal Partito Democratico e in particolare dall'ex sindaco di Brescia Emilio Del Bono, che è in discussione al Consiglio Regionale della Lombardia. In questo caso, la legge speciale non riguarderebbe solo la città di Milano, ma l'intera area metropolitana.
Il primo progetto, quindi, vorrebbe rendere Milano come Roma. Per la seconda proposta, invece, l'esempio in Europa più emblematico è quello che riguarda la città metropolitana di Lione. In entrambi i casi, l'obiettivo è quello di ampliare le competenze.
Entrambi i progetti mirano a riconoscere uno status particolare alla città. La differenza principale è relativa al "criterio della dimensione".
Il nodo principale è quello della dimensione. A mio parere, la dimensione metropolitana è quella più corretta. Milano è più piccola di Roma, è confinata all'interno di un perimetro limitato ed è accerchiata da comuni limitrofi molti importanti. Per esempio: Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni, Bresso, Assago, Opera. Una legge speciale per l'intera area metropolitana permetterebbe di estendere funzioni che riguarderebbero il settore dell'urbanistica, della cultura, del terzo settore e del trasporto pubblico locale. Un progetto che miri solo a un ampliamento dei poteri per Milano, se da una parte potrebbe anche essere positivo, dall'altra potrebbe rendere ancora più difficili i rapporti con i comuni vicini che già soffrono la vicinanza. Ampliarla a tutta l'area, consentirebbe agli eletti di questi Comuni di far valere la propria presenza all'interno del consiglio metropolitano.
Una legge speciale permetterebbe anche di avere un'autonomia finanziaria. Di fatto oggi, Milano non ha risorse sufficienti per svolgere le funzioni che dovrebbe svolgere.
Sicuramente bisognerà mettere a punto un nuovo sistema. Il funzionamento dell'attuale sistema degli enti territoriali, a mio parere, è sbilanciato. La legge speciale potrebbe quindi rivedere o equilibrare le funzioni. Per la Lombardia potrebbero però esserci delle conseguenze.
Che tipo di conseguenze?
È chiaro che nel momento in cui in Lombardia è presente una città metropolitana di Milano super rafforzata, che prevederà una elezione diretta dei membri del consiglio metropolitano e del sindaco metropolitano, creerò una piccola potenza economica. La regione avrebbe all'interno una struttura grandemente concorrenziale. Per questo, bisognerà pensare a un progetto creato in armonia con l'intero territorio regionale.
Una legge speciale per Milano potrebbe essere svantaggiosa per altre realtà italiane?
Potrebbe essere un modello da replicare, tenendo però conto della particolarità dei territori. Sicuramente per aumentare le dotazioni finanziarie per Milano sarà necessario avere risorse da distribuire. In questo momento per il nostro Paese non è un momento idilliaco: investire risorse su Milano significherebbe toglierle altrove. Il discorso cambia se si consente al Comune o alla città metropolitana di avere una capacità tributaria propria senza pesare sulla pressione fiscale complessiva. Il progetto della legge speciale è un progetto che, a mio parere, va tenuto in considerazione ovviamente senza che vada a discapito di altri territori.