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La Fondazione Milano-Cortina ha un deficit patrimoniale di oltre 176,4 milioni di euro

La Fondazione Milano-Cortina, che ha organizzato le Olimpiadi Invernali, ha un deficit patrimoniale netto di 176,4 milioni di euro. Ci si interroga se e come riuscirà a recuperare il debito.
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Il bilancio 2025 della Fondazione Milano Cortina – che è stata incaricata a organizzare le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 – è stato chiuso con una perdita di 39 milioni di euro, che ha portato il deficit patrimoniale cumulato a 176,46 milioni. Durante l'udienza a Venezia, il procuratore generale della Corte dei Conti, Paolo Cara, ha inoltre affermato che – sempre sulla base del bilancio del 2025 approvato il 30 giugno dal consiglio d'amministrazione di Fondazione – i debiti stimati sono di 1.020.419.595 euro. 

L'amministratore delegato Andrea Varnier ha firmato il 6 luglio una nota integrativa nella prospettiva della continuità aziendale e cioè nella consapevolezza che la Fondazione, pur avendo raggiunto il suo obiettivo sociale, potrà operare temporaneamente in condizioni di deficit purché vengano garantiti l'equilibrio finanziario e patrimoniale alla fine del periodo di funzionamento dell'Ente.

A garantirlo saranno il Comune di Milano, quello di Cortina d'Ampezzo, Regione Lombardia, Regione Veneto, le province autonome di Bolzano e Trento. Sulla quota residua necessaria, invece, interverrà il Governo, che ha già stanziato 527,5 milioni di euro alle Paralimpiadi, che ovviamente sono legate alle Olimpiadi.

Fondazione – che il 9 aprile ha approvato il Lifetime Budget G+1, che servirà a pianificare il recupero del deficit patrimoniale e gestire i costi complessivi legati alle Olimpiadi e Paralimpiadi, che però non è ancora disponibile – è certa che i conti torneranno in ordine prima dell'estinzione dell'ente e con l'ultimo bilancio, che sarà approvato nel 2027.

Una differenza, per loro, potrebbero farla i contribuiti del Comitato olimpico internazionale e, in particolare, gli accordi di distribuzione dei diritti di trasmissione che si aggirano attorno ai 452 milioni di dollari; la liquidazione diretta o indiretta dei corrispettivi e dei rimborsi del Commissario straordinario e la rinegoziazione delle tempistiche di pagamento con i fornitori più rilevanti. A questo si aggiungono i dialoghi con le banche che hanno concesso i prestiti, attraverso cui Fondazione spera di poter ottenere l'estensione di part dei fidi e la revisione di alcuni parametri finanziari.

Al di là di quanto si potrà strappare a banche, fornitori, diritti di trasmissione o liquidazioni;  parte di questi debiti saranno pagati con i fondi pubblici e, quindi, dai cittadini. Pur conoscendo l'attuale deficit patrimoniale netto e i debiti, attualmente è impossibile stabilire quanto bisognerà pagare. Sarà infatti necessario attendere il 31 dicembre 2026 quando sarà approvato e pubblicato il bilancio.

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