"Stamattina mi sono svegliato stanco, infreddolito, ma soddisfatto, sereno e felice". Inizia così la lettera di Alberto Locatelli, docente dell'istituto Severi Correnti di Milano, che ha deciso di trascorrere la notte a scuola insieme agli studenti che hanno organizzato una occupazione per protestare contro il perdurare della didattica a distanza. I ragazzi e i loro professori ormai da fine ottobre non rimettono piede a scuola e la nuova zona rossa imposta ieri alla Lombardia rimanda ancora di almeno due settimane l'atteso rientro in aula. "Un gesto per cui, da docente, mi sento solo di poter, e quindi dover, ringraziare: ragazze e ragazzi che protestano per tornare, con noi, in classe! La realtà che supera, in meglio, l’immaginazione!".

"Stamattina ero sereno perché nelle ore precedenti nulla era accaduto di ciò che più temevo: qualche collega, con più anzianità di servizio del sottoscritto al Severi-Correnti, mi aveva ragguagliato su tristi episodi di furti e devastazioni che sembrava avessero accompagnato passate occupazioni – racconta il professore -. Per fortuna, quello che mi sono permesso di osservare, dal mio privilegiato punto di vista di testimone oculare, sono stati studentesse e studenti che, pacificamente consapevoli della forza del loro gesto, si riappropriavano della scuola come luogo di confronto e socialità, ormai da troppo tempo fisicamente assente dalle nostre vite, scolasticamente condivise. Per fortuna nessuna devastazione, nessun furto, solo sana e responsabile voglia di tornare a scuola". A conclusione dell'occupazione, i partecipanti hanno rilanciato l’idea di un dialogo trasversale all’interno dell’Istituto con “un’Assemblea sul ‘Senso e l’importanza della Scuola’”.

La decisione di rimanere a scuola durante la notte insieme alle ragazze e ai ragazzi – che prima di rientrare a scuola di sono tutti sottoposti al tampone per verificare la negatività al Covid – è stata presa insieme alla direzione della scuola. "Venerdì pomeriggio, dopo aver condiviso e sostenuto la mattinata di protesta, ho deciso, in accordo con la Dirigente scolastica e le Autorità di Pubblica Sicurezza, di rimanere durante la notte per offrire supporto a ragazze e ragazzi ed alle suddette Autorità un filo diretto in caso di emergenza", spiega il docente, che invita nella sua lettera gli studenti, i suoi colleghi, ma anche i genitori e tutto il personale, "a godere della splendida vista della ‘luna’ che queste ragazze e ragazzi ci stanno indicando, lottando per tornare a scuola, e di non soffermarsi sul ‘dito’, su gesti che ad alcuni potrebbero sembrare estremisti, pericolosi e che invece di estremo credo abbiano solo la disperazione per una situazione ormai non più sostenibile e la consapevole e responsabile voglia di tornare in classe, in presenza, in sicurezza".