Inchiesta escort-calciatori, la coppia Buttini-Ronchi: “Descritti come colpevoli. Sulle ragazze etichette infamanti”

Emanuele Buttini e Deborah Ronchi – titolari dell’agenzia MaDe Luxury Concierge, società di organizzazione eventi di Cinisello Balsamo (Milano), indagati per un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione che avrebbero nei fatti gestito – si trovano agli arresti domiciliari dal 20 aprile scorso. Come emerso, le escort che sarebbero state spinte ad "acchiappare" – così veniva detto nelle intercettazioni agli atti – giocatori di serie A (e non solo) e altri sportivi.
Attraverso una nota del loro legale, l'avvocato Marco Martini, la coppia Buttini-Ronchi, si sarebbe espressa in merito a quanto trapelato fino ad ora:"In queste settimane i nostri nomi, e quelli di altre persone a noi vicine, sono stati diffusi in tutto il mondo, accompagnati da un giudizio già scritto. È accaduto prima di un processo, prima di qualsiasi verifica". Uno sfogo questo diretto contro chi in questo periodo li avrebbe "descritti come colpevoli".
Mentre per quanto riguarda il cuore dell'inchiesta, lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione, Buttini e Ronchi hanno sempre negato tutto. E in riferimento alle ragazze coinvolte dicono: "In vicende come questa vengono trascinate anche persone il cui unico legame con i fatti è un nome comparso in un elenco o in un'intercettazione. È accaduto a delle ragazze: chi le ha esposte si è presentato come paladino della loro tutela e di quella delle persone più fragili, e intanto ne ha diffuso i nomi, le ha giudicate e ha affibbiato loro etichette infamanti. Vedere la propria dignità calpestata così, senza alcuna certezza, è una ferita che nessuna successiva smentita potrà rimarginare del tutto: si finisce per creare nuove vittime".
Intanto nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano, il 30 giugno scorso, è comparso il primo nome di un calciatore di serie A nel registro degli indagati: Alessandro Bastoni, 27 anni, difensore dell'Inter e della Nazionale, accusato di prostituzione minorile. L'ipotesi di reato è legata al fatto che avrebbe avuto un rapporto con una ragazza che all'epoca dei fatti aveva 17 anni.
Al momento la ragazza coinvolta, sentita come testimone, avrebbe negato tutto e detto che tra loro non c’è stato alcun rapporto. Ma di quell'incontro, invece, ci sarebbe traccia nelle chat tra i due, riportata nelle carte dell'inchiesta.
Stando sempre a quanto emerge, sarebbe stato proprio uno dei dipendenti della "Ma.De" – l'agenzia di Buttini e Ronchi – a mettere il difensore in contatto con la minorenne, come risulta, ancora una volta, dalle chat di Whatsapp, relative a giugno 2020.