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26 Ottobre 2021
16:25

Il “missile per Salvini” per la Procura è “bizzarro elemento d’arredo”: archiviata inchiesta

Si tratterebbe di un “bizzarro complemento d’arredo” il missile scoperto dalla Digos di Torino e che l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva detto fosse destinato a un attentato contro di lui. I fatti risalgono al 2019 quando la Procura ha aperto un’indagine su gruppi di estrema destra che avevano portato al sequestro di un arsenale di armi. Ora il giudice per le indagini preliminari ha accettato la richiesta di archiviazione del pubblico ministero.
A cura di Giorgia Venturini
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Quello che per Matteo Salvini era un missile usato per un possibile attentato contro di lui, per la Procura è un "bizzarro completamento d'arredo". Con questa motivazione il giudice per le indagini preliminari Roberto Crepaldi ha archiviato le indagini della Digos di Torino che per due anni si sono concentrate su un gruppo di estrema destra e che aveva portato all'arresto di tre persone e al sequestro di un arsenale di armi e missili trovato nei pressi dell'aeroporto di Rivanazzano Terme (Pavia). Subito dopo gli arresti nel 2019 l'allora ex ministro dell'Interno Matteo Salvini aveva precisato di avere segnalato lui alle forze dell'ordine quanto stava accadendo: "Era una delle tante minacce di morte che mi arrivano ogni giorno. I servizi segreti parlavano di un gruppo ucraino che attentava alla mia vita. Sono contento sia servito a scoprire l'arsenale di qualche demente". Salvini si riferiva alla segnalazione di un ex agente del Kgb su un attentato che stavano progettando contro di lui alcuni nazionalisti ucraini.

I successivi accertamenti della Digos non hanno trovato riscontro però sull'ipotesi dell'attentato contro l'allora ministro. La segnalazione però aveva permesso di intercettare soggetti che hanno combattuto a fianco delle milizie di estrema destra in Ucraina e, contestualmente, un traffico d'armi che ha portato all'arresto di tre persone. Tra questi era finito anche Fabio Del Bergiolo, 60enne di Gallarate già candidato al Senato con il partito di estrema destra Forza Nuova. Non si sa ancora come il missile sia potuto entrare in Italia, ma sembrerebbe che Del Bergiolo avesse tentato di vendere il missile per 470.000 euro a un funzionario di un governo straniero inviandogli anche numerose foto dell'arma su Whatsapp".

Il missile è stato dissequestrato

Un missile però disattivato. I particolari infatti emergono ora dopo che il giudice ha accettato la richiesta di archiviazione del pubblico ministero Isabella Samek Lodovici. Il giudice spiega che, sulla base delle perizie delle armi, "non vi è dubbio che il missile pur originariamente classificabile come arma da guerra, sia stato sottoposto a procedure di disattivazione in altro Paese, all'esito delle quali lo stesso ha perso tutto l'enorme potenziale bellico ed è divenuto del tutto inidoneo a recare offesa alla persona, nonché insuscettibile di ripristino". Così per il missile è arrivato il dissequestro: "Il missile – sottolinea il gip – è divenuto oramai un mero simulacro vuoto e, contrariamente a quanto millantato da alcuni degli indagati, assume un valore solo quale (forse bizzarro) complemento d'arredo". Durante le indagini non è mai stato trovato un richiamo a un possibile attentato nei confronti di Salvini. Ora anche per gli indagati è arrivata l'archiviazione: Fabio Del Bergiolo è stato però arrestato di nuovo lo scorso anno al termine di altre indagini.

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