Il gip respinge l’assunzione dei rider di Glovo: deciderà il giudice del lavoro caso per caso

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Il gip di Milano ha respinto la richiesta di assunzione dei rider di Glovo: la natura del rapporto verrà valutata caso per caso dal giudice del lavoro.

Sarà il Tribunale del lavoro, e non il gip, a stabilire se i rider di Glovo debbano essere assunti con un contratto subordinato. Il giudice per le indagini preliminari di Milano, Roberto Crepaldi, ha infatti respinto la richiesta del pm Paolo Storari di imporre alla società – al centro di un'indagine per caporalato e sfruttamento dei lavoratori – l'assunzione dei ciclofattorini.

Sia l'amministratore giudiziario che la difesa di Glovo, ha spiegato il gip, "hanno evidenziato elementi concreti che rendono il quadro dei rapporti" – sia giurisprudenziale che sindacale – "incerto" e che richiede un "approfondimento" su ogni singolo rapporto di lavoro nelle eventuali cause. E che non consente "risposte universalmente vere al quesito circa la natura del contratto". Secondo il gip, infatti, la questione non può essere risolta con una decisione valida per tutti i rider. La natura del rapporto di lavoro deve essere verificata caso per caso, considerando le concrete modalità con cui ogni lavoratore svolge la propria attività. Il quadro, secondo il giudice, non sarebbe infatti univoco. Molti rider lavorano per più piattaforme, mentre per alcuni l'attività di consegna non rappresenterebbe il lavoro principale. Per questo, eventuali controversie sulla natura del rapporto dovranno essere affrontate davanti al giudice del lavoro.

Il pm aveva fatto presente, anche sulla base delle norme di un recente decreto del governo Meloni, che i rider impiegati andrebbero qualificati come "lavoratori subordinati", e non autonomi, perché quando sul lavoratore ci sono "poteri di direzione e controllo, opera la presunzione di subordinazione, salva prova contraria". Anche su questo fronte, però, secondo il gip, le valutazioni spettano al giudice del lavoro.

La decisione arriva nell'ambito del procedimento che riguarda il controllo giudiziario di Foodinho-Glovo, disposto a febbraio dopo gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo tutela del lavoro sulle condizioni dei rider.

Le retribuzioni

La questione delle assunzioni non è, però, l'unico tema al centro del procedimento. Il controllo giudiziario resta in vigore e riguarda soprattutto le condizioni economiche e lavorative dei ciclofattorini.

Secondo gli accertamenti della Procura, ai circa 40mila rider della piattaforma presenti in Italia sarebbero state corrisposte, in alcuni casi, paghe sotto la soglia di povertà e ci sarebbero state condizioni di sfruttamento. Nel frattempo, Glovo ha messo in campo un piano per aumentare i compensi: il minimo per ogni consegna è stato portato a 3 euro, mentre il compenso minimo orario lordo è stato fissato a 14 euro.

Per la Procura, però, gli interventi non sarebbero ancora sufficienti. In un parere del 18 agosto, il pm Storari ha sostenuto che, nonostante gli aumenti, resterebbe non retribuito circa il 30 per cento dell'attività svolta dai rider. Secondo il pm, inoltre, i contratti utilizzati dalla società non corrisponderebbero alla reale natura del lavoro, che dovrebbe essere quella di un rapporto subordinato.

Le indagini

La vicenda nasce dagli accertamenti della Procura sulle condizioni di lavoro dei rider di Glovo che hanno portato a febbraio scorso al controllo giudiziario di Foodinho-Glovo. Al centro dell'inchiesta ci sono soprattutto i compensi e le modalità con cui viene organizzato il lavoro dei ciclofattorini. La Procura ritiene che i rider siano sottoposti a condizioni che, in determinati casi, configurerebbero sfruttamento e sostiene che il loro rapporto con la piattaforma debba essere qualificato come subordinato.

Nei mesi successivi Glovo ha adottato un piano per aumentare le retribuzioni. A giugno ha poi chiesto la revoca del controllo giudiziario, ma i suoi legali l'hanno successivamente ritirata. Per questo il gip ha dichiarato il "non luogo a provvedere" su quella richiesta. La società potrà eventualmente ripresentare l'istanza più avanti. Successivamente, ad agosto il pm ha contestato che le nuove misure fossero sufficienti, sostenendo che una parte dell'attività dei rider continuasse a non essere retribuita e ribadendo la necessità di contratti coerenti con la natura effettiva del lavoro.

A settembre, poi, l'amministratore giudiziario ha segnalato alcuni progressi sul fronte delle paghe, tra cui il versamento di 1,2 milioni di euro per il periodo febbraio-maggio, ma il monitoraggio continua. Resta, dunque, in vigore il controllo giudiziario sulla società e continuano le verifiche sulle retribuzioni, sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro dei rider.

La posizione di Glovo

Glovo "accoglie con favore" il provvedimento del gip che "ha respinto la richiesta di imporre l'assunzione generalizzata dei rider come lavoratori subordinati", ha riferito l'azienda in una nota. Il provvedimento, per Glovo, evidenzia che "la qualificazione del rapporto di lavoro richiede una valutazione delle concrete modalità di svolgimento dell'attività e delle caratteristiche del singolo rapporto", escludendo "una qualificazione generalizzata e indistinta di tutti i rider".

Glovo riferisce che "ha già adottato importanti misure volte a rafforzare le condizioni economiche e le tutele dei rider", mentre prosegue "il confronto tra le parti sociali per il rinnovo della contrattazione collettiva di settore". L'azienda continuerà "a collaborare pienamente con l'Amministratore giudiziario e con tutte le autorità competenti", per portare a compimento "le misure programmate in materia di remunerazione, sicurezza e compliance".

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