Nell'attesa che le indagini della polizia spagnola facciano luce su una duplice tragedia al momento inspiegabile, è il dolore il sentimento che prevale tra coloro che conoscevano e amavano Elena Livigni Gimenez. La ragazza, 21 anni e la doppia cittadinanza italiana e spagnola, è morta giovedì notte a Ibiza assieme al suo fidanzato, di 26 anni. Entrambi sono precipitati dalla stanza di un hotel – il Torre del mar – dove si erano recati in vacanza. Al momento la polizia segue tutte le ipotesi: da un duplice suicidio a un tragico incidente, fino a quella più inquietante di un omicidio-suicidio. Quest'ultima è stata rilanciata dalle amiche di Elena, che dopo aver studiato e vissuto a Milano tre anni fa si era trasferita per studiare in Spagna, a Barcellona. "Aveva programmi per il futuro", hanno detto le amiche, che hanno chiesto l'anonimato, al "Corriere della sera". E sempre il Corsera riferisce di un violento litigio che sarebbe stato udito nella camera dell'albergo in cui alloggiava la giovane coppia poco prima della tragica caduta.

Una delle ipotesi è dunque quella che il fidanzato di Elena possa averla spinta giù dal balcone, e poi si sia a sua volta gettato nel vuoto. L'altra è quella di un duplice suicidio. Ma la madre di Elena, Carmen Gimenez, professoressa di spagnolo all'Università Bocconi, non crede a nessuna delle due ipotesi e propende per la terza: quella di un tragico incidente. Il quotidiano "Il Giorno" infatti racconta un contesto diverso da quello dipinto dal Corriere: parla di una relazione serena tra Elena e il fidanzato e avvalora la tesi che Elena possa essere caduta accidentalmente e che il ragazzo possa averla seguita nel tentativo disperato di salvarle la vita. "Siamo distrutti", sono le parole che la mamma di Elena avrebbe riferito a chi l'ha sentita per esprimerle cordoglio.

Oggi un minuto di silenzio nella scuola frequentata da Elena a Milano

Sarà l'autopsia, probabilmente, a fornire altri elementi utili per cercare di capire cosa sia accaduto davvero nella camera dell'albergo di Ibiza teatro della duplice tragedia. Intanto oggi, al liceo Emanuela Setti Carraro di Milano, dove Elena aveva studiato, sarà osservato un minuto di silenzio: il preside Giorgio Ragusa parla di una ragazza "piena di vita" e annuncia corsi per approfondire il tema della violenza sulle donne, indipendentemente da cosa sia successo a Elena. Addolorata anche Cristina Dendi, insegnante d’inglese al Setti Carraro che ha avuto come studentessa Elena per tutti e cinque gli anni di liceo: "La motivazione non le mancava. L’ho vista crescere".