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Il caso Sgarbi

Il Comune di Codogno è pronto a revocare l’incarico a Vittorio Sgarbi: non sarà più Commissario alle belle arti

Il Comune di Codogno nei prossimi giorni deciderà se procedere con la revoca dell’incarico affidato nel 2021 a Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte potrebbe presto non essere più Commissario generale alle belle arti e ai musei della cittadina lodigiana.
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A cura di Enrico Spaccini
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Vittorio Sgarbi (foto da LaPresse)
Vittorio Sgarbi (foto da LaPresse)
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Il caso Sgarbi

Vittorio Sgarbi potrebbe presto lasciare l'incarico da ‘Commissario generale alle belle arti e ai musei' di Codogno. Il sindaco del comune lodigiano, Francesco Passerini, ha precisato che quel ruolo era stato affidato al noto critico d'arte di Ferrara a titolo "fiduciario, gratuito, legato squisitamente alla sua competenza tecnica" e che "già dalla fine dello scorso anno si stava valutando se proseguire con questa collaborazione". Prima, dunque, che l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) rilevasse le potenziali incompatibilità per le attività svolte da Sgarbi in quanto critico d'arte "in materie connesse con la carica di governo" a Sottosegretario alla Cultura. Nei prossimi giorni la giunta di Codogno dovrà decidere se procedere con la revoca dell'incarico nei suoi confronti, anche sembra ormai solo una formalità.

L'incarico di Sgarbi a Codogno

La nomina di Sgarbi a ‘Commissario generale alle belle arti e ai musei' di Codogno risale a luglio del 2021, su proposta dello stesso critico. Il comune lodigiano era diventato uno dei principali simboli della lotta alla pandemia da Covid-19, diventando la prima ‘zona rossa' del Paese. A quel tempo Sgarbi era uno degli esponenti della politica che più esortava la popolazione a uscire di casa, inviti che in molti avevano giudicato imprudenti.

Il 29 luglio 2021 sulla pagina Facebook di Sgarbi era comparso un post in cui il critico affermava di essersi "assunto l’impegno di portare a Codogno la bellezza, che è complementare alla salute" e in cui annunciava due esposizioni in programma per il settembre successivo. Pare, però, che Sgarbi in qualità di Commissario si sia recato a Codogno solo in quelle circostanze, intervenendo con una lectio alla mostra su Pietro Antonio Magatti.

"Troveremo altre formule di promozione"

Negli anni Sgarbi è arrivato a ricoprire 17 incarichi diversi, tra questi proprio quello da sottosegretario alla Cultura con il governo Meloni e quello a Codogno. Il parere di incompatibilità emesso dall'Antitrust nei giorni scorsi, però, ha provocato un terremoto nonostante il critico abbia annunciato che presenterà ricorso al Tar.

Prima Sgarbi ha presentato le dimissioni dall'incarico governativo, salvo poi marcia indietro e decidere solo di autosospendersi in attesa di parlarne con Meloni. E ora rischia di perdere anche l'incarico a Codogno. Ancora non è ufficiale, ma le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Passerini fanno pensare come il passaggio per il voto in sede comunale sia solo una formalità.

"Ringrazio il professor Sgarbi per il ruolo che gli avevamo affidato", ha affermato il primo cittadino assicurando che "la possibile conclusione di questa collaborazione, sui cui ci esprimeremo nei prossimi giorni, è indipendente con le recenti vicende". Tuttavia, conclude Passarini, "ora troveremo altre formule di promozione della nostra città".

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