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Igor Squeo, morto a Milano dopo un intervento della polizia: indagati 6 agenti e un medico

Svolta nelle indagini sulla morte di Igor Squeo, il 33enne deceduto a Milano dopo un intervento di alcuni agenti di polizia. Oggi è stata resa nota la notizia dell’indagine avviata nei confronti di sei poliziotti e un medico.
Igor Squeo
Igor Squeo

Svolta nel caso di Igor Squeo, il 33enne che ha perso la vita nella notte tra l'11 e il 12 giugno in seguito a un intervento di polizia e sanitari, arrivati nella sua casa di Milano per sedare una lite e calmare il giovane, sotto effetto di sostanze stupefacenti. Dopo la morte di Squeo era stato aperto d'ufficio un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti e due volte il pm incaricato, Francesco De Tommasi, ne aveva chiesto l'archiviazione, derubricando la morte del giovane a effetto dell'intossicazione acuta da cocaina. Versione che però sarebbe stata contraddetta, secondo i consulenti della famiglia di Igor, da plurimi elementi.

Nei mesi scorsi la Procura generale di Milano ha acquisito il fascicolo e messo sotto indagine gli agenti presenti quella notte, che secondo i testimoni avrebbero praticato l'ormai tristemente nota "manovra Floyd", insieme al medico intervenuto. Fanpage.it aveva raccontato la vicenda attraverso le parole della mamma di Squeo, Franca Pisano, che non ha mai smesso di ripetere: "Voglio solo sapere come è morto mio figlio. Sono la prima a dire che abbia sbagliato ad assumere sostanze, ma non per questo se qualcuno ne ha provocato la morte il fatto deve passare sotto silenzio".

Oggi, la svolta. In totale sono sei i poliziotti e uno il medico indagati per la morte dell'uomo: quattro agenti sono stati accusati di omicidio preterintenzionale, due di falso ideologico e un medico di omicidio colposo e falso ideologico. Come anticipato dalla trasmissione Chi l'ha visto, che andrà in onda stasera su Rai Tre, per la Procuratrice generale di Milano Francesca Nanni Squeo potrebbe essere morto per "‘asfissia posizionale determinata dall'impropria contenzione fisica da parte della polizia'".In sostanza sarebbe morto proprio a causa dell'impossibilità di respirare dovuta al peso dei poliziotti, che lo hanno bloccato a terra e "forse per il farmaco usato per sedarlo". 

La storia di Igor Squeo

Igor Squeo
Igor Squeo

Le ultime ore di Igor Squeo iniziano la sera di sabato 11 giugno 2022: il 33enne incontra un uomo e i due decidono di andare a ballare in discoteca. Prima di raggiungere il locale, però, passano a casa di Igor per cambiarsi ed è qui che Squeo assume cocaina, diventando agitato e violento. Il suo coinquilino, allarmato dalla lite che sente scoppiare in camera di Igor, allerta le forze dell'ordine, che intervengono nel corso della notte con sette volanti. Arrivano anche un'automedica e un'ambulanza per sedare Igor e medicare l'altro giovane, ferito in modo lieve.

Il personale medico e paramedico, sentito in seguito dagli inquirenti, testimonierà che Igor, in forte stato di agitazione, "si trovava in posizione prona, ammanettato mani e piedi e con diversi poliziotti intenti a contenerlo". Sarà il medico presente a somministrare a Igor il Propofol, un sedativo normalmente utilizzato in anestesia generale; passano due minuti e Igor va in arresto cardiocircolatorio.

Il cuore di Igor Squeo cessa di battere per la prima volta, in casa, alle 4:15. È in quel momento, si scoprirà poi, che avviene anche la morte cerebrale. Il secondo arresto cardiocircolatorio viene registrato alle 5:07, proprio mentre il 33enne sta per essere trasferito in ambulanza. Sarà poi portato nella sala emo dinamica dell'ospedale Maggiore, dove se ne registra il decesso alle 6:45 del 12 giugno 2022.

Cosa non torna nella morte di Igor

Per indagare sul decesso di Igor viene aperto d'ufficio un fascicolo, affidato pm Francesco De Tommasi, che ne chiede però l'archiviazione, ritenendo la morte del 33enne causata da arresto cardiocircolatorio dovuto a intossicazione acuta da cocaina. Questa tesi non convince tuttavia la famiglia di Igor, rappresentata legalmente dall'avvocata Ilaria Urzini.

Il murales dedicato a Igor Squeo, morto a 33 anni durante un intervento di polizia e sanitari nella sua casa di Milano
Il murales dedicato a Igor Squeo, morto a 33 anni durante un intervento di polizia e sanitari nella sua casa di Milano

"Quando ho avuto accesso agli atti – ha detto l'avvocata pochi giorni fa, in occasione di un pomeriggio commemorativo per Igor Squeoho potuto appurare che in quel fascicolo non c'era niente, eppure c'era tutto: 50 pagine striminzite in cui un atto si contraddiceva con l'altro. E da queste contraddizioni sono partita per oppormi a entrambe le richieste di archiviazione. Oggi siamo in attesa di una svolta positiva che forse vedremo a breve". La svolta sembrerebbe arrivata, proprio a partire da quelle ambiguità che devono essere chiarite.

I consulenti nominati dalla famiglia Squeo avevano infatti messo in luce nuovi aspetti come possibili cause del decesso. Tra questi, le pratiche costrittive – la manovra Floyd – eseguite dagli agenti per calmare Igor, nonché l'anestetico Propofol, somministrato al 33enne pochi istanti prima che andasse in arresto cardiaco. A tal proposito, nella relazione di primo soccorso, visionata da Fanpge.it, emergerebbe una possibile incongruenza sull’attività di monitoraggio da parte del personale sanitario prima di iniettare l'anestetico a funzione sedativa.

Nel corso dei mesi la famiglia  ha inoltre scoperto che il taser usato la notte in cui Igor è morto è stato rottamato circa sei mesi dopo, a indagini in corso, senza che mai ne fosse chiesta e conservata la "scatola nera". Gli agenti in servizio, interrogati, dicono di averlo usato solo per azionare l'arco di avvertimento, ma quello strumento conteneva proprio le registrazioni ambientali delle ore trascorse in casa di Igor Squeo.

Ancora il commissariato Mecenate

I primi a intervenire la sera della morte di Igor sono gli agenti di una volante del Commissariato Mecenate, oggi famoso per l'uccisione, il 26 gennaio 2026 a Rogoredo, del 28enne Abderrahim Mansouri per mano del poliziotto Carmelo Cinturrino. Cinturrino si trova ora in carcere con oltre trenta capi d'accusa, tra cui quella di omicidio volontario, ma in concorso con lui sono indagati per un ampio ventaglio di reati – estorsione, rapina, falso ideologico, giusto per citarne alcuni – anche quattro colleghi del 41enne assistente capo.

Le indagini condotte dalla Procura di Milano, coordinate dal pm Giovanni Tarzia, stanno cercando di far luce in maniera più ampia sulla vicenda, per capire se davvero Cinturrino è "una mela marcia" o se all'interno del commissariato ristagnasse, magari da anni, un clima di violenza e intimidazione che poco ha a che fare con il rispetto della legge e la giustizia. Nel frattempo il personale e la dirigenza del Mecenate sono stati oggetto di un radicale turn over.

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