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È ufficiale: Milano è la città con più milionari al mondo, che dimentica però tutti gli altri

Milano ha il più alto tasso di milionari al mondo. Ai ricchi piace tantissimo e Milano ama più loro, che tutti gli altri. La parabola di una città che sta diventando sempre più per pochi.
A cura di Ilaria Quattrone
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Milano è la città dei milionari. A sostenerlo è il rapporto annuale di Henley&Partners pubblicato oggi, venerdì 16 gennaio. In buona sostanza, la città è ai vertici non per i numeri assoluti (è all'undicesimo posto per residenti milionari), ma per rapporto tra residenti e ricchi o ricchissimi: una persona ogni dodici abitanti iscritti all'anagrafe – contando anche neonati e anziani – è milionaria. Una proporzione che porta il capoluogo meneghino al vertice della classifica, facendole superare addirittura la capitale della finanza mondiale New York City, dove è il rapporto è uno ogni 22, e le europee Londra (uno ogni 41) e Parigi (uno ogni 14 residenti).

Un salto notevole, considerato che ad aprile 2025 proprio Henley&Partners inseriva Milano al terzo posto, dietro Londra e Parigi.

Ma attenzione. La città delle prossime Olimpiadi invernali, accoglie ben 182 centimilionari poco meno del Principato di Monaco, che ne accoglie 192, ma più di Zurigo, Miami e Mosca. Quindi a Milano c'è un "super super ricco" ogni 7.692 abitanti, quasi come a Los Angeles (uno ogni 7.558) e Parigi (uno ogni 7.743) e molti di più rispetto a New York (uno ogni 10.757 abitanti) e Londra (uno ogni 25.244). Insomma, se ancora non è chiaro ai ricchi piace tantissimo Milano e a Milano piacciono tantissimo i ricchi.

Perché? Uno dei motivi è l'attrattività fiscale: nel 2025 i 3.600 nuovi residenti milionari/multimilionari/miliardari hanno portato in Italia 20,7 miliardi di dollari, sui quali pagano solo la flat tax di 200mila euro. C'è poi la questione delle imposte di successione, tra le più basse d'Europa. Per i trasferimenti a un coniuge o parente in linea retta, l'aliquota è pari al 4 per cento del valore dei beni ricevuti. È inoltre prevista, una franchigia per beneficiario di un milione di euro. Quindi significa che se il valore dei beni ereditati è inferiore a un milione, non si paga alcuna imposta. Imposte di successione così basse, non fanno che attrarre sempre più milionari in Italia, ma soprattutto a Milano che è considerato un polo globale di business, finanza, moda e design molto conveniente proprio per i punti elencati.

In sostanza: Più milionari, ma meno cittadini "comuni". Chi non ha conti a sei zeri, scappa. Il caro vita è infatti ormai alle stelle. Nonostante gli stipendi medi siano più alti che nel resto d'Italia, chi lavora e vive a Milano non ce la fa più. E, attenzione, i salari sono più elevati perché il dato è drogato dalle retribuzioni dei manager e proprio dai quei grandi patrimoni presenti in città. Tutti gli altri, non riescono a sostenere i costi.

È la storia di Alessia, 25enne intervistata da Fanpage.it alcuni giorni fa, che è una docente precaria che, fino a qualche anno fa, pagava 700 euro di affitto per una casa senza termosifoni a fronte di mille euro di stipendio; ma è la storia di tantissimi cittadini. Studenti, giovani lavoratori, pensionati, coppie e famiglie che sono costretti a fare i conti con l'impossibilità di vivere a Milano e di doversi trasferire nell'hinterland o addirittura in altri capoluoghi lombardi.

L'ultimo studio di Deutsche Bank-Numbeo per il 2025, lo stipendio di un lavoratore medio non è sufficiente a coprire l'affitto di un bilocale. Il rapporto stipendio netto/canone di locazione è calcolato al 72 per cento oltre la soglia di sostenibilità che dovrebbe essere del 30 per cento circa. Ma non è finita qui. Chi sceglie di comprare deve tenere in considerazione che la media è di 5.400 euro al metro quadro. E i costi sono elevati non solo nel centro, dove presto potrebbero esserci solo fondi internazionali, stranieri e super ricchi, ma anche nelle periferie dove un immobile potrebbe costare oltre i quattromila euro al metro quadro. Il che significa enorme liquidità per l'anticipo, ma anche rate di mutuo molto sostanziose che, come spiegato tempo fa da Fanpage.it, necessitano di almeno un reddito di circa tremila euro al mese.

E i costi non si riducono nemmeno per le attività extra-lavorativa. Una cena di tre portate in un ristorante arriva a costare oltre 40 euro a persona e una birra o cocktail tra i 6 e 10 euro. Non parliamo poi della spesa nei supermercati che si attesta sugli oltre 4mila euro all'anno contro i 3.926 euro della media nazionale.

Questa è una situazione, di cui la politica è ben conscia. Proprio in questi giorni, è stato pubblicato un dossier del Circolo Centro studi Emilio Caldara che evidenzia come vi siano poche nascite, ma molti arrivi. Il 50 per cento sono single di ogni età che arrivano a Milano per lavorare e studiare, ma vanno altrove per mettere su famiglia. Ma non va meglio per le attività commerciali, locali e ristoranti. Molti sono costretti a chiudere per gli affitti elevati e insostenibili, tanti altri perché costretti a far posto ad hotel o fondi internazionali. È il caso della Sacrestia Farmacia Alcolica in via Conchetta 20, chiusa a novembre 2024 per far posto a un hotel di lusso, come desiderato dalla società che ha acquistato l'intero palazzo.

La città continua a essere un polo d'attrazione per i paperoni e i fondi internazionali, ma dimentica chi la città la fa davvero: gli studenti, gli insegnanti, i commercianti, i ristoratori, tutti i lavoratori, i pensionati e le famiglie. E se dovesse scegliere di proseguire su questa strada, rischia di divenire una bella vetrina da guardare, ma non da vivere.

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Giornalista professionista da novembre 2021 e vice capo area della cronaca di Milano di Fanpage.it. Scrivo di cronaca nera e giudiziaria, ma prevalentemente di temi sociali, in particolare: condizioni carceri e Cpr, disagio minorile e tematiche legate al mondo del lavoro. Ho collaborato alla produzione dell'inchiesta Shalom. 
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