Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, si sarebbe detto d'accordo con la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina nel differenziare l'orario di inizio non solo delle scuole, ma anche di altre attività. Il governatore leghista, impegnato questa mattina da remoto nel vertice tra Governo e Regioni in cui dovrebbero essere decise le ulteriori restrizioni che confluiranno in un nuovo Dpcm, secondo quanto riportato dall'agenzia "Agi" avrebbe detto che, in questa maniera, non si farebbe "ricadere il problema solo sulla scuola".

Il nodo dei trasporti pubblici

Gli orari di ingresso a scuola scaglionati sono da giorni una delle misure chieste da Fontana e altri per ridurre l'affluenza sui mezzi pubblici, la cui capacità resta fissata all'80 per cento ma che in alcuni orari, come quelli di punta, registrano situazioni di assembramento potenzialmente pericolose considerando l'escalation di casi di coronavirus in tutta Italia. La ministra Azzolina – presente in teleconferenza all'incontro assieme ai colleghi Francesco Boccia (Affari regionali), Gaetano Manfredi (Università), Paola De Micheli (Trasporti) e Roberto Speranza (Salute), alla Protezione civile e a Regioni, Anci e Upi – ha però suggerito di pensare a ingressi differenziati anche per altre attività, e non solo per la scuola, su cui pende anche l'ipotesi di didattica a distanza che però il Comitato tecnico scientifico non avrebbe caldeggiato.

Cosa potrebbe contenere il nuovo Dpcm

Il nuovo decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulle ulteriori restrizioni per contenere l'epidemia di Coronavirus potrebbe arrivare già in serata o al massimo domani: tra le altre ipotesi è previsto un incremento dello smart working e un'ulteriore stretta per bar, ristoranti e locali, il cui orario di chiusura potrebbe essere anticipato rispetto a quello (mezzanotte) fissato dall'ultimo Dpcm, varato lo scorso 13 ottobre.