Insegnante di sostegno pendolare: “Lavoro in due scuole distanti tra loro 80 km, al mattino mi sveglio alle 4.30”

La nostra redazione riceve lettere e testimonianze relative a storie che riguardano pendolarismo e ultra pendolarismo, per lo più dovuti ai costi eccessivi e proibitivi che si incontrano a Milano che portano sempre più persone a scegliere di vivere in altre città e viaggiare a Milano solo per lavoro. Invitiamo i nostri lettori a scriverci le loro storie cliccando qui.
Suona alle 4.30 del mattino la sveglia per Giuseppe S., docente di sostegno residente a Paderno Franciacorta (Brescia). Entro le 8, per il suono della prima campanella, deve trovarsi a Ponte Caffaro (Comune di Bagolino; Brescia), sul lago d'Idro, a ben 80 chilometri da casa sua. Un tragitto lungo circa un'ora e trenta minuti, percorso in auto per tre volte a settimana, andata e ritorno. Per un totale di 160km ogni volta.
"Il lunedì è il giorno più intenso, perché ho doppio turno in due scuole diverse e distanti tra loro 80km: al mattino prendo servizio alle 8 nella scuola a Ponte Caffaro, e sono in classe fino alle 11, poi rientro a Paderno Franciacorta, dove mi attende il turno pomeridiano, a partire dalle 14, nell'altra scuola in cui lavoro per ottenere il completamento delle ore", ha raccontato Giuseppe a Fanpage.it.
Giuseppe S. ha 53 anni, si è trasferito dalla Calabria alla provincia di Brescia e da oltre un anno a questa parte la sua vita è segnata da un ‘alto pendolarismo' che come racconta a Fanpage.it "costa molta fatica e sacrifici, per uno stipendio offensivo. Ma per ora tengo duro".
"Prima vivevo in Calabria e lavoravo nel privato, poi per motivi personali ho deciso di lasciare tutto, cambiare città e vita. Così mi sono trasferito al Nord e ho iniziato a lavorare nel mondo della scuola. In questo tempo ho accettato un incarico che molti altri prima di me hanno rifiutato. Non solo giovani, ma anche persone della mia età circa. In pochi sono disposti a viaggiare così tanto per lavoro, guidare per tanti chilometri e per di più 45 sono lungo strade di montagna. Io invece mi sento molto motivato nel farlo, anche perché è il mio primo anno di lavoro cin queste scuole. A volte però mi rendo conto che è molto faticoso", ha raccontato ancora Giuseppe a Fanpage.it che sottolinea di aver accettato anche perché ha l'auto a disposizione. Diversamente, dice, con i mezzi pubblici sarebbe impossibile. Ci si impiega circa tre ore fra treni e bus di linea.
"Se ho mai pensato di andare a vivere a Milano quando ho deciso di trasferirmi al Nord? Assolutamente no, Milano è eccessivamente cara. Per il mio stile e per lo stipendio che percepisco, Milano sarebbe insostenibile", ha detto infine Giuseppe a Fanpage.it, a cui ha deciso di raccontare la sua storia di ‘alto pendolarismo'.