Dal sentiero dell’amore all’Eremo di Santa Caterina, 4 luoghi da scoprire sulla sponda lombarda del lago Maggiore
Le località bagnate dal lago Maggiore attirano da anni turisti provenienti da ogni parte del mondo. Tuttavia, l'attenzione tende a concentrarsi maggiormente sul versante piemontese, che vanta le mete più ambite come Stresa e le Isole Borromee. Passa sempre un po' più inosservata, invece, la sponda orientale, quella che tocca la provincia di Varese, che a sua volta custodisce piccole perle naturali e architettoniche spesso sottovalutate anche dagli abitanti del posto. Proprio questi luoghi sono la meta perfetta per chi vuole fare esperienze in ambienti non troppo affollati, ma allo stesso tempo permettono di conoscere frammenti di storia tanto sorprendenti quanto poco conosciuti. A favorire la curiosità dei visitatori è anche il servizio navetta gratuito introdotto dalla Provincia di Varese per il mese di settembre. Una soluzione messa a disposizione in via sperimentale, che in caso di un riscontro positivo verrà applicata per tutta l'estate del 2027. Il servizio consentirà ai turisti di visitare, nell'arco di una giornata, quattro tra le località più suggestive della sponda varesina del lago Maggiore e del suo entroterra.
La leggenda dell' Eremo di Santa Caterina del Sasso
Per quanto non sia uno di quei luoghi sulla bocca di tutti, l'Eremo di Santa Caterina del Sasso è il luogo più visitato della sponda lombarda del lago Maggiore. Situato nel comune di Leggiuno, è un monastero costruito praticamente a strapiombo sul lago. Le sue origini sono legate a una leggenda secondo la quale, nel 1170, il mercante Alberto Besozzi, colto da un nubifragio mentre attraversava il lago, si rifugiò quì per iniziare una vita ascetica, e costruì una cappella in onore di di Santa Caterina d'Egitto. Nei secoli successivi, accanto a questa cappella vennero costruite la chiesa di San Nicola e la chiesa di Santa Maria Nova. Nel tempo, l'Eremo fu preso in custodia e guidato da diversi ordini di frati. Fu dimora dei Domenicani dal 1314 per poi passare nelle mani dei frati di Sant'Ambrogio ad Nemus, ai quali seguirono i Carmelitani, che vi restarono fino al 1770. L'Eremo di Santa Caterina sarà anche il punto da cui partiranno e in cui si concluderanno gli itinerari del nuovo servizio navetta.
Laveno Mombello, arte e storia a un passo dal lago
A una manciata di chilometri da Leggiuno si trova Laveno Mombello, il cui centro sorge su un golfo naturale del lago Maggiore. Oltre a offrire passeggiate rilassanti sul lungolago, sono i suoi edifici storici, sacri e non, a renderla una tappa imprescindibile. Tra le varie chiese del paese, spiccano quella dei Santi Filippo e Giacomo, le cui prime testimonianze risalgono al XIV secolo, e quella di Sant'Ambrogio, decorata esternamente dalle sculture di Egidio Casarotti e al cui interno si possono ammirare affreschi di Innocente Salvini. Laveno ospita anche Villa De Angeli Frua, una dimora settecentesca che oggi contiene una delle biblioteche più grandi del varesotto. Attorno a essa si estende poi un ampio parco ricco di alberi secolari e piante aromatiche. Infine, spostandosi dal centro storico alla frazione di Cerro, si può visitare il Museo Internazionale del Design Ceramico, un omaggio al grande ruolo europeo ricoperto da Laveno proprio in quel settore.
Ispra, la città del sentiero dell'amore
Poco più a nord di Laveno si trova il piccolo comune di Ispra. La cittadina cattura il cuore dei visitatori grazie al celebre Sentiero dell'Amore, un percorso che dalla ghiaia della sponda del lago conduce chi lo intraprende attraverso una darsena ottocentesca, poi sugli scogli e su una passerella accanto alle rocce che da la sensazione di fluttuare sull'acqua. Il tragitto termina nei pressi delle vecchie fornaci ,oggi dismesse, che un tempo venivano usate per la produzione di calce. Affascinante è anche il Mausoleo di Castelbarco, situato di fronte al cimitero di Ispra. La cappella principale è sormontata da una cupola e caratterizzata dal contrasto tra il granito bianco dell'esterno e quello rosso dell'interno. Il segreto, però, si cela nel sotterraneo: una scala conduce a una seconda cappella, dove si possono ammirare i luoghi di sepoltura della famiglia castelbarco.
Villa Della Porta Bozzolo e il suo giardino monumentale
Collocata nella Valcuvia e costruita nel XVI secolo, Villa Della Porta Bozzolo prende il nome dalle due famiglie che l'hanno posseduta e ampliata nel corso degli anni e oggi fa parte dei beni del Fondo per l'Ambiente Italiano (FAI). Oltre agli interni decorati in stile rococò, a catturare l'attenzione sono le quattro terrazze esterne che portano fino al grande giardino denominato "Teatro", circondato interamente da una peschiera originale del ‘700.