Turismo di massa in Valsassina, la proposta ‘ribelle’ di un residente: “Chiedere una tassa per aiutare i più poveri”

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(foto iStock)
Marco C., residente a Cremeno, borgo di montagna in Valsassina (Lecco), spiega a Fanpage.it quanto il paese subisca l’impatto del turismo di massa. Se non si può ridimensionare il turismo, dice, quantomeno si faccia in modo che questo porti benefici a tutti. Per questo ha pensato a una tassa da chiedere ai turisti da destinare, tramite un fondo ad hoc, alle persone più in difficoltà.

"Il turismo è positivo, ma il turismo di massa mordi-e-fuggi è devastante, soprattutto per una località fragile come Cremeno", a dirlo a Fanpage.it è Marco C. residente da 20 anni nel piccolo borgo di montagna nel cuore della Valsassina, in provincia di Lecco, celebre per la sua posizione ai piedi delle Grigne e punto di partenza per escursioni e gite.

Cremeno attrae un gran numero di turisti sia d'estate sia d'inverno, grazie ai sentieri panoramici e agli impianti sciistici presenti in zona. Così, in modo sempre più impattante, soprattutto negli ultimi anni, il borgo passa nell'arco di poche settimane da poco meno di 2mila persone, il numero dei residenti, a circa 4mila, quello dei turisti. Nella stessa zona dell'altopiano Valsassina sono presenti anche altri piccoli comuni, sempre sotto i mille o i 2mila abitanti: Barzio, Cassina e Moggio – soggetti alle stesse dinamiche. In quest'area, in alta stagione, si raggiungono complessivamente oltre 10mila presenze. 

"Ogni stagione i cittadini di Cremeno assistono, impotenti, all'arrivo in massa di turisti. Il paese subisce inquinamento acustico e automobilistico, lunghe code nei negozi, parcheggi sempre pieni, eventi musicali fino a tarda sera e si percepisce una frenesia che sembra di stare in una grande città come Milano anziché in un borgo tranquillo di montagna. La quotidianità delle persone, soprattutto di quelle più anziane, viene stravolta", spiega ancora Marco a Fanpage.it.

Sempre più spesso, dice Marco, non si tiene conto delle esigenze di chi vive ogni giorno il borgo. Inoltre, la maggior parte dei residenti – quelli che non gestiscono strutture ricettive, ristoranti o attività commerciali – non giovano neanche, dal punto di vista economico, di tutto il turismo a cui sono costretti ad assistere. In particolare gli anziani e le persone più "povere" sarebbero quelle che subirebbero più di tutti l'impatto turistico e che non riceverebbero alcun beneficio, dice Marco che pensa che una sorta di tassa turistica, anche di pochi euro, da destinare solo ai più fragili potrebbe essere un modo per risolvere, in parte, il problema. Se non si può ridimensionare il turismo, quantomeno si faccia in modo che questo porti benefici a tutti.

"Ci sono persone che non arrivano a fine mese, che fanno fatica a pagare l'affitto e a fare la spesa. Un contributo, anche piccolo da parte di chi tratta le nostre montagne come un Lunapark, potrebbe fare la differenza. È davvero un'utopia tassare ogni acquisto turistico (funivie, noleggio bici e sci, pranzi nei rifugi, etc..) e creare un fondo dedicato solo al supporto di queste persone?", ha concluso Marco.

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