Rino ha una pizzeria in viale Suzzani, a Milano e dall'inizio dell'emergenza Coronavirus l'ha trasformata in un centro di raccolta per pacchi alimentari. Questo perché la crisi economica scatenata dall'epidemia ha amplificato ancora di più le diseguaglianze sociali. E il quartiere di Rino lo ha ampiamente percepito: i volontari hanno infatti raccolto e consegnato in poco tempo più di cinquecento pacchi alimentari aiutando oltre 1.500 persone senza fare distinzioni di razza, sesso o religione. L'unico obiettivo è aiutare quanta più gente possibile.

Pupazzi, vestiti e alimenti: i pacchi alimentari di Rino che aiutano le famiglie in difficoltà

"Io non devo aver vergogna, la vergogna è di chi va a rubare", spiega a Fanpage.it la moglie di Antonio, che a causa del Covid non ha più un lavoro. La coppia vive con i figli a casa della suocera e come tante famiglie hanno scelto di chiedere aiuto, di alzare bandiera bianca: "Anche un barattolo di pelati da trenta centesimi in questo periodo è utile". E Rino lo ha percepito e proprio per questo ha scelto di raccogliere il grido di disperazione di centinaia di famiglie. Il suo progetto ha consentito di raccogliere – tramite le donazioni di altre persone del quartiere – alimenti, ma anche pupazzi e vestiti per bambini. In questo modo hanno potuto donare una speranza a tante persone costrette a vivere in box o sotto un ponte. "In tanti in questo periodo si sono tolti la vita perché non hanno nessuno che li aiuta", ha raccontato Rino a Fanpage.it durante una giornata di consegna dei pacchi. Durante l'attività, i volontari ricevono poche parole di gratitudine perché alternate da lacrime. Emozioni che Rino conosce bene: "Ho visto la povertà di chi mi chiedeva una pizza e non poteva pagarla. Oggi però ho conosciuto una povertà vera, la disperazione nera. Io lo so che tanto ricco non diventerò mai, a questo punto preferisco dare una mano".

(Ha collaborato Salvatore Garzillo)