Il tira e molla tra il centrodestra e Gabriele Albertini sulla sua candidatura a sindaco per le Comunali di Milano è destinato a finire sabato 15 maggio. In quella data, scelta dall'ex sindaco perché sarà il 24esimo anniversario del suo primo giuramento da primo cittadino, nel 1997, Albertini ha fatto sapere che comunicherà la propria decisione. "Sabato mattina chiudo senza rinvii, dubbi e ripensamenti l’argomento", ha detto l’ex sindaco intervistato da LaPresse. "Questa mattina ho parlato con l’onorevole Meloni che ho ringraziato per la sua adesione convinta, generosa e anche coraggiosa perché ha dovuto un po’ penare con Salvini per trovare il modo giusto di farlo, e ho convenuto ancora con lei che mi prendo ancora fino a sabato".

Erano due i nodi che avevano spinto Albertini a rinunciare alla candidatura per un eventuale terzo mandato da sindaco di Milano: da un lato asserite questioni di famiglia, nello specifico la contrarietà della moglie. Dall'altro la mancata convergenza del centrodestra sul suo nome. Un problema, quest'ultimo, che però sembra superato dopo il vertice di ieri: "Adesso il quadro è completo, non ci sono più equivoci, l’appoggio del centrodestra nei miei confronti è pubblico", ha detto Albertini. Resta però quella lettera aperta inviata al quotidiano "Libero" in cui Albertini, citando motivazioni famigliari, aveva annunciato la sua rinuncia alla candidatura: "Le mie motivazioni non sono cambiate e quanto ho scritto nella lettera non è strumentale. Comunque mi prendo qualche altra ora di riflessione, fino a sabato, come ho già detto prima".

Fanpage aveva rivelato la possibilità di un ripensamento di Albertini

Fanpage.it aveva rivelato già negli scorsi giorni che il "no" di Albertini alla candidatura non era così solido. Si trattava probabilmente di una scelta strategica, per far sbilanciare sul suo nome tutti gli alleati e non solo Matteo Salvini, suo più grande sponsor. Albertini nega che sia così e assicura che i problemi di natura famigliare evidenziati nella lettera ci sono ancora. Nel frattempo però i sondaggi fatti circolare, che mostrano come l'ex sindaco potrebbe essere l'unico in grado di battere l'uscente e ricandidato Beppe Sala in caso di un eventuale ballottaggio, ormai sono delle pietre pesanti lanciate nello stagno della pre-campagna elettorale. Che sabato potrebbe trasformarsi, finalmente, in una vera campagna elettorale con candidati certi: Beppe Sala, Gabriele Antonio Mariani (sostenuto da Milano in comune e dalla rete dei comitati milanesi) e Giorgio Goggi (Socialisti di Milano) sono quelli sicuri, almeno finora. Domani si aggiungerà il candidato del Partito Gay, e sabato, chissà, forse anche Albertini.