Gabriele Albertini (Archivio)
in foto: Gabriele Albertini (Archivio)

Ma l’ex sindaco Gabriele Albertini è davvero fuori dai giochi per le prossime elezioni amministrative a Milano? Solo cinque giorni fa il candidato preferito da Matteo Salvini ha scritto un’accorata lettera al quotidiano Libero in cui ringraziava tutti per la stima ma si chiamava fuori dalla corsa. “Sono commosso ma non mi candiderò”, scrisse ringraziando tra gli altri anche Silvio Berlusconi (uno dei meno convinti) spiegando che l’impegno da sindaco non si concilierebbe con le sue esigenze di vita professionali e famigliari ("mia moglie Giovanna chiederebbe il divorzio”, aveva confidato a qualche amico).

Dal sondaggio alle apparizioni in tv: gli indizi a favore di un possibile ripensamento

Che la partita non sia chiusa però lo continuano a raccontare diversi indizi e sono molti, anche dentro Forza Italia, a essere convinti che nella riunione del centrodestra convocata domani per decidere le candidature delle città più importanti delle prossime amministrative su Milano si ripartirà proprio da lui. Poche ore dopo la lettera di Albertini a Libero comincia a circolare un sondaggio Eumetra che indica Albertini come unico candidato in campo in grado di contendere Palazzo Marino a Beppe Sala. Nel sondaggio erano presenti anche altri due papabili candidati di Forza Italia (Maurizio Lupi e Roberto Rasia Dal Polo) ben lontani dall’indice di gradimento di Albertini. “Quel sondaggio – dice a Fanpage.it un dirigente degli azzurri – è soprattutto un messaggio a Berlusconi perché prenda atto che la candidatura di Gabriele, al di là che se la sia intestata Salvini, è una strada vincente".

Secondo indizio da non sottovalutare: Gabriele Albertini è da giorni molto presente sulle reti Mediaset dove le sue apparizioni erano ormai piuttosto rare. Sembra difficile che sulle reti di Berlusconi possa essere “spinta” la sua figura senza un progetto politico preciso. Che interesse ci potrebbe essere nel sovraesporre un candidato ritirato? Poi ci sono le parole, le parole durante le trattative serrate in politica dicono sempre di più di quello che semplicemente affermano e Salvini nella giornata di ieri, intervistato dall’agenzia Dire, ha ripetuto di confidare in un “ripensamento di Albertini”, di voler “insistere su Gabriele a Milano e Guido (Bertolaso ndr) a Roma" augurandomi che "gli alleati possano sbloccare la situazione" lasciando intendere che il “blocco” sarebbe per Milano di alcuni dirigenti di Forza Italia (Giorgia Meloni si sta relativamente disinteressando della questione essendo molto più concentrata sulle elezioni della capitale). "Faccio parte di una squadra e aspetto il consenso di tutta la squadra, non nascondo che io sarei già in piazza per il mio sostegno a Guido a Roma e a Gabriele a Milano”, ha detto Salvini e non sono propriamente le parole di un ritiro irreversibile.

Le parole di Tajani (Forza Italia): Favorevoli ad Albertini a Milano

Oggi intervistato a Rtl 102.5 Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, ha stupito tutti dichiarando: "Noi siamo favorevoli a Bertolaso a Roma e mi auguro che ci ripensi (ma più tardi è arrivata l'ennesima smentita dell'interessato, ndr), e Albertini a Milano. Sono due ottimi candidati che rappresentano un mondo civico, che vanno un po' al di là di confini dei partiti e questo permetterebbe al Centrodestra di poter governare con figure civiche le due grandi città italiane".

Qui entra in campo un altro indizio da non sottovalutare: da giorni dalle parti di Forza Italia si parla di una “lista azzurra” di Forza Italia che su Milano possa rilanciare il partito affidandosi a qualche nome di peso e come capolista circola con insistenza l’ipotesi di Maurizio Lupi, escludendolo di fatto dalla partita per diventare sindaco. Ultimo non trascurabile dettaglio: "Albertini, lo sanno tutti – ci dice il dirigente berlusconiano – è uno che ama farsi pregare, che tasta il terreno aspettando che tutti lo invochino. Ha fatto sempre così, anche in occasione delle elezioni regionali" e in effetti negli ultimi giorni il clima che si sta instaurando è proprio quello di un "Albertini Salvatore della patria". Il ripensamento a sorpresa potrebbe non essere una sorpresa.