(foto di repertorio)
in foto: (foto di repertorio)

Sono 27 i Comuni lombardi chiamati alle urne alle prossime elezioni Comunali 2020 per motivi diversi dalla scadenza naturale del mandato delle amministrazioni. E se per alcuni – come Cene, Mezzoldo e Novate Mezzola – sarà un voto doloroso considerato che i loro sindaci sono tra le vittime dell'epidemia di Covid-19, per altri, invece, le cause dello scioglimento anticipato delle giunte sono legate a ragioni di natura giudiziaria. Sono tre le amministrazioni comunali che nell'ultimo anno sono state investite da inchieste che hanno portato allo scioglimento dei Comuni per le dimissioni dei loro consiglieri o per quelle degli stessi primi cittadini.

Valleve, il sindaco accusato di truffa nei confronti della Regione Lombardia

Travolto dal caso Brembo Super Ski, l'ex sindaco di Valleve, in provincia di Bergamo, Santo Cattaneo ha dovuto lasciare la carica di sindaco nel maggio del 2018. All'origine dell'inchiesta, l'incendio degli impianti sciistici di Foppolo. Cattaneo, considerato il "braccio destro" dell'ex sindaco di Foppolo, Giuseppe Berera era con lui amministratore della Brembo Super Ski, la società di impianti sciistici dell'alta Valle Brembana fallita un anno fa. Secondo le indagini coordinate dal pubblico ministero Gianluigi Dettori, i due sindaci avrebbero architettato un sistema per ottenere fondi pubblici dalla Regione Lombardia e per truccare gli appalti. L'ex primo cittadino di Valleve è stato condannato a otto anni, ma è stato assolto dall'accusa di associazione a delinquere. Dopo le accuse e prima ancora della sentenza, Cattaneo è stato sospeso temporaneamente dall’esercizio della professione nei confronti di pubbliche amministrazioni. Il Comune è stato poi sciolto per le dimissioni rassegnate dalla maggioranza dei consiglieri ed è stato quindi commissariato. Da allora, l'amministrazione è nelle mani del commissario prefettizio Andrea Iannotta. 

Valsolda, le dimissioni del sindaco arrestato per corruzione

Con 1.527 abitanti, il piccolo comune di Valsolda, in provincia di Como, nel marzo del 2019 è stato scombussolato dalle vicende giudiziarie che hanno avuto come protagonista il sindaco Giuseppe Farina. Le accuse erano di corruzione e violazioni edilizie e in particolare di aver accettato denaro da diversi clienti del suo studio professionale per far approvare dal Comune pratiche edilizie proibite. A scegliere di lasciare la carica di primo cittadino è stato lo stesso Farina, la cui lettera di dimissioni è stata letta in consiglio comunale dal vicesindaco. L'ex sindaco aveva chiarito di volerle rassegnare perché in qualità di indagato sentiva "l'obbligo morale di farlo" e nel contempo sarebbe stato libero di difendersi "da accuse che ritengo infondate". Alla fine però ha scelto il patteggiamento con una pena di tre anni e mezzo.

Legnano, il sindaco condannato per aver manipolato i concorsi in Comune

Il caso giudiziario più eclatante riguarda Legnano, popoloso Comune in provincia di Milano. L'ex sindaco leghista Gianbattista Fratus è stato condannato a due anni e due mesi per aver manipolato i concorsi per posizioni dirigenziali in Comuni, in municipalizzate e partecipate e per corruzione elettorale. Adesso, a più di un anno dall'arresto e a pochi mesi dalla sentenza di primo grado da parte del tribunale di Busto Arsizio, il Comune di Legnano è stato chiamato anticipatamente alle urne. Fratus era stato arrestato nel maggio del 2019 e poi posto ai domiciliari con l'accusa di aver manipolato una nomina nel consiglio d'amministrazione di Amga (municipalizzata) in cambio dell'appoggio elettorale al ballottaggio durante le elezioni. Le indagini erano iniziate nel marzo del 2018 a partire da un dossier in cui venivano denunciate una serie di selezioni pilotate durante la precedente amministrazione. Dopo la condanna al processo celebrato con rito immediato, l'ex sindaco ha deciso di ricorrere in Appello.

Gli altri 21 Comuni lombardi che andranno a elezioni anticipate

Dei 27 Comuni chiamati alle urne per motivi diversi dalla scadenza del loro mandato naturale, 21 sono stati costretti a elezioni anticipate per le dimissioni dei primi cittadini o dei consiglieri. In provincia di Bergamo, per esempio, ad Almè e Parzanica i sindaci hanno visto le loro maggioranze venire meno a causa delle dimissioni di assessori e consiglieri. Stessa sorte toccata ai Comuni di Corte Franca e Quinzano d'Oglio, in provincia di Brescia e al comune di Lambrugo, in provincia di Como e di Santo Stefano Lodigiano, in provincia di Lodi. Tutti voteranno il 20 e 21 settembre 2020. A Cipriano del Colle, nel Bresciano, il sindaco Edoardo Spagnoli si è dimesso nel 2019 per motivi di salute. Motivi personali, invece, per il sindaco di Lonate Ceppino, in provincia di Varese, Emanuela Lazzati. Causa condivisa da Fabrizio Parini, ex primo cittadino di Masciago Primo sempre nel Varesotto, che dopo otto mesi si dimette per motivi personali. In provincia di Bergamo e precisamente a Colere e Oneta alle elezioni del 2019 non si è presentata nessuna lista. Le amministrazioni sono quindi passate nelle mani di un commissario prefettizio. Anche in provincia di Como, a Campione d'Italia e a Plesio, non è stato possibile eleggere un sindaco per lo stesso motivo. Nessuna dimissione o motivo personale per l'ex sindaco di Cuggiono, in provincia di Milano. Qui a far cadere l'amministrazione di Maria Teresa Perletti è stata una mozione di sfiducia.

Dimissioni invece per il sindaco di Vittuone, in provincia di Milano. Il primo cittadino Stefano Zancanaro, dopo l'addio di due consiglieri della giunta, ha deciso di lasciare la carica. Zancanaro aveva però affermato che avrebbe comunque presentato le dimissioni, una volta terminata l'emergenza Coronavirus. Dissapori in maggioranza per l'ex sindaco di Vistarino, in provincia di Pavia, Sergio Carù che lo hanno costretto ad abbandonare l'incarico. Un altro motivo che ha portato alcuni Comuni a elezioni anticipate è il mancato raggiungimento del quorum. A Persico Dosimo, in provincia di Cremona, questo non ha reso valide le elezioni del 2019. Un motivo che ha portato anche i Comuni di Civo e di Spriana, in provincia di Sondrio, a posticipare la scelta del sindaco.

A Sueglio, in provincia di Lecco, l'ex sindaco Simona Monica Cantini è stata invece al centro di alcune polemiche dopo aver presentato le sue dimissioni dalla carica per ben due volte. Secondo quanto riportato da "Il Giorno", aveva depositato ufficialmente le sue dimissioni a febbraio del 2019 continuando a governare il paesino fino a settembre quando poi si è dimessa per la seconda volta. Per questo era stato presentato un esposto sia alla Procura di Lecco che alla Corte dei Conti.