Dopo l'arresto è arrivato anche il sequestro per un milione e 700mila euro per i tre usurai destinatari di altrettante ordinanze di misure cautelari, due in carcere e una ai domiciliari, lo scorso 9 novembre. Allora in manette erano finiti un uomo di 59, uno di 74 e uno di 82 anni: stando a quanto precisato dai militari e dalla Procura il mese scorso, le indagini si erano concentrate su un imprenditore comasco che negli ultimi quattro anni si era rivolto agli usurai per cercare di "sanare" la difficile situazione economica, dovuta al forte debito con il Fisco, in cui si trovavano le sue quattro società. Alla fine l'imprenditore aveva accettato prestiti per un importo complessivo di 400mila euro con la promessa di una restituzione del valore di 600mila euro.

L'accusa è di usura ed estorsione

Oggi mercoledì 30 dicembre i militari della guardia di finanza di Como hanno eseguito accertamenti patrimoniali nei confronti dei tre indagati per i reati, a vario titolo, di usura, estorsione e per aver esercitato abusivamente a partire dal 2012 di una attività finanziaria. Così i finanzieri hanno provveduto a sequestrare beni e utilità per un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari ottenuto nel tempo dai tre indagati. Nel dettaglio, ai tre sono stati sequestrati 411mila euro, 200mila euro e quasi 94mila euro. E ancora: le Fiamme Gialle hanno riscontrato per tutti e tre un patrimonio immobiliare sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dal 2005 al 2018. Così hanno provveduto al sequestro di altri immobili pari al valore della differenza non dichiarata.

In tutto 14 gli imprenditori vittime degli usurai

Dai nuovi accertamenti della guardia di finanza è emerso anche che altri quattro usurai erano coinvolti nel giro di affari, tutti famigliari dei tre arrestati. I nuovi indagati sono ora a piede libero ma destinatari di un avviso di garanzia e colpite da misure di prevenzione patrimoniale. Tutti e sette gli indagati offrivano agli imprenditori liquidità per superare il momento di crisi economica. Secondo la Procura, dall'indagine è emerso che altre 13 persone sono state vittime dei tre usurai: in due casi "i presiti sono stati garantiti dai debitori rispettivamente con la concessione di un'ipoteca volontaria su di un immobile a Nesso per un valore di 60mila euro, con l’impegno alla restituzione in 120 rate da 500 euro ciascuna a fronte di un prestito di circa 26mila euro".