Claudio Manara trovato morto in municipio, il consulente: “Errore escludere l’omicidio, forse suicidio simulato”
Claudio Manara, sindaco di Corte Palasio (in provincia di Lodi), era stato trovato morto impiccato nel suo municipio la sera del 29 maggio 2024. La Procura aveva aperto un fascicolo d'indagine a carico di ignoti per istigazione al suicidio, ma a inizio 2026 era stato archiviato. A più di due anni dal decesso del 67enne, la moglie Debora Russo, assistita dall'avvocato Stefano Guarnaschelli, lo scorso 18 agosto ha depositato un'istanza con la quale chiede la riapertura delle indagini.
Il medico legale Marcello Lorello, dello studio Lorello&Partners di Napoli, è stato incaricato da Russo di riesaminare la documentazione raccolta dagli inquirenti e gli esiti dell'autopsia. "A nostro avviso, ci sono stati errori che hanno compromesso l'esito delle indagini", ha dichiarato a Fanpage.it, "non è stato sequestrato il computer di Manara, non sono stati acquisiti alcuni filmati registrati dalle telecamere, alcune prove sono state distrutte senza essere state analizzate e altri accertamenti non sono mai stati presi in considerazione". Secondo Lorello, dunque, "non si può affermare con assoluta certezza che sia stato un suicidio, ma anzi ci sono elementi che farebbero pensare a un omicidio".
Partiamo dall'autopsia. Cosa, secondo lei, non è stato fatto nel modo giusto?
Ci sono state deviazioni dalle linee guida del gruppo italiano di patologia forense. Per esempio, nell'omissione della conservazione delle prove, la mancata ricerca di tracciati di impronte, la dispersione del mezzo di sospensione, l'assenza di radiologia post-mortem. Secondo i protocolli, ci sono una serie di cose che devono essere fatte. Il nostro sospetto è che non si sia svolto tutto nel modo giusto.
Mi è stato chiesto, in base ai documenti, perché il signor Manara è morto. Ho risposto dicendo che ci sono segni di un approccio non corretto, con una prassi medico legale non adeguata. Anche se il giudice o il pubblico ministero pone un quesito preciso, si deve pensare a una visione diversa da quella che poteva essere l'ipotesi iniziale. È stato ipotizzato sin dall'inizio il suicidio, ma ci sono elementi che fanno pensare il contrario, come ad esempio il discorso delle fascette.
Per la Procura, Manara si era legato due fascette autoserranti da elettricista al collo, poi si sarebbe impiccato con una corda. Com'è stato possibile?
Nell'autopsia il collega ha detto che tra le fascette e il collo ci passava un dito, e che quindi poteva agire nonostante queste. Chiaramente è una lettura confutabile. Quando è stata fatta la valutazione autoptica erano passate ore dal decesso, il corpo ormai si era disidratato e la struttura modificata.
Inoltre, è contro logica, avrebbe potuto impiccarsi subito con la corda, invece di usare le fascette prima. Secondo la loro ricostruzione della dinamica, si sarebbe messo le fascette al collo, sarebbe andato sul ballatoio, avrebbe preso la fune, attaccata alla ringhiera e si sarebbe lanciato.
Un'altra questione è quella della fase preagonica. Quando un uomo sta per morire, ha dei movimenti involontari, che determinano convulsioni che lo avrebbero dovuto far sbattere contro le scale. Invece non c'è nulla.
Qual è la sua lettura, invece?
Ritengo che non ci sia nulla che faccia pensare a un suicidio. Anzi, molti elementi farebbero ipotizzare che Manara sia stato ucciso con le fascette e che il suicidio sia stato mimato in un secondo momento. Quando è stato impiccato, poteva essere già morto.
E questa ipotesi non è mai stata considerata dal consulente tecnico dell'ufficio?
No, non è mai stata presa in considerazione. Anche perché, nell'ipotesi che potesse trattarsi di un omicidio, avrebbero dovuto prelevare dei liquidi biologici, sostanze narcotizzanti o che comunque riducono la vigilanza, che agiscano in modo tale che la vittima non si muova più, altrimenti sarebbe stato complicato sospendere un uomo. Invece si è parlato da subito di istigazione al suicidio, senza che nessuno pensasse ad altro.
Durante l'autopsia sono stati cercati sul corpo eventuali traumi che potessero far pensare a una colluttazione?
Visivamente non c'erano segni di contusioni, nemmeno elementi che potessero far pensare a una sua opposizione nella fase con le fascette al collo o che lui si sia mosso da solo facendosi male.
Non solo. Le fascette usate esercitano una pressione uniformemente progressiva che quindi non incidono su un punto specifico del collo, a differenza invece della corda usata per l'impiccamento. Avrebbero dovuto quindi analizzare i danni alle vertebre e all'osso del collo, cosa che non è stata fatta. Altrimenti avremmo potuto avere anche elementi per valutare un eventuale strangolamento precedente all'impiccamento.
La corda, invece, è stata sottoposta a tutte le analisi del caso? Per esempio, si è capito da dove arrivava?
Diciamo che nell'ufficio di un sindaco non è previsto che ci sia una corda. Ci sono anche qui elementi che lasciano perplessi. Un capo della corda è stata legata alla ringhiera e l'altro capo al collo. Però solo il secondo è stato analizzato, il primo tratto no. Non sono state cercate nemmeno eventuali presenze di Dna, ma è stato distrutto. Manca tutta la parte di analisi di dove è stata legata la corda. Questo è un fatto molto grave.
Cosa si può fare oggi, a distanza di oltre due anni dalla morte?
Si possono fare molte cose. Si possono analizzare i reperti che sono stati conservati e che sono a disposizione della Procura. Ma anche disporre esami sull'eventuale uso di sostanze narcotizzanti o ipnotiche, come benzodiazepine, anestetici, cianuri.
Per il momento, quindi, non ci sono elementi che farebbero sospettare l'omicidio, ma contestate il fatto che non sia mai stato preso in considerazione.
Non possiamo accusare nessuno. Ci sono però aspetti che devono essere valutati con nuove indagini. Se mancano elementi, vuol dire che al cento per cento non si può dire che sia stato suicidio. Noi abbiamo l'obbligo di porci il problema e di chiedere approfondimenti.