La morte di Ramy Elgaml a Milano

Caso Ramy Elgaml, gli avvocati di Fares Bouzidi: “Al processo chiederemo danni al ministero della Difesa”

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Ramy Elgaml
L’udienza del processo sulla morte di Ramy Elgaml, con il carabiniere Antonio Lenoci accusato di omicidio stradale, è stata rinviata al 6 novembre. Intanto, gli avvocati Marco Romagnoli e Debora Piazza che difendono Fares Bouzidi (anche lui imputato) hanno fatto sapere che chiederanno al giudice di poter citare il ministero della Difesa come responsabile civile.

La difesa di Fares Bouzidi, gli avvocati Marco Romagnoli e Debora Piazza, chiederà la citazione del ministero della Difesa come "responsabile civile per i danni" nel processo sulla morte di Ramy Elgaml. Lo hanno dichiarato gli stessi legali questa mattina, giovedì 24 settembre, quando al Tribunale di Milano si teneva l'inizio dell'udienza preliminare davanti alla giudice Tiziana Landoni. Il processo vede come imputato il carabiniere Antonio Lenoci, che la sera del 24 novembre 2024 guidava l'ultima auto partita all'inseguimento di Bouzidi ed Elgaml, accusato di omicidio stradale con "eccesso colposo nell'adempimento del dovere" e lo stesso Bouzidi, per concorso in omicidio stradale. Sono imputati anche altri sei carabinieri, accusati a vario titolo di favoreggiamento, depistaggio e falso (quest'ultimo capo è contestato anche a Lenoci). A causa dello sciopero degli avvocati in programma fino al 29 settembre a sostegno dei diritti alla difesa, l'udienza è stata rinviata al 6 novembre.

La nuova perizia sull'incidente e la posizione degli avvocati di Bouzidi

Romagnoli e Piazza hanno ribadito che nel corso del procedimento sosterranno "l'ipotesi dell'omicidio volontario". Pochi giorni fa i legali hanno depositato una nuova consulenza di parte nella quale viene indicato come "altamente probabile" un doppio contatto tra la Giulietta di Lenoci e il T-Max di Bouzidi all'incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta appena prima lo schianto. Secondo la ricostruzione curata dalla Ong francese Index, in sostanza, il primo urto all'ingresso dell'intersezione avrebbe fatto perdere stabilità allo scooter, mentre il secondo gli avrebbe fatto perdere definitivamente aderenza.

Secondo la difesa di Bouzidi, dunque, ci sarebbe stato uno "speronamento volontario" da parte di Lenoci, seguito da un investimento. Per questo motivo, Romagnoli e Piazza sosterranno in Tribunale l'omicidio volontario con dolo eventuale, ipotizzando dunque che il carabiniere avrebbe accettato il rischio che qualcuno quella sera potesse morire, mentre per il loro assistito chiederanno il proscioglimento.

Gli avvocati hanno aggiunto anche che nella prossima udienza "ci costituiremo sia per le gravi lesioni" contestate a Lenoci ai danni di Bouzidi, "sia per i falsi e per il depistaggio". Infine, "chiederemo l'autorizzazione alla giudice a citare il ministero della Difesa come terzo responsabile civile per i danni". Cosa che potrebbero fare anche i familiari di Elgaml, costituiti parte civile al processo.

La ricostruzione della Procura

Secondo l'accusa, rappresentata dai pm Giancarla Serafini e Marco Cirigliano, la sera del 24 novembre 2024 durante l'inseguimento di otto chilometri Lenoci avrebbe mantenuto "una distanza e una velocità inidonee a prevenire eventuali collisioni o tamponamenti con il mezzo in fuga", eseguendo anche una "manovra particolarmente avventata". Per la Procura, il carabinieri avrebbe agito "nell'adempimento di un dovere", ma avrebbe "ecceduto colposamente i limiti stabiliti dalla legge" con una "condotta di guida sproporzionata", anche rispetto alla "necessità" di bloccare lo scooter, dato che era già stata comunicata via radio la "targa".

Il 19enne Elgaml, poi, morì dopo l'urto tra il lato posteriore destro del T-Max condotto dall'amico Bouzidi con la "fascia anteriore del paraurti" della Giulietta e lo schianto finale. Lenoci, difeso dagli avvocati Roberto Borgogno e Arianna Dutto, ha fatto sapere che depositerà una propria consulenza di parte per sostenere la sua tesi di non aver avuto alcuna responsabilità nell'incidente.

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