Avrebbero avuto timore di denunciare Alberto Genovese, l'imprenditore di start up digitali di successo finito in carcere il 6 novembre con l'accusa di stupro nei confronti di una ragazza di 18 anni, perché lo ritenevano un personaggio "potente" e "intelligente". E questa paura sembrerebbe emergere da tutte le testimonianze delle ragazze che avrebbero subito abusi sessuali dall'imprenditore.

Sono sei le vittime degli abusi

L'ultima testimonianza del genere risale a venerdì scorso. Una ragazza di 20 anni, la sesta presunta vittima degli abusi, è stata sentita in Procura a Milano e ha raccontato di essere "rimasta soggiogata" e di non essere riuscita a denunciare per paura dell'imprenditore. Timori presenti anche nelle parole delle altre ragazze che avrebbero rivelato agli inquirenti di non aver denunciato per paura di non essere credute. Oltre alle 18enne, abusata durante un festino a Milano il 10 ottobre, ci sono altre cinque ragazze che sarebbero state violentate e sulla quale sono in corso le verifiche degli inquirenti. Sembrerebbe inoltre che alcune di loro si fossero confrontate e avrebbero raccontato gli abusi subiti. Nessuna di loro era inoltre a conoscenza della presenza delle telecamere a circuito chiuso nella casa e anche in camera da letto. E adesso proprio quei filmati sono al vaglio delle forze dell'ordine.

Domani sarà ascoltata un'amica del team di Genovese

Domani inoltre sarà ascoltata dalla polizia Elisa Rivoira, amica del team di Genovese e presente al party avvenuto a luglio a Ibiza, dove sarebbe stata violentata una delle sei ragazze. La ragazza avrebbe visto l'imprenditore con la sua fidanzata – anche lei indagata per concorso in violenza sessuale – e una terza ragazza che potrebbe essere proprio la 23enne che ha denunciato l'abuso. Sul Genovese inoltre sta indagando anche la guardia di finanza: si sta analizzando la sua situazione economica per verificare la presenza di violazioni fiscali o azioni di riciclaggio.