Caso Fedez-Iovino, per i giudici il pestaggio era “un problema per la Curva del Milan, gestito da Luca Lucci”
Il pestaggio a Cristiano Iovino avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 aprile del 2024 in zona CityLife a Milano era diventato un "problema" per "l'intera Curva Sud" milanista. Come è stato ricostruito dalle indagini, all'aggressione al personal trainer, iniziata in una discoteca e terminata sotto casa sua, aveva "partecipato sia Fedez (alias il cantante Federico Lucia), sia il suo bodyguard milanista Christian Rosiello" e aveva attirato "l'attenzione mediatica e investigativa sulla curva". La vicenda poteva "incidere sui rapporti con le altre componenti del tifo organizzato", dato che Iovino è tifoso della Lazio, e per questo motivo la vicenda venne gestita da Luca Lucci, al tempo capo del tifo organizzato rossonero e amico del rapper.
Le condanne per associazione per delinquere
Questa è la ricostruzione fornita dai giudici della Corte d'Appello di Milano nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 25 giugno hanno condannato Rosiello a 3 anni e 8 mesi di reclusione, Francesco Lucci, fratello dell'ex leader della curva Sud rossonera Luca a 5 anni e Riccardo Bonissi a 3 anni e 6 mesi.
L'accusa, nata da uno dei filoni della maxi inchiesta "Doppia Curva" della Dda sulle tifoserie organizzare di Inter e Milan, è di associazione per delinquere. Fedez non è mai stato coinvolto in questo procedimento, mentre la sua posizione nella vicenda legata a Iovino è stata archiviata nel 2025 per mancanza di querela da parte del personal trainer.
Il pestaggio a Iovino "un esempio di azione violenta"
Al centro del processo, infatti, c'erano altre aggressioni e l'attività di bagarinaggio degli imputati sui biglietti. Tuttavia, il pestaggio di Iovino è stato considerato come un "esempio di azione violenta dell'intera organizzazione", nonché dimostrazione del "prestigio" di Luca Lucci.
Lui stesso, infatti, "dovette intervenire" per rimediare a quanto accaduto, dato che "esponenti di altre tifoserie" avevano chiesto un confronto con lui per avere chiarimenti. L'ormai ex capo della Curva Sud, condannato a 10 anni in un altro filone, inviò anche messaggi a Fedez dicendo: "Fai il bravo che anche oggi ho dovuto sistemartela".