Hanno emesso fatture per oltre quaranta milioni di euro per favorire alcune società del Nord Italia: la Guardia di Finanza di Bergamo nella mattinata di oggi, venerdì 15 gennaio, ha sequestrato beni dal valore di 27 milioni e ha eseguito un'ordinanza cautelare nei confronti di quattro imprenditori. Di questi tre sono finiti in carcere e uno agli arresti ai domiciliari. Tutti sono stati accusati di reati tributari, fallimentari riciclaggio, usura ed estorsione.

Scoperti anche conti all'estero

Dalle indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Bergamo Antonio Pansa e iniziate nel 2018, è emersa una rete di società costituite e amministrate attraverso dei prestanome o direttamente dai quattro imprenditori che dal 2015 al 2018 sono state utilizzate per emettere fatture false per oltre quaranta milioni di euro in favore di altre aziende che operavano nei settori dell'edilizia, della meccanica e del commercio di bancali in legno e pellet. Oltre alle misure cautelari, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bergamo ha disposto il divieto di esercitare imprese o ricoprire uffici direttivi. La guardia di finanza ha scoperto anche conti esteri – Polonia, Slovenia e Repubblica Slovacca – dove confluiva il denaro proveniente dalle fatture false.

Oltre venti persone denunciate

Le Fiamme Gialle oltre a eseguire le disposizioni emesse dal giudice ha perquisito diverse abitazioni tra Bergamo, Brescia, Cremona, Vicenza e Verona. Già a febbraio 2019, nell'ambito della stessa indagine, era stato disposto il sequestro di beni e disponibilità finanziarie per un valore di oltre quattro milioni di euro. Oltre ai quattro imprenditori, sono state denunciate 22 persone.