Punti sanitari in cui sarà possibile effettuare i tamponi per gli studenti e il personale scolastico e ricevere in mezza giornata i risultati. È questa l'idea di Regione Lombardia. Il rientro a scuola infatti tiene con il fiato sospeso tutta Italia, specialmente le regioni come la Lombardia più gravemente colpite dall'epidemia da Covid-19: la paura che il sistema sanitario nazionale non possa essere in grado di reggere l'impatto del ritorno di migliaia di studenti tra i banchi è tangibile. Per questo motivo, il segretario nazionale del Sindacato medici pediatri familiari (Simpef), Rinaldo Missaglia e il direttore responsabile di Malattie infettive di Ats (Agenzia di tutela della salute) Milano, Marino Faccini, hanno confermato a Fanpage.it la possibilità di dar vita, a partire dalla prossima settimana, a una "corsia preferenziale" per i risultati dei tamponi di bambini, studenti e personale scolastico. In questo modo sarà garantita la possibilità di continuare in modo efficiente e sicuro l'anno scolastico, gestendo al meglio le inevitabili segnalazioni, sospette o fondate, di positività da parte degli studenti: come avvenuto proprio oggi in un asilo di Pavia.

Coronavirus, tamponi per studenti con risultati in mezza giornata

Ieri mattina, venerdì 11 settembre, c'è stato un confronto di idee in Regione Lombardia su quello che potrà essere un protocollo che possa aiutare i pediatri, i medici di base, le scuole, i comuni e le prefetture a gestire il rientro a scuola. All'inizio della prossima settimana dovrebbe arrivare dalla Regione un documento con cui sarà attivato un percorso che consentirà di istituire dei punti sanitari in cui effettuare dei tamponi e ricevere in mezza giornata l'esito. "Nel caso in cui un bambino o ragazzo dovesse presentare dei sintomi mentre è a scuola – spiega il dottor Missaglia – il referente Covid che dovrà essere presente in ogni istituto contatterà il pediatra o la famiglia – che a sua volta contatterà il proprio medico di base – e farà sì che il bambino o ragazzo sarà portato in dei punti sanitari vicini in effettuare il tampone". La novità più importante è che, se saranno istituite queste strutture, i risultati arriveranno in tempi brevissimi. Questi tamponi saranno infatti processati a partire dalle 14.30 di ciascun giorno, sabato compreso, ed entro la mezzanotte del giorno stesso, in modo che gli esiti potranno essere comunicati la mattina successiva ai rispettivi medici che hanno in cura i pazienti. "Questa è una situazione molto facilitante. In questo modo – continua Missaglia – forse il ragazzino perderà una giornata di scuola e i genitori forse una di lavoro considerato che fin quando non c'è l'esito dei tamponi, i familiari devono rimanere in isolamento volontario". Insieme all'esito arriverà poi un attestato che consentirà di rientrare a scuola, il quale dirà che il soggetto ha eseguito il normale iter anti Covid ed è risultato negativo. Questo eviterà ai pediatri di doversi assumere responsabilità nel caso in cui dovessero certificare il rientro a scuola per un bambino che non ha effettuato il tampone.

I pediatri: I figli non tornino a scuola fino a quando non passano i sintomi, anche se non è Covid

"Noi comunque – prosegue Missaglia – non consigliamo di far tornare i figli a scuola fin quando non passano i sintomi anche se non si tratta di Coronavirus". "Dal punto di vista sanitario ci sentiamo gratificati – precisa il sindacalista – da questa situazione perché così potremo visitare in sicurezza i nostri pazienti. Questi saranno già tamponati e il nostro ambiente sarà Covid free perché non li tamponeremo noi. In questo modo poi nessuno andrà in modo scriteriato nei pronto soccorso, ‘inquinando' l'ambiente se è positivo o sovraccaricandolo, considerato che con l'arrivo della stagione influenzale, sarà nel pieno dell'impegno". Questi "centri rapidi" non saranno infatti negli ospedali. All'atto dell'allontanamento dello studente, il referente poi comunicherà all'Ats il codice fiscale del soggetto e il codice della scuola che sembra sarà anche sufficiente per stabilire in quale classe è stato trovato il caso positivo o sospetto. "Questo servirà per una questione di sorveglianza in modo che le autorità – spiega Missaglia – del dipartimento di prevenzione possano capire se in quella scuola o classe c'è qualche movimento anomalo".

Rientro a scuola, necessario rimodulare l'entità dei sintomi da Covid-19

Per non creare falsi allarmi, sarebbe inoltre necessario rimodulare i sintomi del Coronavirus nella loro entità e abbinabilità. "Se si legge in maniera troppo didascalica – precisa il referente – il documento dell'Istituto superiore della sanità dove si dice che con una temperatura di 37,5 gradi e/o altri sintomi, come il raffreddore, la tosse, la diarrea e la congiuntivite, presenti stagionalmente in tutti i bimbi, il rischio è che il sistema vada in tilt". Da questo punto di vista la Regione ha preparato quindi dei pacchetti formativi, scaricabili online, a disposizione del personale della scuola e dei referenti Covid, i quali avranno un collegamento con il referente covid di Ats, per evitare di essere "così interventisti al primo starnuto, alla prima linea di febbre o al primo colpo di tosse", precisa il sindacalista.

Coronavirus, solo in caso di positività sarà allontanata l'intera classe

Qualora dovessero esserci casi sospetti, sarà posto in quarantena solo il ragazzo o bambino con sintomi. In caso di positività sarà isolata l'intera classe. L'isolamento dovrebbe poi passare dai 14 giorni ai 10-7 per tutti i ragazzi e docenti a contatto con quella classe. "È necessario aspettare l'esito del tampone e se è negativo tutto prosegue nella normalità. Non c'è l'allontanamento di nessuno", spiega Faccini di Ats Milano. Discorso diverso va fatto per gli insegnanti, soprattutto per quelli di media e superiore. In linea teorica questi non dovrebbero spostarsi dalla loro postazione. "Immaginiamo che un adulto – continua -all'interno della scuola abbia un comportamento più corretto e quindi tenga la mascherina e mantenga le distanze. In caso di studente positivo, si faranno le opportune verifiche per vedere se necessario porre in quarantena l'insegnante. In caso di insegnante positivo, si procederà con le interviste a tutti i suoi colleghi per ricostruire eventuali contatti".