Al momento la Lombardia non prevede l'utilizzo dei cosiddetti test rapidi nelle scuole: i tamponi veloci, quelli in uso da Lazio e Veneto, prevedono che il risultato arrivi in circa mezz'ora o anche meno. Le due regioni li utilizzeranno per lo screening nelle scuole: non prevedendo strumenti di laboratorio possono essere effettuati in loco tramite tampone o con prelievo di saliva. La loro affidabilità è all'85 per cento ma ciò nonostante viene considerato utile nello screening di massa come può essere all'interno di una scuola, perché capace di individuare persone infette con alta carica virale.

Inizieremo a utilizzarli nelle carceri

Ma la Lombardia fa sapere che al momento nella regione guidata da Attilio Fontana non ne è previsto l'utilizzo: "Al momento abbiamo ricevuto 5 mila tamponi rapidi dallo Spallanzani. Mille li useremo per le carceri, dove in questo momento c’è un problema di afflusso – ha spiegato l'assessore al Welfare Giulio Gallera così come riportato dal Corriere della Sera – gli altri 4mila li useremo dove ci sarà necessità. Chiediamo che ce ne vengano consegnati di più per far fronte alle esigenze: se il Lazio ne ha ricevuti 30 mila, in rapporto alla popolazione lombarda ne aspettiamo almeno 60 mila". Qualora arriveranno dunque la priorità sarà data alle scuole, intanto saranno sperimentati però altri test veloci "per esempio quello sulla saliva all’università dell’Insubria", fa sapere Gallera.

L'allarme dei pediatri: servono tamponi rapidi altrimenti si rischia un blocco

La richiesta di adottare i tamponi rapidi è arrivata nei giorni anche dai pediatri lombardi che hanno lanciato l'allarme a pochi giorni dall'apertura della scuola ipotizzando un caos imminente: "Senza tamponi rapidi sappiamo già come andrà a finire – le parole di Ezio Finazzi, segretario regionale del sindacato regionale pediatri Simpef – i bambini si ammaleranno anche per una semplice influenza e non avendo noi, ad oggi, strumenti in grado di diagnosticare l'infezione da Covid li dovremo considerare casi sospetti. E, come protocollo, dovremo richiedere il tampone per tutti: in attesa dell'esito, però, anche i familiari, in quanto contatti di un caso sospetto, dovranno mettersi in isolamento fiduciario". Il rischio secondo i pediatri è che questo sistema stabilito per gestire gli eventuali casi a scuola possa creare un "blocco generale".