“Arruolava giovani ad azioni terroristiche e violente”: a processo operaio 38enne del Mantovano

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Foto di repertorio
Khalil Ullah andrà a processo per arruolamento con finalità di terrorismo internazionale e propaganda jihadista. Il 38enne, operaio di Castel Goffredo (Mantova), è accusato di aver spinto diversi giovani a compiere azioni violente.

È stato rinviato a giudizio Khalil Ullah, il 38enne di Castel Goffredo (in provincia di Mantova) arrestato nel settembre del 2025 con l'accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale e propaganda jihadista. Stando a quanto ricostruito dalla pm Claudia Passalacqua della Procura di Brescia, avrebbe avvicinato diversi giovani alla Jihad usando libri e video e proponendosi come guida religiosa. Per il 38enne, difeso dall’avvocato Stefano Orlandi e che si è sempre dichiarato innocente, il processo inizierà il 3 dicembre in Corte d'Assise a Mantova.

Le indagini, condotte dalla Digos, erano scattate a seguito di un'inchiesta parallela a Genova. In quel caso, l'allora 22enne Faysal Rahman era stato riconosciuto come esponente del gruppo terroristico pakistano Tehrik e Taliban (TTP), una costola di Al Quaeda che opera soprattutto al confine tra Pakistan e Afghanistan. Rahman, originario del Bangladesh, è stato condannato a 3 anni, un mese e 10 giorni.

Secondo gli investigatori, a indottrinare Rahman sarebbe stato proprio Ullah. Il 38enne, operaio tessile da 18 anni in Italia, spostato e padre di tre bambine, avrebbe indotto il 22enne a studiare i testi di riferimento dell’estremismo. Per l'accusa, però, quello di Genova non era un caso isolato. "Approfittando del suo ruolo carismatico di guida all’interno della comunità Tabligh mantovana", aveva scritto la gup Angela Corvi nell’ordinanza cautelare, Ullah avrebbe avvicinato "sistematicamente giovani già inclini a farsi sedurre dal messaggio della jihad per instillare dogmi, dettami, regole e precetti che spingevano i ragazzi ad azioni violente ai danni di una serie indeterminata di civili colpevoli solo di non professare la loro fede".

Ullah si è sempre dichiarato innocente, confermando di essere molto religioso ma non un radicale. Durante i vari accertamenti, nel cellulare del 38enne sarebbero stati trovati video di addestramento militare, ma non sarebbero stati accertati contatti diretti con gruppi terroristici. A seguito della chiusura delle indagini, Ullah è stato rinviato a giudizio e dovrà rispondere dell'accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale e propaganda jihadista.

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