C'è anche la dottoressa Annalisa Malara tra i medici che si sono offerti volontari per lavorare nell'ospedale Covid alla Fiera di Milano. L'anestesista cremonese dell’ospedale di Codogno, che per prima, infrangendo i protocolli, chiese il tampone sul ‘paziente 1’ che permise di individuare il primo caso di Coronavirus in Italia, ha chiesto di lavorare nella struttura allestita nei padiglioni della Fiera milanese.

"È motivo per me di gratitudine che tanti colleghi si siano messi a disposizione per venire qui", ha detto Nino Stocchetti, specialista in rianimazione del Policlinico di Milano e direttore dell'ospedale in Fiera. La struttura al momento accoglie 57 pazienti in terapia intensiva, con l'obiettivo di arrivare a 90 posti operativi entro la prossima settimana per rispondere alla situazione di emergenza dei pronto soccorso lombardi, che in alcune province – Como, Monza e Varese soprattutto – non riescono più ad accogliere i malati.

Il problema è che per fare funzionare i reparti ricavati alla Fiera serve moltissimo personale. Almeno un medico e due infermieri per ogni due letti sulle 24 ore, spiegano dalla struttura. Al momento sono 60 i medici e 120 gli infermieri reclutati da 5 ospedali (Policlinico, Niguarda, Circolo di Varese, Civile di Brescia e San Gerardo di Monza). Ma per arrivare a 90 posti servirà l'aiuto di due ospedali privati (San Raffaele e Humanitas), ma anche di professionisti di tutta la Lombardia disposti a trasferirsi. Con il rischio di lasciare sguarniti i presidi in provincia. "Se spostiamo da altri ospedali, è ovvio che indeboliamo altra struttura. È un dato di fatto, per questo è necessario bilanciare gli sforzi", ha riconosciuto Stocchetti, "ma tutti quelli che sono qui si sono offerti volontari e lista di chi vuole venire è piuttosto lunga. Da Lodi sono arrivati tre medici. Tra loro anche la dottoressa Malara, quella che ha scoperto il covid in Italia".

Annalisa Malara è stata nominata cavaliere al merito dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e ha ricevuto il premio ‘rosa camuna' dal governatore lombardo Attilio Fontana. Dopo l'impegno nella sua provincia durante la prima ondata, ora ha voluto tornare in prima linea nella lotta alla pandemia.