Allevamento abusivo di cani nel Varesotto, salvati 40 cuccioli: trovati denutriti tra feci e rifiuti

Una quarantina di cagnolini yorkshire e maltese allevati in condizioni critiche e venduti online come cani di razza. È questo quanto hanno scoperto i militari della guardia di finanza di Varese, con il supporto del Dipartimento Veterinario di Ats Insubria, in un allevamento abusivo a Brusimpiano, un piccolo comune in provincia di Varese. Al termine dell'operazione due donne sono state denunciate per maltrattamento e abbandono di animali e i cani sono stati sequestrati e trasferiti al canile sanitario di Cittiglio (Varese).
L'operazione nell'allevamento
Secondo le informazioni disponibili sino a questo momento, la struttura, specializzata nell'allevamento di cani di razza yorkshire e maltese, sarebbe stata gestita senza le necessarie autorizzazioni amministrative e in violazione delle norme sanitarie previste dalla legge.
Inoltre, all'arrivo dei militari gli animali sono stati trovati in condizioni critiche: vivevano tra feci, urine e rifiuti, in evidente stato di denutrizione. Non solo: alcuni cani avrebbero presentato anche problemi sanitari, tra cui dermatiti, lesioni e ferite ai padiglioni auricolari, e dieci cuccioli sarebbero stati trovati ammassati all'interno di un'unica gabbia, ritenuta dai militari "inadeguata a garantire le minime condizioni di benessere animale".
Dagli accertamenti è poi emerso che i cani, privi di microchip, vaccinazioni obbligatorie e pedigree Enci, venivano pubblicizzati e venduti online come esemplari di razza, alimentando un mercato illecito particolarmente redditizio. In tutto, al termine dell'operazione, sono stati sequestrati 40 cuccioli che sono poi stati trasferiti al canile sanitario di Cittiglio (Varese) per ricevere le cure veterinarie necessarie.