Accoltellano un 18enne nel cortile di una scuola nel Milanese, 3 studenti in carcere: due sono minori

Un 18enne è stato accoltellato nel cortile di una scuola a Sesto San Giovanni (Milano). Arrestati tre ragazzi di 19, 16 e 15 anni per tentato omicidio, porto abusivo di arma da taglio e violenza privata.
A cura di Giulia Ghirardi
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Un frame delle telecamere di videosorveglianza della metropolitana di Milano
Un frame delle telecamere di videosorveglianza della metropolitana di Milano

Sono accusati di aver accoltellato uno studente 18enne nel cortile di una scuola a Sesto San Giovanni (Milano), a causa di una lite che avevano avuto il giorno precedente a bordo di un autobus. Per questo, un 15enne, insieme ad altri coetanei, ha organizzato una spedizione punitiva che ha portato al ferimento del 18enne che ha poi avuto 30 giorni di prognosi per una coltellata all'addome.

La compagnia dei carabinieri di Sesto San Giovanni ha arrestato e portato in carcere i tre ragazzi, rispettivamente di 19, 16 e 15 anni, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto abusivo di arma da taglio e violenza privata, aggravati e in concorso.

Dall'aggressione all'arresto

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 18enne sarebbe stato accoltellato lo scorso 17 dicembre all'interno del cortile dell'istituto scolastico Enrico De Nicola in via Saint Denis 200 a Sesto San Giovanni. Subito dopo l'aggressione erano iniziate le indagini, condotte dalla sezione operativa del Nucleo radiomobile di Sesto San Giovanni e coordinate dai pm della Procura di Monza e della Procura per i Minorenni di Milano.

Nei mesi successivi, gli inquirenti hanno svolto intercettazioni telefoniche e analisi dei tabulati telefonici. Nel frattempo, hanno acquisito e analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza e grazie alle numerose testimonianze raccolte sono riusciti a ricostruire la dinamica dell'accaduto: il movente dell'aggressione sembra trovarsi in una lite che si era verificata il giorno precedente sul bus tra studenti della stessa scuola.

È allora che il 15enne indagato avrebbe organizzato una vera e propria azione punitiva con un agguato ai danni della vittima, sorpresa al termine delle lezioni e impossibilitata a difendersi per la superiorità numerica degli aggressori. Il 19enne arrestato aveva poi colpito la vittima con un'arma da taglio all'addome, provocandogli ferite giudicate guaribili in 30 giorni. Tuttavia, dalle indagini è poi emerso che potrebbe essersi trattato di uno scambio di persona e che l'obiettivo, forse, poteva essere un altro. Uno dei destinatari della misura, tuttora ricercato, risulterebbe attualmente reperibile all'estero.

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