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Omicidio di Giulia Tramontano, ultime notizie

“A Milano sognava di crescere suo figlio”: perché Giulia Tramontano potrebbe avere l’Ambrogino d’Oro

La proposta arriva dal consigliere del Partito Democratico Daniele Nahum, che oggi rende note le motivazioni della candidatura all’Ambrogino d’Oro. “A Milano rincorreva i suoi sogni di professionista e di donna. La città non dimentica”
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A cura di Francesca Del Boca
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Omicidio di Giulia Tramontano, ultime notizie

C'è anche il nome di Giulia Tramontano, la 29enne uccisa dal fidanzato Alessandro Impagnatiello lo scorso 27 maggio, tra quelli in lizza per il prestigioso Ambrogino d'Oro. La benemerenza civica meneghina, conferita storicamente dal Comune di Milano durante la festa del patrono (ovvero il prossimo 7 dicembre, giorno di Sant'Ambrogio), potrebbe dunque essere assegnata in memoria della giovane, incinta al settimo mese del figlio Thiago. 

"Giulia Tramontano sognava di crescere Thiago a Milano"

La proposta arriva dal consigliere del Partito Democratico Daniele Nahum, che oggi rende note le motivazioni di questa candidatura. "Giulia Tramontano, 29 anni, è stata barbaramente uccisa insieme al bambino che portava in grembo il 27 maggio scorso a Senago, provincia di Milano", ha scritto. "Nel capoluogo lombardo si era trasferita cinque anni prima, lasciando la sua città d'origine, Sant'Antimo, alla ricerca di una realizzazione lavorativa, rincorrendo il suo sogno di giovane professionista e di donna". Qui, infatti, la giovane donna aveva amici, colleghi, persone fidate. E si impegnava nel suo lavoro di agente immobiliare

E ancora prosegue. "Qui, a Milano, ha però trovato la morte, assassinata dal suo compagno, vittima dell'ennesimo femminicidio. Questa città, dove Giulia sognava di crescere suo figlio, non vuole dimenticarla e le vuole rendere omaggio, stringendosi nel suo ricordo e nell'abbraccio alla sua famiglia", la conclusione.

Il trasferimento dalla Campania a Cernobbio e poi a Milano

"Giulia si era trasferita dalla Campania prima a Cernobbio e poi a Milano", era stato il racconto di Anita Longo, direttrice della scuola di alta formazione manageriale per il turismo e l’accoglienza a Cernobbio, Como. "Era una ragazza coraggiosa, volitiva, con un sacco di sogni tutti da inseguire. Aveva studiato qui e poi, dopo averci salutato, si era messa a lavorare nel campo immobiliare. Una giovane in gamba, pronta ad impegnarsi e determinata a conquistare ciò che voleva", la sua testimonianza. "E amava questi posti, amava il lago. Era tra i suoi panorami preferiti".

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