I migranti soccorsi ieri dalla Sea Watch sono ancora in attesa di un porto sicuro. La nave si trova in zona Sar (search and rescue) libica, da dove ha provato a contattare il governo italiano, maltese e olandese, di cui batte bandiera, senza successo. L'equipaggio ha provato a rivolgersi alle autorità di Tripoli, ma anche in questo caso non ha ricevuto risposta. "Stamattina una motovedetta libica si è avvicinata alla nave e le ha intimato di allontanarsi. E nessuna delle altre autorità contattate si è dimostrata disponibile a dare indicazioni né a fornire un porto sicuro. Siamo di nuovo soli", scrive su Twitter la Ong.

La nave umanitaria comunque non avrebbe consegnato i migranti alla Guardia costiera libica, ma si era comunque messa in contatto con Tripoli in quanto il salvataggio è avvenuto a circa 60 chilometri dalla costa di Zwara, di competenza e coordinamento libico. Il portavoce della Marina libica, Ayob Amr Ghasem, ha contraddetto quanto sostenuto dalla Sea Watch, affermando: "La Ong non ci ha avvisati del salvataggio, non ha avvertito la nostra Guardia costiera, adesso quindi è una resposabilità loro".

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha comunicato di aver firmato una diffida nei confronti della Ong che le impedisce di avvicinarsi alle acque territoriali italiane, affermando "I nostri porti rimangono chiusi". Dalla nave informano che fra i migranti soccorsi ci sono 11 donne, 15 minori non accompagnati, 5 bambini, 2 neonati e una persona disabile. Tutti sarebbero "molto esausti e disidratati". La Sea Watch ha poi ancora commentato: "Di nuovo, 65 naufraghi lasciati in alto mare senza un porto sicuro. Il nostro equipaggio si sta prendendo cura di loro, ma lo spazio ridotto costringe donne e bambini in un’unica stanza e gli uomini a dormire sul ponte. Rimaniamo in area in attesa di istruzioni dalle autorità".

Venerdì scorso Salvini ha annunciato un nuovo decreto sicurezza, che presenterà al prossimo Consiglio dei ministri, in cui si prevede una nuova stretta in materia di immigrazione. Da quanto emerge dalla prima bozza del testo, circolata in seguito alle dichiarazioni del ministro dell'Interno, sarebbe previsto un accrescimento dei poteri del Viminale per quanto riguarda lo sbarco dei migranti nei porti italiani e allo stesso tempo un aumento delle pene per le Ong che svolgono operazioni di soccorso senza rispettare gli obblighi sanciti dalle convenzioni internazionali o dalle autorità competenti.