In data odierna, 29 novembre 2018, il Ministero della Salute ha pubblicato sul suo sito, nella pagina dedicata alle allerte alimentari, il richiamo per rischio chimico di un lotto di “Fumetto di mais 8 file” a marchio Bongiovanni a causa della presenza di fumonisine oltre ai limiti di legge. Il richiamo riguarda il lotto di produzione 106-18, con data di scadenza fissata al 10/2019 e venduto nella busta da 1 chilogrammo. Si tratta di un prodotto – si legge nel comunicato apparso sul sito del Ministero – realizzato dall’azienda Bongiovanni srl, nello stabilimento di via Case Molino Di Pogliola n 2 a Villanova Mondovì, nella provincia di Cuneo. È necessario togliere dalla vendita tale prodotto.

Cosa sono le fumonisine – Le fumonisine – ricorda lo “Sportello dei Diritti” rilanciando l’avviso del Ministero – sono sostanze tossiche prodotte da funghi (micotossine) del genere Fusarium che si sviluppano principalmente nel mais, ma possono essere rinvenute anche in altri cereali come ad esempio riso, sorgo, miglio e grano. La loro scoperta risale agli anni '80 del secolo scorso, anche se gli effetti sugli animali che consumano mais contaminato sono noti da almeno 150 anni. Per l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) sono inserite nella classe 2B, ovvero quella delle sostanze “potenzialmente cancerogene” per l'essere umano. I rischi per l'uomo non derivano solo dal consumo diretto di prodotti a base di mais contenenti le micotossine, come ad esempio la polenta, ma anche dal consumo del latte e altri derivati di animali alimentati con cereali contaminati. La proliferazione dei funghi è legata a quella della piralide del mais (Ostrinia nubilalis), una farfalla le cui larve sono particolarmente ghiotte delle cariossidi dei cereali, ovvero del frutto secco tipico delle graminacee. Lasciando le loro feci sulle piante creano un ambiente ideale per la proliferazione dei funghi Fusarium. Esistono 15 tipologie di fuminosine prodotte da questi funghi. A scopo precauzionale Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda di non consumare il prodotto con il numero di lotto segnalato e riportarlo al punto vendita d’acquisto.