Stanno per terminare le prove scritte della Maturità 2019: con la seconda prova, in programma oggi, si concludono gli scritti dell'Esame di Stato e si passa ai colloqui orali.

Oltre all'eliminazione del quizzone e all'introduzione della seconda prova mista, con latino e greco al classico e matematica e fisica allo scientifico, anche la prova orale è stata oggetto di una vera e propria rivoluzione. In questa Maturità 2019 non ci sarà più la tesina ed è introdotto il cosiddetto sistema delle tre buste. Il colloquio consisterà in una interrogazione incrociata su più materie davanti alla commissione composta da commissari interni ed esterni, che faranno anche domande su "Cittadinanza e Costituzione". Secondo un'indagine di Skuola.net, proprio la tesina mancherà parecchio agli studenti: circa 6 su 10 (il 59%) dei maturandi intervistati avrebbero preferito svolgerla al posto della relazione sull’alternanza. E una maggioranza ancora più netta boccia in maniera inequivocabile le ormai famose buste dell’orale, dalle quali gli studenti dovranno pescare lo spunto iniziale del loro colloquio: contrario è addirittura il 79%. A breve arriveranno dal Miur, come ha assicurato il ministro Marco Bussetti, anche simulazioni per l'interrogazione finale. Ecco, intanto, come funziona l'orale della Maturità 2019.

Quando iniziano gli orali della maturità 2019

Gli orali della Maturità 2019 cominciano dopo la fine delle prove scritte. A differenze di queste ultime, le date di inizio e fine non sono stabilite dal Miur e non sono uguali per tutti gli istituti, ma vengono stabilite dalle singole commissioni d'esame nell'assemblea plenaria. Orientativamente iniziano due giorni dopo l'ultima prova scritta, che si tiene giovedì 20 giugno. Si ricorda che la scuola è tenuta a esporre i voti degli scritti almeno un giorno prima dell'inizio degli orali. Quindi potrebbero iniziare già a partire dal 22 o dal 24 giugno, dal momento che quest'anno è stata abolita la terza prova, il cosiddetto quizzone.

Cos'è il sistema delle tre buste

La prova orale della Maturità 2019 sarà multidisciplinare. In assenza della famosa tesina, abolita dalla riforma, arriva, per garantire trasparenza e pari opportunità ai candidati, nelle intenzioni del Miur, il cosiddetto sistema delle tre buste, che sta facendo molto discutere. Ciascuna commissione, formata da 3 membri interni, 3 esterni e un presidente anch'esso esterno, predisporrà, per ogni classe, un numero di buste pari al numero dei candidati aumentato almeno di due unità, in modo da assicurare anche all'ultimo candidato di esercitare la facoltà di scelta fra tre buste. Il giorno del colloquio, il presidente della commissione d'esame preleverà in modo casuale tre buste alla presenza di ciascun candidato e le sottoporrà a quest'ultimo, che ne sceglierà una. Si tratta di un modo per rompere il ghiaccio con i professori durante l'interrogazione. Entro il prossimo 15 maggio i consigli di classe presenteranno un documento con i materiali a disposizione, che fanno parte del programma studiato dagli studenti durante l'anno, su cui lavoreranno le commissioni per la realizzazione delle buste.

Cosa ci sarà nelle buste

Tutti i materiali che saranno oggetto del colloquio orale saranno selezionati dalle stesse commissioni nei giorni che precedono la prova, "tenendo conto – come si legge nella circolare del Miur – del percorso didattico effettivamente svolto dagli studenti descritto nel documento che i Consigli di classe consegneranno come ogni anno in vista degli Esami". In pratica, si baseranno sul programma svolto dalle singole classi. Ci potranno essere poesie o testi in prosa, quadri, articoli di giornale e persino grafici e spunti di matematica e biologia. Una volta scoperto il contenuto delle buste, i candidati dovranno pensare a tutti gli eventuali collegamenti con le varie materie, come se fosse una tesina realizzata al momento, per cui è importante esercitarsi in questo procedimento. D'altronde, l'obiettivo di questa nuova modalità di interrogazione è quello di verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, di utilizzare le conoscenze acquisite e metterle in relazione per argomentarle in maniera critica e personale.

Alternanza scuola-lavoro e Cittadinanza e Costituzione

Nel corso del colloquio orale della Maturità 2019 i maturandi saranno anche chiamati ad esporre tramite una breve relazione o un elaborato multimediale le esperienze svolte nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro concentrandosi anche sull'aspetto legato ai vantaggi dell'esperienza in termini di studio e lavoro post diploma. Altre domande saranno effettuate sulle attività realizzate nell’ambito dei percorsi di "Cittadinanza e costituzione", per cui si potrà essere interrogati su argomenti come costituzione, legalità, educazione all’ambiente e alla salute, educazione digitale ed educazione stradale, anche se l'educazione civica allo stato non è ancora una materia scolastica. Anch’esse dovranno tener conto del documento elaborato a maggio dal Consiglio di classe in cui verranno elencate "attività, percorsi e progetti svolti nell’ambito di Cittadinanza e Costituzione".

L'orale della Maturità 2019 per gli alunni con BES e DSA

Per i candidati con BES e DSA non vale il sistema delle tre buste: la nota del Miur infatti stabilisce che "in particolare, per lo svolgimento del colloquio trovano applicazione, rispettivamente, l’art. 20, comma 7, e l’art. 21, comma 5, dell’ordinanza ministeriale i quali prevedono che le commissioni d’esame sottopongano ai candidati con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento i materiali di cui all’art. 19, comma 1, predisposti in coerenza con il PEI o il PDP di ciascuno. Pertanto, non trova applicazione per i candidati con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento la procedura di cui all’art. 19, comma 5, dell’O.M. n.205 del 2019".

Ciò vuol dire che il colloquio orale per gli alunni con BES (Bisogni Educativi Speciali) e DSA (Disturbo Specifico dell'Apprendimento) deve seguire il PDP o il PEI, ovvero i piani educativi e didattici che sono stati utilizzati per l'apprendimento nell'arco dei cinque anni di studio: non viene utilizzato il sistema delle tre buste, ma si parte da tematiche e argomenti trattati durante il ciclo scolastico, passando per le competenze trasversali, le competenze di Cittadinanza e Costituzione e il confronto sulla valutazione delle prove scritte.

Maturità 2019, la valutazione dell'esame orale

Il voto dell'esame di Maturità 2019 tiene conto di una serie di diversi elementi che compongono il punteggio finale. Bisogna cioè fare la somma dei crediti del triennio, che possono essere massimo 40, e i voti delle prove scritte e dell'orale, che vengono espressi in ventesimi. Nello specifico, il voto dell'orale può andare da un minimo di 0 a un massimo 20 punti e la sufficienza è fissata a 12. Esistono, poi, dei punti bonus, da 1 a 5, che la commissione può decidere di assegnare al termine del colloquio orale ad alcuni studenti per alzarne il punteggio finale. Le condizioni da soddisfare sono due: essere stati ammessi all’esame di Stato con almeno 30 crediti e aver totalizzato almeno 50 punti alle prove della Maturità, tra scritto e orale. Il voto finale massimo dell'esame di Stato si esprime in centesimi. Possono ottenere la lode coloro che sono arrivati agli esami con 40 punti di credito e hanno ottenuto 40 punti alle prove scritte e 20 punti all'orale, senza usufruire del bonus.