"Se cambi le tradizioni hai dei problemi. Almeno ai bimbi di 6-7 anni falli sognare: Gesù bambino, il presepe, l'albero. Un educatore dovrebbe educare al bello e se li toglie ha sbagliato mestiere. Non ho mai trovato un genitore islamico, buddista o di altre religione che abbia avuto problemi. Sono spesso professori ideologizzati a sinistra che sono tarati e tolgono le tradizioni. Certo io non impongo il presepe in classe, ma esprimo mia idea. Come fai a integrare se non fai capire chi sei?". Lo ha detto Matteo Salvini ospite nello studio di Skuola.net.

Il ministro degli Interni ha poi commentato la proposta del ministro dell'Istruzione Bussetti, che ha invitato gli insegnanti ad assegnare meno compiti durante le vacanze di Natale: "Sono d'accordo con Bussetti che ha invitato i docenti a dare meno compiti per le vacanze: da genitore dico che più compiti dai e con meno impegno si fanno. Io vedo che se a mio figlio gli dai 6 libri da leggere, dice ‘che palle'; se glie ne dai 2 lo fa". Commentando le autogestioni nelle scuole, che proprio a dicembre tengono impegnati gli studenti, Salvini ha aggiunto: "A 15 anni ho fatto tante autogestioni, ho fatto scioperi per la Palestina, l'Afghanistan. Era un'occasione per andare a Milano a via Torino. Tutti a 15 anni hanno voglia di esprimersi, basta che non facciano vandalismi, qualche giorno di autogestione non fanno male a nessuno". A proposito poi del problema della disoccupazione, che preoccupa gli studenti, il titolare del Viminale ha detto: "Io metterei il numero chiuso alle facoltà umanistiche piuttosto che a quelle scientifiche: è chiaro che alcune specializzazioni hanno uno sbocco più immediato nel mondo del lavoro: scienza, turismo, settore alberghiero". 

A proposito della manovra di Bilancio ha detto: "Stiamo lavorando bene, sono ore delicate: stiamo mandando a Bruxelles l'ultima copia del bilancio. Dal nostro punto di vista abbiamo esercitato buonsenso, ragionevolezza: di più è umanamente impossibile, a meno che non ci chiedano di togliere tutto e di dimenticare le promesse fatte agli italiani. La risposta sarebbe un cortese ‘no'".