L'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, torna a scagliarsi contro il governo. Ieri sera, dopo l'approvazione del Documento di economia e finanza, il senatore del Partito Democratico ha fortemente criticato l'attuale esecutivo con un lungo post su Facebook: "C'è un'immagine che adesso andrebbe recuperata – scrive Renzi – Di Maio che si affaccia dal balcone di Palazzo Chigi, la tragedia di un uomo ridicolo. Nel giro di sei mesi hanno sfasciato i conti, abolito la crescita, bloccato la ripresa. Oggi, mogio mogio, lo stesso Di Maio non si affaccia nemmeno in sala stampa e cancella persino la TV". L'ex premier richiama la famosa foto del balcone di Palazzo Chigi, quando Luigi Di Maio esultò con gli altri ministri grillini per aver approvato un Def criticato da molti, con il vicepremier pentastellato che nei giorni successivi attaccò gli esecutivi precedenti guidati dal Pd, definendoli "gli aguzzini del popolo italiano".

Oggi invece, scrive ancora il senatore fiorentino, "sua Maestà la Realtà fa irruzione nella storia del Governo del Cambiamento e mette a nudo l'incompetenza dei populisti. Ciò che stanotte è chiaro agli addetti ai lavori sarà nei prossimi mesi chiaro anche a tutti i cittadini". L'ex premier si riferisce al cambio di previsioni effettuato dal governo nel Def approvato ieri che, rispetto ai mesi scorsi, ha visto sensibilmente ridimensionate le stime di crescita. La crescita del Pil ora è fissata allo 0,2% nel 2019 e allo 0,8% nei tre anni successivi, un passo indietro più che annunciato rispetto all'1% stimato a dicembre, mentre aumenterà anche il debito pubblico, passando dal 132,2% del Pil al 132,7%. Il commento di Matteo Renzi continua su Twitter, dove scrive: "Sul Def le chiacchiere stanno a zero. Vanno giù Pil e posti di lavoro. Vanno su le tasse e il debito".

Infine, conclude ancora Matteo Renzi su Facebook, "ci aspettano mesi difficili. Siamo fuori da tutti i tavoli internazionali, dalla Libia alla Brexit. Ci aumenteranno le tasse. Allacciamoci le cinture. Poi, come al solito, toccherà a noi rimediare ai loro danni. E ricostruire tra le loro macerie. Perché noi eravamo la crescita, loro sono la recessione".