Stavano tentando di ricostituire i vertici della Commissione di Cosa Nostra: per questo la direzione distrettuale antimafia di Palermo ha emesso un decreto di fermo nei confronti di sette persone. In manette, tra gli altri, anche Leandro Greco, nipote di Michele Greco, il "Papa" di Cosa Nostra, e Calogero Lo Piccolo, figlio del boss condannato all'ergastolo Salvatore Lo Piccolo. Il progetto di ridare vita alla Cupola era stato scoperto un mese fa e aveva già portato al fermo di 47 tra boss e gregari.

Le indagini, coordinate da Francesco Lo Voi, capo della DDA di Palermo con il supporto di Salvatore De Luca e dei pm Roberto Tartaglia e Amelia Luise, hanno permesso di confermare la ricostituzione della Cupola e di scovare, oltre a quelle già scoperte nell'inchiesta di dicembre, altre due figure apicali, per l'appunto Greco e Lo Piccolo, entrambi assidui frequentatori delle riunioni provinciali della cupola mafiosa. Posto in stato di fermo anche Giovanni Sirchia, affiliato alla famiglia mafiosa di Passo di Rigano, e accusato di aver avuto un ruolo di rilievo nella ricostituzione dell'organo direttivo di Cosa Nostra. In carcere sono finiti anche Giuseppe Serio, Erasmo Lo Bello, Pietro Lo Sicco e Carmelo Cacocciola, tutti accusati di associazione mafiosa e alcuni episodi di estorsioni commesse nel territorio del mandamento mafioso di San Lorenzo.

Fondamentale per il successo dell'operazione è stato il ruolo del collaboratore di giustizia Filippo Colletti, capomafia di Villabate fermato il 4 dicembre scorso dai carabinieri e anch'egli accusato di far parte della nuova commissione di Cosa Nostra. Grazie alle sue rivelazioni, e a quelle di un altro pentito, Filippo Bisconti, finito in manette nella stessa indagine, i pm della Dda di Palermo hanno avuto la possibilità di aggiungere un ulteriore tassello all'inchiesta sulla rinata Cupola.