Dopo le tante polemiche e le accuse di razzismo piovute sul ministero della Salute dopo la pubblicazione di un opuscolo in occasione del Fertility Day, la ministra Beatrice Lorenzin anche nel corso della trasmissione di La7 “Otto e Mezzo” ha tentato di ridimensionare il “caso”. Come spiegato già in un video dell’Adnkronos, la locandina uscita per il Fertility Day non sarebbe stata quella da lei “controllata”, dove secondo la ministra non era assolutamente riconoscibile il ragazzo di colore. Inoltre, dopo aver spiegato di non aver mai pensato alle dimissioni chieste da molti a gran voce dopo le due campagne ritirate per il Fertility Day, la Lorenzin è tornata a parlare del fattore “comunicazione”. E a questo proposito, rispondendo anche sul perché del nome inglese “Fertility Day”, ha detto che per il prossimo anno “dobbiamo fare nuove campagne, per questo chiediamo a dei creativi, possibilmente a titolo gratuito perché dobbiamo far attenzione al bilancio, di darci una mano”. Per la giornata nazionale sulla fertilità del prossimo anno, ha poi precisato ancora la ministra della Salute nel corso della trasmissione, “innanzitutto ci sarà una diversa direzione e, a questo punto, faccio un bando e chiamiamo dei buoni creativi”.

“Servirebbero dei comunicatori ma abbiamo dei vincoli” – Lorenzin ha quindi sottolineato come tutta la vicenda debba spingere a una “riflessione su come bisognerebbe organizzare il ministero della Salute in un'era Punto Zero. Sarebbe bellissimo – ha detto la ministra – avere alla guida della comunicazione di un ministero con temi così delicati dei grandi comunicatori; servirebbero appunto dei grandi comunicatori ma, purtroppo, abbiamo dei vincoli. Forse potrò fare qualche nuova norma”. Infine, durante la trasmissione di La7, la ministra ha detto che in tutta questa storia “un successo c’è stato”. E cioè quello “che stiamo parlando di fertilità in televisione”.