16 aprile 16:37 Salvini: “Se vinciamo le elezioni in Friuli e Molise il governo si fa in 15 giorni”

Le elezioni regionali in Friuli e in Molise potranno essere decisive per la formazione del nuovo governo. Ne è convinto il leader della Lega Matteo Salvini: “Sia chiaro a tutti, anche alle orecchie di chi non vuole intendere, che se vinciamo in Friuli e in Molise nel giro di 15 giorni si fa il governo”, afferma a Montenero di Bisaccia, durante il suo tour elettorale in Molise. “È chiaro che se in Molise domenica e in Friuli domenica prossima verranno premiate la forza, il coraggio e le battaglie della Lega io sono convinto che anche grazie al voto dei molisani e dei friulani nell'arco di 15 giorni chi deve capire capisce e il governo comincia a fare e lavorare senza perdere tempo”, argomenta il segretario del Carroccio.

Salvini non risparmia un attacco al MoVimento 5 Stelle: “Il voto è sempre sacro, chiunque scegliete di votare è giusto rispettare il vostro voto. C’è però una piccola grande differenza tra Lega e Cinque Stelle, visto che qui la partita è tra il centrodestra e i Cinque Stelle e che fortunatamente del Pd e della sinistra, in Molise come nel resto d'Italia, si sono perse le tracce: un conto è dire no. No alla strada, no alla centrale, no al carbone, no al petrolio, no al gas, no alla Tav, no alla Tac, no, no, no… Quando vai a governare – dice ancora il leader della Lega – devi dire anche dei sì, perché devi aprire scuole, devi aprire ospedali, devi sistemare le strade, devi rifare i ponti, devi lavorare per difendere il commercio”.

La differenza – aggiunge – è che la Lega governa in alcune regioni da 25 anni e da 25 anni gli elettori ci dicono ‘andate avanti' perché dove governate gli ospedali li aprite invece di chiuderli. Un conto è dire ‘no’ e un conto è affidare una regione a chi dice solo no”. Infine il leader della Lega parla anche di alleanze a sinistra, ritenute praticamente impossibili: “L’unica cosa che per coerenza non accetterò mai di fare è di andare al governo con la sinistra e col Pd che sto combattendo da 6 anni. Evidentemente non posso prendere in giro chi mi ha votato un mese fa facendo finta di nulla e andando al governo con Renzi quando voglio cambiare la legge Fornero, la riforma della scuola, la riforma della giustizia e le leggi sull'immigrazione e la sicurezza”.

16 aprile 11:20 Siria, Bonino: “Dopo il raid c’è rischio di un’escalation della guerra”

"Una escalation della guerra in Siria dopo il raid di Usa, Francia e Gran Bretagna è possibile". È quanto avverte Emma Bonino, leader neo eletta di "+Europa" , in un'intervista al Mattino in cui lancia l'allarme perché si eviti a tutti i costi un nuovo, probabile massacro di civili a Idlib, la città della Siria nord-occidentale al confine con la Turchia che potrebbe essere il prossimo obiettivo del conflitto.

Sul presunto utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Assad a Douma, Bonino afferma: "Non ho accesso ad alcuna informazione particolare su quello che è accaduto. Ma io mi preoccuperei più del futuro che di quello che è stato. E lo ribadirò martedì prossimo al Senato quando l’attuale presidente del Consiglio riferirà in aula sugli ultimi avvenimenti in Siria. Di sicuro oggi la cosa più drammatica della guerra è che la griglia degli interessi nel Paese è diventata inestricabile e quasi illeggibile, tanto è complicata. Se volessimo guardare indietro andrebbe ricordato che nessuna potenza occidentale, quando iniziò sette anni fa il conflitto siriano, voleva replicare quello che era già accaduto in Libia. Ma è stato l’Occidente – continua -, e non solo, a dare appoggio esterno a tutte le forze che dall'interno volevano combattere il regime di Damasco, compresi i movimenti terroristici legati all'Isis, esattamente come era avvenuto in Iraq. Poi sono intervenuti i russi/iraniani e lo scenario è cambiato, in maniera radicale e oggi sul terreno siriano c’è il conflitto più internazionalizzato che si possa immaginare". E conclude: "La pacificazione vuol dire guardare avanti ma temo che la "pax siriana" finirà, almeno alla luce di quanto sta accadendo oggi, per rafforzare l'ulteriore potenza militare di Assad con il recupero del territorio dei ribelli, grazie al sostegno di russi e iraniani e alla accondiscendenza dei turchi interessati a recuperare i territori oggi controllati dai curdi".

16 aprile 10:47 Salvini: “Di Maio giudica il centrodestra unito un danno, il M5S rispetti gli elettori”

 "Quello che Di Maio giudica un danno, il centrodestra unito, è quello che gli elettori hanno premiato col voto il 4 marzo: chiedo al MoVimento 5 stelle di avere rispetto per gli elettori". Così Matteo Salvini, nella sua prima tappa del tour elettorale in Molise, replica a muso duro al capo politico M5s. "Come io dico che non esistono partiti pericolosi o elettori pericolosi chiedo che tutti gli altri facciano lo stesso", aggiunge.

E sull'appuntamento elettorale del 22 aprile in Molise dice: "Ogni voto conta: noi pensiamo che da queste regionali possa venire un segnale nazionale di chiarezza e di cambiamento". E rivolto al leader pentastellato, secondo il quale il voto non ha valenza nazionale, risponde: "Mette le mani avanti. Pensava di avere già la vittoria in tasca qui in Molise e invece è testa a testa".

Salvini risponde anche alle dichiarazioni di Calenda: "Io dialogo con tutti, ma l'unico punto fermo è che con il Pd non si può fare nulla. A Calenda dico, mamma mia! Un governo con chi ha approvato la Fornero o vuole gli immigrati che cosa potrebbe fare?". E poi ribadisce: "Leggo di ammucchiate, di governo di tutti che a noi non va bene. Se tutti la smettessero di litigare e avessero il nostro senso di responsabilità si potrebbe partire".

Salvini è intervenuto anche sulla crisi in Siria: "Noi siamo rispettosi delle alleanze, ma a chi ci chiede favori economici e geopolitici rispondiamo: "no grazie"". Così il leader della Lega risponde al cronista che gli chiede se un suo ipotetico futuro governo sarebbe disposto, come richiesto oggi da Trump, a un impegno dell'Italia in Siria. "Noi non siamo il tipo di persone a cui citofonare dopo che tutto quanto è accaduto. Quando si decide di usare i missili – conclude Salvini – vorrei avere chiaro il perché".

16 aprile 10:16 Pinotti: “Prima di Maio era anti-Nato, oggi il M5S sostiene gli alleati”

"Nel post campagna elettorale abbiamo assistito a molte modifiche di posizioni rispetto al passato: ora Luigi Di Maio dice che l'Italia è parte di determinate alleanze e della Nato, ma in passato M5S aveva portato in parlamento la proposta di lasciare la Nato". Lo ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti al programma Circo Massimo su Radio Capital. Pinotti ha poi spiegato di non ritenere un pericolo Matteo Salvini al governo "perché dice che non ha intenzione di cambiare alleanze".

Poi aggiunge: "Non vedo il rischio di un'escalation in Siria. Due giorni fa mi ha telefonato la ministra della Difesa francese Florence Parly e mi ha detto che l'attacco era circoscritto e non è l'inizio di altri raid. Comunque, se dovesse essere chiesto l'utilizzo delle nostre basi valuteremo".

E sul ruolo che il Pd deve giocare nella partita di governo ha detto: "È sbagliato immaginare che i voti dati dagli elettori al Pd siano congelati. Si è parlato impropriamente di Aventino: il Pd non deve solo continuare a guardare, abbiamo delle responsabilità. Ma – ha sottolineato il ministro – esiste anche l'esito delle elezioni. Ci sono forze che hanno avuto molti consensi e ora hanno le responsabilità. Il Pd deve stare sui contenuti".

Commentando poi la proposta avanzata dal ministro Carlo Calenda, in un'intervista oggi a Repubblica, Pinotti ha osservato: "non credo sia una proposta che possiamo avanzare noi, cioè che il Pd debba farsi promotore di un governo del tutti dentro".

16 aprile 10:02 Calenda: “No a governo Lega, M5S e Pd, ma ci vuole esecutivo di transizione appoggiato da tutti”

Carlo Calenda (Pd), ministro dello Sviluppo economico uscente rilascia un'intervista a Repubblica, che titola: "È emergenza governo di transizione con Pd, M5S e Lega". Ma Calenda aggiusta il tiro: "Il titolo dato a Repubblica alla mia intervista è totalmente fuorviante. Basta leggere le risposte per comprendere che non ho mai auspicato un patto tra M5S, Pd e Lega che personalmente considererei un grave errore", dice Calenda. "Sostengo invece che data la situazione di stallo e il peggiorare delle crisi internazionali occorrerebbe proporre un Governo di transizione appoggiato da tutte le forze politiche e una commissione bilaterale per rimettere mano alla legge elettorale e alle altre riforme incompiute".

Secondo Calenda ci vuole un esecutivo "che risolva tre questioni fondamentali: la possibilità di formare esecutivi stabili in un sistema politico tripolare, il rapporto tra autonomia delle regioni e interesse nazionale, i tagli ai costi della politica e soprattutto la trasparenza nella gestione dei partiti".