in evidenza 18 aprile 09:02 Casellati convocata al Quirinale: Mattarella è pronto a conferirle l’incarico di governo

La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati è convocata al Colle alle undici di questa mattina. Il presidente Sergio Mattarella dovrebbe infatti conferirle un mandato esplorativo con l'obiettivo di uscire dallo stallo della crisi di governo. L'obiettivo è cercare una maggioranza in parlamento e tentare di formare il nuovo esecutivo, quando ormai sono passati oltre 40 giorni dalle elezioni politiche.

17 aprile 22:54 Tajani: “Salvini non vuole rompere il Cdx. In un governo M5S-Pd saremo all’opposizione”

"Escludo che Matteo Salvini voglia rompere il centrodestra. Se il M5S vuole fare un governo con il Pd saremo all'opposizione, come abbiamo fatto tante volte, e vigileremo in maniera severa. Vediamo la saggezza del capo dello Stato dove ci conduce". Il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani è stato intervistato a Cartabianca su Rai Tre. "Serve un Paese forte, con un governo possibilmente non a due e senza escludere il centrodestra".

17 aprile 22:08 Di Maio: “Il cambio del nostro programma elettorale è una bufala”

"Oggi è stata pubblicata una presunta inchiesta secondo cui avremmo cambiato programma: non è solo una bufala ma vi posso assicurare che M5s non è disponibile a cambiare linea politica una volta che va al governo". Così il capo politico di M5s Luigi Di Maio ha bocciato la rivelazione de "Il foglio". "Posso assicurarvi – ha aggiunto – che noi vogliamo andare al governo per attuare il nostro programma, altrimenti non ne vale la pena".

E poi dalla piazza di Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso, dove si trova per sostenere il candidato alle Regionali in Molise Andrea Greco, Di Maio critica Matteo Salvini: "Io spero che si possa arrivare ad un governo prima possibile: non posso aspettare qualcuno che deve ancora decidere se restare ancora con Berlusconi o abolire la Legge Fornero".

"Non comprendo il discorso secondo cui un soggetto terzo, che ha preso zero voti possa diventare premier mentre Di Maio che ha preso undici milioni di voti dovrebbe fare un passo indietro". Così boccia l'ipotesi di un terzo nome alla guida del futuro governo. "Quando uno così parla ai grandi d'Europa, senza alcuna legittimazione del popolo, andrebbe a finire che l'Italia diventi la Cenerentola d'Europa", ha concluso Di Maio.

"Domani Mattarella prenderà le sue decisioni, vedremo. Quello che voglio dire è che abbiamo piena fiducia in lui come garante della Costituzione, qualsiasi decisione prenderà. Noi – ha aggiunto – vi assicuriamo che ce la stiamo mettendo tutta per andare al Colle con una maggioranza senza pretendere nulla".

17 aprile 21:27 L’attacco del Pd: “M5S vuole solo i voti e la poltrona per Di Maio, dialogo è una bufala”

"Paola Taverna con consueta franchezza svela bufala del presunto dialogo: "Abbiamo bisogno di numeri per governare e questi numeri ci vengono o dalla Lega o dal Pd". Insomma: vogliono solo i voti per far sedere Di Maio a Palazzo Chigi. Governo di cambiamento? Cambiamento della poltrona". Lo scrive su twitter il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, in riferimento alle parole dell'esponente M5S a Di Martedì.

17 aprile 21:12 Taverna (M5S): “Mandato a Casellati? Siamo sicuri che sarà imparziale”

"Qualora Mattarella decidesse di dare un mandato esplorativo, siamo sicuri che Casellati si comporterà con estrema imparzialità". Lo ha detto Paola Taverna, parlamentare del M5s, a Di Martedì su La7.

"Pragmaticamente, noi abbiamo bisogno di numeri per governare e questi numeri ci vengono o dalla Lega o dal Partito Democratico. A quel punto Forza Italia diventa irrilevante" – ha detto L'esponente pentastellata, che rivendica la "grande responsabilità e coerenza" con cui M5S ha cercato di "fare partire il governo. Abbiamo proposto un contratto, dove impegniamo le forze politiche a dare risposte al Paese", ha aggiunto.

E insiste sul veto al Cavaliere: "Noi crediamo che Berlusconi non possa essere nel progetto di un governo di rinnovamento. Appartiene a una stagione che ci stiamo lasciando alle spalle, dobbiamo fare la nostra proposta a quelle che sono le due forze politiche che hanno ricevuto maggior consenso, quindi la Lega e il Partito Democratico", ha spiegato.

17 aprile 20:45 Salvini: “No a governissimo e mai con il Pd e con Renzi”

"I poli sono tre: o i primi due si mettono d'accordo oppure c'è l'opzione finale e cioè il governissimo a cui io dico di no. Io non farò mai un governo con il Pd e con Renzi. Io capisco l'allergia di Di Maio con Berlusconi ma noi ci siamo presentati agli italiani come coalizione, se restiamo sulle antipatie non andiamo da nessuna parte, o si fa un governo subito o si va a casa". Lo afferma Matteo Salvini a Di Martedì su La7. "Mi rifiuto – prosegue Salvini – di andare al governo rubando un po' di parlamentari al Pd o ai Cinque Stelle, quello sarebbe un governo arlecchino".

E poi spiega: "I Cinque Stelle usano Berlusconi come scusa perché se vanno al governo devono fare cose, Berlusconi non va al governo, non può fare il ministro né il deputato. Io ho detto che se troviamo un premier che va bene a me, Berlusconi, e Di Maio, io mi sposto subito e si parte subito, ma questo va chiesto a Di Maio". E ribadisce: "Io sto quasi perdendo la pazienza o si fa questo governo o si torna a votare. Tutti devono rinunciare a qualcosa io potrei dire "o faccio il premier o tutti a casa", invece non ho questa presunzione se c'è qualcuno migliore di me che fa quello che abbiamo promesso agli italiani io mi scanso. Vorrei che facessero tutti così, nessuno è indispensabile".

Poi lancia ancora un appello a Di Maio: "Di Maio lo conosco poco però rispetto chi è votato da milioni di italiani, quando abbiamo deciso di far partire subito le Camere lo abbiamo fatto. Negli ultimi giorni temo che la smania di andare al governo a tutti i costi non mi sembra coerente con i suoi elettori perché Lega e Pd sono due cose diverse. Faccio un appello a di Maio: basta dire io, io, io. Ci vediamo e ragioniamo di lavoro e di tasse".

"Un governo che duri tre mesi per fare una la legge elettorale ed in autunno si vota? Mi va bene ma ho dubbi che molti dei parlamentari che sono stati eletti fra tre mesi vogliano tornare al voto. Sono contento però se fosse un governo che va bene a tutti che faccia una legge elettorale che consenta di governare a chi arriva prima e che si vada a votare ad ottobre". E osserva ancora una volta che per superare questo stallo approverebbe un incarico a Fico o a Casellati.

A proposito della Siria attacca ancora la politica di Trump: "Nel 2018 posso dire, non da segretario della Lega e aspirante premier, ma da papà che chi lancia i missili con Twitter non fa nulla di intelligente perché i problemi non si risolvono lanciando bombe e missili. Sto aspettando le prove delle armi chimiche, ho il dubbio che i francesi lo facciano perché hanno interessi economici da difendere. Io non tifo né per Trump né per Putin. Io ho condiviso le parole di Gentiloni e l'azione della Merkel, far parte di un'alleanza non significa sostenere le bombe, io sono stato felice dell'elezione di Trump ma mi preoccupa che una mattina si sveglia e dice "adesso vi mando dei missili"".

17 aprile 20:08 Marcucci: “Le proposte del Pd si rivolgono agli italiani non al M5S”

"I tre punti indicati dal segretario reggente Martina sono un contributo rivolto a tutti i presidenti che riceveranno l'incarico dal capo dello Stato. In merito alla posizione del Pd, è nota da settimane e non prevede aperture nei confronti di possibili esecutivi del M5S e della Lega. Mentre chi ha vinto il 4 marzo pensa ai forni e agli orti, noi pensiamo ai problemi degli italiani", ha detto il presidente dei senatori Pd Marcucci. Anche Guerini frena: "Sono alcune questioni di merito che il Pd pone di fronte al Paese rispetto alle chiacchiere degli altri, nulla più".

E lo stesso Martina ha provato a chiarire la sua iniziativa: "È per gli italiani, non per questo o quel partito". E aggiunge: "Stamattina abbiamo fatto una cosa semplice, abbiamo preso le tre proposte Pd fatte in questi mesi e le abbiamo riproposte. Famiglie, povertà e lavoro. Sono state subito strumentalizzate, ma noi siamo interessati a dare risposte agli italiani. Questa è la nostra alternativa all'orto di Salvini e al forno di Di Maio".

17 aprile 17:58 M5s apre al Pd: “Utili le proposte di Martina, partiamo dai temi che interessano ai cittadini”

Una proposta utile: così viene definita dal MoVimento 5 Stelle l'idea di Maurizio Martina, segretario reggente del Pd, di partire da tre temi in questa legislatura: povertà, famiglia e lavoro. A commentare la proposta di Martina ci pensano i capigruppo del M5s di Camera e Senato, Giulia Grillo e Danilo Toninelli: "La proposta avanzata da Maurizio Martina rappresenta un'iniziativa utile ai fini del lavoro che sta svolgendo il comitato scientifico per l'analisi dei programmi presieduto dal professor Giacinto Della Cananea. Abbiamo sempre detto che ciò che vogliamo fare è partire dai temi che interessano ai cittadini", affermano i due riferendosi all'idea di sottoscrivere un contratto di governo alla tedesca con il Pd o con la Lega, lanciata negli scorsi giorni dal capo politico Luigi Di Maio.

17 aprile 13:19 Pd lancia 3 proposte per ripartire: “Pensiamo all’Italia, basta tatticismi e scontri di potere”

In questa fase di stallo, il segretario reggente del Pd Maurizio Martina lancia le prime tre proposte del Pd per uscire dai tatticismi e dagli scontri personali. “In Parlamento e nel Paese – scrive su Facebook – facciamo vivere le nostre battaglie e il nostro impegno quotidiano per un’Italia migliore. Ripartiamo dalle nostre proposte concrete, confrontiamoci con i cittadini a partire dai loro bisogni e dalle loro aspettative. Lasciamo ad altri tatticismi, scontri personali e di potere. Noi pensiamo all’Italia”.

Le prime proposte riguardano tre temi: povertà, famiglie e lavoro. Per quanto riguarda la povertà, l’idea è quella di “allargare il Reddito di Inclusione per azzerare la povertà assoluta in tre anni e potenziare le azioni contro la povertà educativa”. Sul tema della famiglia, l’obiettivo è quello di “introdurre l’assegno universale per le famiglie con figli, la carta dei servizi per l’infanzia e nuovi strumenti di welfare a favore dell’occupazione femminile, per ridurre le diseguaglianze e sostenere il reddito dei ceti medi”. Infine, Martina propone una serie di riforme anche nel mondo del lavoro: “Introdurre il salario minimo legale, combattere il dumping salariale dei contratti pirata anche valorizzando il Patto per la Fabbrica promosso dalle parti sociali. Tagliare ancora il carico fiscale sul costo del lavoro a tempo indeterminato per favorire assunzioni stabili con priorità a donne e giovani, norme per la parità di retribuzione dei generi”.

17 aprile 12:19 Salvini: “Premier terzo? Se condivide il programma va bene, io non metto veti come Di Maio”

"Se ci fosse qualcuno in gamba che sottoscrive un programma che condivido perché no. Io a differenza di Di Maio non sono qua a dire o governo io o non si fa niente", ha dichiarato il leader della Lega, Matteo Salvini, ospite a ‘Speciale elezioni' di Telemolise, rispondendo a una domanda relativa all'ipotesi di incarico di governo conferita da Mattarella a una figura terza.

17 aprile 10:49 Lega: “Le sanzioni europee alla Russia vanno annullate, hanno danneggiato le imprese italiane”

Sanzioni alla Russia? Per il leghista Lorenzo Fontana vanno annullate perché danneggiano l'Italia. In un'intervista concessa a La Stampa, il vicepresidente della Camera ha dichiarato: "È una decisione da prendere sul tavolo europeo, ma bisogna andarci convinti, determinati. È maturata la convinzione che le sanzioni non abbiano portato a nulla. Hanno però danneggiato le nostre imprese, ci sono costate circa un miliardo di euro all'anno. Queste sono le gravi conseguenze, non quelle che paventa Kurt Volker. Dobbiamo semmai chiederci se lo stesso danno economico ha pesato su altri Paesi europei che sono contrari a cancellare le sanzioni alla Russia. L'Italia deve farsi sentire, alzare la voce". 

"Alzare la voce non significa fare i gradassi. Si tratta di far capire che l'Italia ha degli interessi da difendere. Ma, scusate, Trump giustamente dice ‘America first' e noi della Lega diciamo ‘Prima gli italiani'. Ora non capisco per quale America stia parlando Volker: è ancora quella di Obama? Le sue parole mi sorprendono. Il presidente degli Stati Uniti ha, su molte questioni, le nostre stesse posizioni, dall'immigrazione al nazionalismo identitario: è quello che Volker critica".

"Io lo so bene come abbiamo fatto la campagna elettorale: quasi senza un euro. Ho pure seguito la campagna americana e ho visto che Trump voleva avvicinarsi alla Russia e oggi è accusato di essere stato aiutato dalla Russia. È la stessa accusa che viene fatta ai movimenti nazionalisti europei. Non si tratta di essere amici di Trump o di Putin, ma la cosa più sensata è che tra loro ci sia dialogo".

17 aprile 09:56 Bonino: “Governo Pd-M5S? Improbabile. La posizione filorussa di Salvini è preoccupante”

Un accordo o alleanza di governo tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle? Per Emma Bonino un dialogo tra i due partiti è possibile, ma difficilmente un incontro potrà portare a formare un governo. Ospite a Circo Massimo su Radio Capital, Bonino ha spiegato: "Si dialoga con tutti, come da buona prassi radicale, ma di qui a formare un governo ce ne corre. Mi sembra che i contenuti fra i due partiti siano molto diversi. Le alleanze internazionali sono sicuramente un elemento fondamentale". Per quanto riguarda la crisi siriana, per Bonino la posizione filorussa di Salvini in politica estera "è motivo di preoccupazione. Il posizionamento in politica estera è molto molto importante e mi pare che la posizione di Salvini non sia quella di Berlusconi, che pure è amico di Putin".

17 aprile 09:48 Ancora lontano l’accordo di governo, stallo Lega-M5S: l’incognita delle elezioni regionali

Nonostante siano passati oltre 40 giorni dalle elezioni politiche dello scorso 4 marzo, ancora oggi la situazione istituzionale appare in stallo e sembra non esistere in Aula una maggioranza di governo che possa far partire il nuovo esecutivo. Nei prossimi giorni, il presidente Mattarella scioglierà la riserva e comunicherà la propria decisione, ma al momento un ipotetico incarico a Salvini o Di Maio non sembra essere tra le opzioni sul piatto e il capo dello Stato potrebbe conferire un incarico esplorativo a Maria Elisabetta Alberti Casellati, da poco eletta presidente del Senato. Tra poche settimane, inoltre, si svolgeranno in Molise e Friuli Venezia Giulia le elezioni regionali per il rinnovo del mandato e Matteo Salvini preferirebbe aspettare le due consultazioni prima di cercare di formare un ipotetico esecutivo: "Ogni voto conta e noi pensiamo che da queste regionali possa venire un segnale nazionale di chiarezza e di cambiamento".

Di parere totalmente opposto è invece il leader del Movimento 5 Stelle: "Salvini si assume una responsabilità storica nel legarsi a Berlusconi: ci sta dicendo che per aspettare i comodi di Matteo Salvini avremo il governo il 15 maggio? Aspetto qualche altro giorno, poi uno di questi due forni si chiude", ha dichiarato Di Maio, ponendo di fatto un ultimatum a Salvini. Di contro, Salvini è sempre più convinto che Di Maio stia puntando in realtà ad un accordo di governo con il Partito Democratico e che la Lega non sia l'alleato principale a cui guarda il Movimento 5 Stelle.

16 aprile 22:46 Forza Italia: “M5s in preda a una crisi di nervi, ora non basta più urlare e protestare”

Continua la lite a distanza tra Luigi Di Maio e i rappresentanti di Forza Italia e permane lo stallo nelle trattative per la formazione del governo. A rispondere agli attacchi del capo politico del M5s è Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Luigi Di Maio se ne faccia una ragione una volta per tutte: il centrodestra unito è forte, è coeso, ha vinto le elezioni ed è una realtà che i sogni grillini non potranno mai cancellare”, afferma replicando al capo politico pentastellato che oggi è tornato a sostenere che il centrodestra unito non sia stato votato da nessuno.

Il Movimento 5 Stelle, piuttosto, dopo il buon risultato ottenuto il 4 marzo sembra aver perso definitivamente la bussola – attacca Gelmini -. Fino a ieri bastava urlare e protestare, oggi prendersi serie responsabilità di fronte al Paese è cosa molto più complessa. Sono chiaramente in preda ad una crisi di nervi. Per quanto riguarda, invece, i parlamentari di Forza Italia, il capo politico pentastellato stia sereno: deputati e senatori azzurri sono più che mai uniti nel sostenere Berlusconi e nel lavorare per il futuro governo di centrodestra”, aggiunge la capogruppo forzista smentendo l’ipotesi paventata da Di Maio secondo cui una grossa fetta di parlamentari azzurri sarebbe pronta a cambiare casacca e lasciare Berlusconi. “Di Maio – conclude Gelmini – pensi ai suoi numerosi parlamentari sospesi in campagna elettorale e reintegrati grottescamente nei gruppi grillini il giorno dopo la chiusura delle urne. E questa sarebbe la loro coerenza? Questo sarebbe il loro cambiamento?”.

16 aprile 21:37 Salvini risponde a Di Maio: “Se preferisce Renzi faccia pure”

Dopo l’ultimatum di Luigi Di Maio a Matteo Salvini, il leader della Lega replica al capo politico del MoVimento 5 Stelle che ha detto che potrebbe chiudere uno dei due forni (uno con il Carroccio e l’altro con il Pd) per l'accordo di governo tra pochi giorni. Salvini, parlando con l’Ansa al termine di una intervista a Telemolise, afferma: “Paragonare il futuro dell'Italia a un mercato mi sembra irrispettoso, la Lega non è il Pd, mi sembra che ci siano idee confuse. Noi vogliamo un governo che rispetti il voto degli italiani, centrodestra e M5s. Se Di Maio preferisce il forno di Renzi si accomodi, temo che sia un pane muffo, però libero di fare quello che vuole”.

Intanto il leader della Lega torna a parlare dell’ipotesi di un terzo candidato alla presidenza del Consiglio oltre a lui e a Di Maio. “Se ci fosse qualcuno in gamba che sottoscrive la nostra idea d’Italia perché no?”, afferma durante l’intervista a Telemolise. “Il centrodestra – aggiunge – ha un programma comune, è stata la coalizione che ha preso più voti in Italia e che vincerà domenica in Molise e in Friuli il 29 aprile. Che poi Salvini non sia Berlusconi e la Lega non sia Forza Italia e gli italiani abbiano premiato più la Lega che Forza Italia mi riempie di gioia, ma il mio avversario era e rimane il Pd e la sinistra, non ho avversari interni”.

Più tardi, parlando a Campobasso, Salvini attacca Di Maio, facendo riferimento alle sue ultime affermazioni: "Fosse per me – argomenta il segretario della Lega – il governo sarebbe già partito, ma qui c'è qualcuno che fa il prezioso. Il forno lo scelgo io, il premier lo faccio io… Io, io, io. Io preferisco il noi".

16 aprile 19:31 L’ultimatum di Di Maio a Salvini: “Aspetto qualche altro giorno, poi si chiude il dialogo”

Io aspetto qualche altro giorno poi uno di questi due forni si chiude, non aspetto chi fa campagna elettorale sulla pelle degli italiani”. Così Luigi Di Maio, capo politico del MoVimento 5 Stelle, risponde durante la registrazione della puntata di Otto e Mezzo di questa sera a Matteo Salvini che oggi aveva detto che in caso di sua vittoria elettorale in Friuli e nel Molise alla regionali, il governo si sarebbe formato nel giro di 15 giorni. Il riferimento è ai due forni aperti dal M5s nei confronti di Lega e Pd per formare il governo: Di Maio ha proposto a entrambi di stipulare un contratto di governo, ma il Pd ha già detto che non è interessato al dialogo coi Cinque Stelle. Quello di stasera del capo politico del M5s sembra essere un ultimatum nei confronti del leader della Lega.

Di Maio attacca il leader della Lega: “Salvini si sta assumendo una responsabilità storica a volersi legare a Berlusconi anziché venire al tavolo del governo”. E parla poi del centrodestra, che secondo il capo politico del M5s si sarebbe “contraddetto anche al Quirinale”: “Salvini è stato zitto e ha subito l'umiliazione di Berlusconi che gli contestava i punti del programma. Se Salvini continua con questa idea del centrodestra come unica compagine fa del male anche al Paese e impedisce il cambiamento”.

Io non ho mai voluto dividere il centrodestra – aggiunge Di Maio – perché non lo considero una cosa sola: nessuno ha votato centrodestra. Milioni di italiani hanno votato per Salvini, qualche milione per Forza Italia e qualche altro milione per Meloni”, secondo il candidato premier pentastellato. Che parla ancora del partito di Berlusconi: “Io ho notizie che da Forza Italia c’è gente che vuole uscire e andare da altre parti, nel gruppo Misto o in altri gruppi di centrodestra; fossi in Berlusconi sarei preoccupato da questo”.

Di Maio commenta anche le parole di Alessandro Di Battista, che negli scorsi giorni aveva attaccato sia Salvini che Berlusconi: "Condivido che con Berlusconi non si può fare un governo del cambiamento, condivido che Salvini ha fatto una brutta figura nelle dichiarazioni dopo le consultazioni al Quirinale, ma quelle sono le parole Di Di Battista, su Dudù è una sua battuta. Io non saprei nemmeno farle, non so far ridere". Ma comunque, secondo il capo politico del M5s, Di Battista non ha fatto quelle affermazioni e quelle battute per provare a sabotarlo e per impedire un accordo con la Lega.

C'è poi la questione siriana, su cui si sofferma Di Maio spiegando che "le dichiarazioni di Salvini sono irresponsabili perché fatte da un palco durante una campagna elettorale". Al contrario, il capo politico del M5s loda l'operato di Paolo Gentiloni: "La diplomazia a oltranza deve essere il nostro stile e bene ha fatto Gentiloni a non partecipare agli attacchi. Se qualcuno pensa di usare la Siria per sganciare l'Italia dai alleati storici e dalla Nato mi troverà sempre contrario".

16 aprile 18:08 Pd a Salvini: “Il Paese non è a tua disposizione, basta calcoli elettorali e propaganda”

Il leader della Lega, Matteo Salvini, lancia una provocazione e dice che in caso di vittoria elettorale alle regionali di Friuli e Molise il governo si formerebbe in 15 giorni. Provocazione a cui hanno subito replicato duramente alcuni esponenti del Pd. A partire dall’ex capogruppo alla Camera Ettore Rosato. “S’è preso oltre 40 giorni, ma ancora non gli bastano – scrive su Facebook -. Adesso Salvini ci avvisa che dopo le elezioni in Molise e Friuli Venezia Giulia vuole altri 15 giorni. Arriveremmo così alle soglie dell’estate, anche perché poi ci sono le amministrative e anche lì vengono prima gli interessi della Lega e poi l’Italia. Ma non è questione di tempo, quello è nelle mani del presidente della Repubblica, e nemmeno di cosa accade nel Paese, per fortuna a Palazzo Chigi c’è ancora Gentiloni. È un problema di arroganza, di chi forte del suo 17% pensa sia diventato il 100% e pretende di fare delle istituzioni quello che vuole. Meglio che Salvini esca dalla modalità campagna elettorale e ci dica con chi vuole governare e soprattutto cosa vuole fare. Tutto il resto è solo prendere in giro gli italiani”. “Ha preso il 17% – ribadisce su Twitter – e il Paese non è a sua disposizione”.

Alle parole del segretario leghista replica anche il reggente del Pd, Maurizio Martina: “Trovo veramente assurda l'idea di Salvini per cui il Paese deve aspettare i suoi tornaconti elettorali. Avvisatelo che il Paese ha già votato e adesso chiede risposte, non propaganda. Questo uso delle elezioni regionali di Molise e Friuli come fossero cavie da laboratorio è quanto di più irrispettoso possibile verso gli elettori di quelle regioni oltre che di tutti gli italiani”. E un commento arriva anche dal capogruppo dem al Senato, Andrea Marcucci: “L'Italia non merita di avere un governo perché Salvini aspetta di fare i conti in Friuli ed in Molise. Lo ammette candidamente lo stesso leader della Lega, che è ancora in campagna elettorale, nonostante le elezioni si siano svolte da un pezzo. Solo bassi calcoli di bottega tesi a misurare i rapporti di potere con il M5s, impediscono al Paese di avere un governo figlio dei risultati elettorali. Per Lega e Cinque Stelle evidentemente i problemi degli italiani vengono dopo”.

16 aprile 16:37 Salvini: “Se vinciamo le elezioni in Friuli e Molise il governo si fa in 15 giorni”

Le elezioni regionali in Friuli e in Molise potranno essere decisive per la formazione del nuovo governo. Ne è convinto il leader della Lega Matteo Salvini: “Sia chiaro a tutti, anche alle orecchie di chi non vuole intendere, che se vinciamo in Friuli e in Molise nel giro di 15 giorni si fa il governo”, afferma a Montenero di Bisaccia, durante il suo tour elettorale in Molise. “È chiaro che se in Molise domenica e in Friuli domenica prossima verranno premiate la forza, il coraggio e le battaglie della Lega io sono convinto che anche grazie al voto dei molisani e dei friulani nell'arco di 15 giorni chi deve capire capisce e il governo comincia a fare e lavorare senza perdere tempo”, argomenta il segretario del Carroccio.

Salvini non risparmia un attacco al MoVimento 5 Stelle: “Il voto è sempre sacro, chiunque scegliete di votare è giusto rispettare il vostro voto. C’è però una piccola grande differenza tra Lega e Cinque Stelle, visto che qui la partita è tra il centrodestra e i Cinque Stelle e che fortunatamente del Pd e della sinistra, in Molise come nel resto d'Italia, si sono perse le tracce: un conto è dire no. No alla strada, no alla centrale, no al carbone, no al petrolio, no al gas, no alla Tav, no alla Tac, no, no, no… Quando vai a governare – dice ancora il leader della Lega – devi dire anche dei sì, perché devi aprire scuole, devi aprire ospedali, devi sistemare le strade, devi rifare i ponti, devi lavorare per difendere il commercio”.

La differenza – aggiunge – è che la Lega governa in alcune regioni da 25 anni e da 25 anni gli elettori ci dicono ‘andate avanti' perché dove governate gli ospedali li aprite invece di chiuderli. Un conto è dire ‘no’ e un conto è affidare una regione a chi dice solo no”. Infine il leader della Lega parla anche di alleanze a sinistra, ritenute praticamente impossibili: “L’unica cosa che per coerenza non accetterò mai di fare è di andare al governo con la sinistra e col Pd che sto combattendo da 6 anni. Evidentemente non posso prendere in giro chi mi ha votato un mese fa facendo finta di nulla e andando al governo con Renzi quando voglio cambiare la legge Fornero, la riforma della scuola, la riforma della giustizia e le leggi sull'immigrazione e la sicurezza”.

16 aprile 11:20 Siria, Bonino: “Dopo il raid c’è rischio di un’escalation della guerra”

"Una escalation della guerra in Siria dopo il raid di Usa, Francia e Gran Bretagna è possibile". È quanto avverte Emma Bonino, leader neo eletta di "+Europa" , in un'intervista al Mattino in cui lancia l'allarme perché si eviti a tutti i costi un nuovo, probabile massacro di civili a Idlib, la città della Siria nord-occidentale al confine con la Turchia che potrebbe essere il prossimo obiettivo del conflitto.

Sul presunto utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Assad a Douma, Bonino afferma: "Non ho accesso ad alcuna informazione particolare su quello che è accaduto. Ma io mi preoccuperei più del futuro che di quello che è stato. E lo ribadirò martedì prossimo al Senato quando l’attuale presidente del Consiglio riferirà in aula sugli ultimi avvenimenti in Siria. Di sicuro oggi la cosa più drammatica della guerra è che la griglia degli interessi nel Paese è diventata inestricabile e quasi illeggibile, tanto è complicata. Se volessimo guardare indietro andrebbe ricordato che nessuna potenza occidentale, quando iniziò sette anni fa il conflitto siriano, voleva replicare quello che era già accaduto in Libia. Ma è stato l’Occidente – continua -, e non solo, a dare appoggio esterno a tutte le forze che dall'interno volevano combattere il regime di Damasco, compresi i movimenti terroristici legati all'Isis, esattamente come era avvenuto in Iraq. Poi sono intervenuti i russi/iraniani e lo scenario è cambiato, in maniera radicale e oggi sul terreno siriano c’è il conflitto più internazionalizzato che si possa immaginare". E conclude: "La pacificazione vuol dire guardare avanti ma temo che la "pax siriana" finirà, almeno alla luce di quanto sta accadendo oggi, per rafforzare l'ulteriore potenza militare di Assad con il recupero del territorio dei ribelli, grazie al sostegno di russi e iraniani e alla accondiscendenza dei turchi interessati a recuperare i territori oggi controllati dai curdi".

16 aprile 10:47 Salvini: “Di Maio giudica il centrodestra unito un danno, il M5S rispetti gli elettori”

 "Quello che Di Maio giudica un danno, il centrodestra unito, è quello che gli elettori hanno premiato col voto il 4 marzo: chiedo al MoVimento 5 stelle di avere rispetto per gli elettori". Così Matteo Salvini, nella sua prima tappa del tour elettorale in Molise, replica a muso duro al capo politico M5s. "Come io dico che non esistono partiti pericolosi o elettori pericolosi chiedo che tutti gli altri facciano lo stesso", aggiunge.

E sull'appuntamento elettorale del 22 aprile in Molise dice: "Ogni voto conta: noi pensiamo che da queste regionali possa venire un segnale nazionale di chiarezza e di cambiamento". E rivolto al leader pentastellato, secondo il quale il voto non ha valenza nazionale, risponde: "Mette le mani avanti. Pensava di avere già la vittoria in tasca qui in Molise e invece è testa a testa".

Salvini risponde anche alle dichiarazioni di Calenda: "Io dialogo con tutti, ma l'unico punto fermo è che con il Pd non si può fare nulla. A Calenda dico, mamma mia! Un governo con chi ha approvato la Fornero o vuole gli immigrati che cosa potrebbe fare?". E poi ribadisce: "Leggo di ammucchiate, di governo di tutti che a noi non va bene. Se tutti la smettessero di litigare e avessero il nostro senso di responsabilità si potrebbe partire".

Salvini è intervenuto anche sulla crisi in Siria: "Noi siamo rispettosi delle alleanze, ma a chi ci chiede favori economici e geopolitici rispondiamo: "no grazie"". Così il leader della Lega risponde al cronista che gli chiede se un suo ipotetico futuro governo sarebbe disposto, come richiesto oggi da Trump, a un impegno dell'Italia in Siria. "Noi non siamo il tipo di persone a cui citofonare dopo che tutto quanto è accaduto. Quando si decide di usare i missili – conclude Salvini – vorrei avere chiaro il perché".

16 aprile 10:16 Pinotti: “Prima di Maio era anti-Nato, oggi il M5S sostiene gli alleati”

"Nel post campagna elettorale abbiamo assistito a molte modifiche di posizioni rispetto al passato: ora Luigi Di Maio dice che l'Italia è parte di determinate alleanze e della Nato, ma in passato M5S aveva portato in parlamento la proposta di lasciare la Nato". Lo ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti al programma Circo Massimo su Radio Capital. Pinotti ha poi spiegato di non ritenere un pericolo Matteo Salvini al governo "perché dice che non ha intenzione di cambiare alleanze".

Poi aggiunge: "Non vedo il rischio di un'escalation in Siria. Due giorni fa mi ha telefonato la ministra della Difesa francese Florence Parly e mi ha detto che l'attacco era circoscritto e non è l'inizio di altri raid. Comunque, se dovesse essere chiesto l'utilizzo delle nostre basi valuteremo".

E sul ruolo che il Pd deve giocare nella partita di governo ha detto: "È sbagliato immaginare che i voti dati dagli elettori al Pd siano congelati. Si è parlato impropriamente di Aventino: il Pd non deve solo continuare a guardare, abbiamo delle responsabilità. Ma – ha sottolineato il ministro – esiste anche l'esito delle elezioni. Ci sono forze che hanno avuto molti consensi e ora hanno le responsabilità. Il Pd deve stare sui contenuti".

Commentando poi la proposta avanzata dal ministro Carlo Calenda, in un'intervista oggi a Repubblica, Pinotti ha osservato: "non credo sia una proposta che possiamo avanzare noi, cioè che il Pd debba farsi promotore di un governo del tutti dentro".

16 aprile 10:02 Calenda: “No a governo Lega, M5S e Pd, ma ci vuole esecutivo di transizione appoggiato da tutti”

Carlo Calenda (Pd), ministro dello Sviluppo economico uscente rilascia un'intervista a Repubblica, che titola: "È emergenza governo di transizione con Pd, M5S e Lega". Ma Calenda aggiusta il tiro: "Il titolo dato a Repubblica alla mia intervista è totalmente fuorviante. Basta leggere le risposte per comprendere che non ho mai auspicato un patto tra M5S, Pd e Lega che personalmente considererei un grave errore", dice Calenda. "Sostengo invece che data la situazione di stallo e il peggiorare delle crisi internazionali occorrerebbe proporre un Governo di transizione appoggiato da tutte le forze politiche e una commissione bilaterale per rimettere mano alla legge elettorale e alle altre riforme incompiute".

Secondo Calenda ci vuole un esecutivo "che risolva tre questioni fondamentali: la possibilità di formare esecutivi stabili in un sistema politico tripolare, il rapporto tra autonomia delle regioni e interesse nazionale, i tagli ai costi della politica e soprattutto la trasparenza nella gestione dei partiti".