
Al voto 743 comuni italiani, tra cui Venezia, Salerno, Reggio Calabria e Prato: alle 23 l'affluenza è pari al 46,31%, in calo rispetto alla tornata precedente (50%). Reggono la Basilicata (affluenza al 48,87% contro il 48,86% precedente) e la Campania (52,01% contro 52,21%), mentre cala l'affluenza in tutte le altre regioni. Per quanto riguarda le città, a Venezia si sono recati a votare il 42,12% degli elettori (nel 2020 l'affluenza era stata del 50,66%). Reggio Calabria raggiunge il 48,36% contro il 49,47% delle precedenti elezioni. Salerno stabile al 46,52%, mentre alle precedenti comunali l'affluenza era stata 46,45%.
Dove si vota in Lombardia: elezioni a Lecco e Mantova
In Lombardia sono in tutto 93 i comuni lombardi chiamati per la tornata elettorale del 24 e 25 maggio per eleggere i sindaci e rinnovare i consigli comunali.
Di questi sono 14 quelli che hanno una popolazione superiore ai 15mila abitanti e andranno dunque al voto con il sistema elettorale maggioritario a doppio turno: Lonato del Garda e Rovato in provincia di Brescia; Lecco; Mantova; Viadana (Mantova); Bollate, Corsico, Legnano, Parabiago e Segrate in provincia di Milano; Mortara, Vigevano e Voghera in provincia di Pavia e Somma Lombardo in provincia di Varese. Il ballottaggio si terrà il 7 e 8 giugno. Due invece i capoluoghi di provincia, Lecco e Mantova, entrambi con un'amministrazione uscente di centrosinistra.
I comuni con un numero di abitanti uguale o inferiore a 15mila sono invece 79. Il comune più piccolo che va al voto +Spriana, in provincia di Sondrio che conta 79 abitanti; quello con il maggior numero di abitanti è Mantova che ne conta 48,441. La provincia con meno comuni chiamati alle urne è Lodi (solo due, Borgo San Giovanni e Merlino), quella con il maggior numero di comuni da rieleggere e Bergamo con 14 amministrazioni (Almè; Borgo di Terzo; Cene; Cividate al Piano; Clusone; Colere; Fuipiano Valle Imagna; Gazzaniga; Mezzoldo; Oneta; Parzanica; Solto Collina; Sorisole; Valleve).
A Lecco il centrosinistra (Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Fattore Lecco e AmbientalMente Lecco) sostiene il sindaco uscente Mauro Gattinoni contro il candidato del centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e la civica Boscagli Sindaco di Lecco) Filippo Boscagli. Qui tra le cinque liste presenti ci sono anche quelle dei due partiti nati dalla frattura con la Lega: il Partito popolare del nord dell'ex ministro della Giustizia Roberto Castelli candida infatti Francesca Losi mentre il Patto per il nord (Segretario l'ex deputato Paolo Grimoldi e presidente Giancarlo Pagliarini, ministro del bilancio e della programmazione economica durante il primo governo Berlusconi) sostengono Giovanni Colombo.
A Mantova Andrea Murari candidato del centrosinistra (sindaco uscente) si confronta con Mirko Gragnato, sostenuto dal Movimento 5 Stelle e Raffaele Zancuoghi, candidato del centrodestra. In corsa anche Luca De Marchi, che guida la lista ‘De Marchi per Mantova' ed Emanuele Bellintani, con la lista civica ‘Dire Fare Città'.
Dove è ammesso il voto disgiunto
Il voto disgiunto – cioè la possibilità di mettere una croce su una lista e su un candidato sindaco non alleati – è ammesso solo per le elezioni amministrative di città sopra ai 15mila abitanti. Nei comuni inferiori a 15mila abitanti invece non è permesso il voto disgiunto.
Quante preferenze è possibile esprimere
Nei comuni con meno di 15mila abitanti non è ammesso il voto disgiunto, che permette di sostenere il nome di un candidato sindaco e una lista non collegata al medesimo candidato: la preferenza vale per un candidato sindaco sia se si barra la casella con il suo nome sia se la croce viene segnata su un partito che sostiene la sua candidatura. Se si vota per un candidato sindaco e per la lista che sostiene un diverso candidato, il voto viene annullato.
Nei comuni fino a 5mila abitanti è possibile indicare una preferenza per il consiglio comunale, opzione che sale a due nei comuni tra 5 e 15mila residenti: ma vanno indicate due persone di sesso diverso. Se si votassero due persone dello stesso sesso, verrebbe considerata valida solo la prima preferenza.
Nei comuni con almeno 15mila abitanti, la modalità di voto è differente: è ammesso il voto disgiunto. È possibile esprimere preferenze collegate alla lista segnata. In caso di espressione di due nomi, bisogna indicare quello di una candidata di genere femminile e di un candidato di genere maschile, pena l'annullamento della seconda preferenza.
Come si vota alle elezioni comunali: la legge elettorale
Nei comuni con più di 15mila abitanti, se nessun candidato sindaco ottiene il 50%+1 dei voti al primo turno, si andrà al ballottaggio (Previsto domenica 7 e lunedì 8 giugno).
Nei centri con più di 15mila abitanti si vota tracciando una X sul nome del candidato sindaco prescelto e/o sul simbolo della lista che si vuole indicare; si può aggiungere una o due preferenze per il consiglio comunale (se sono più di una comunque devono essere di sesso diverso). La X su una determinata lista collega automaticamente il voto al candidato sindaco sostenuto da quella lista. Al contrario, la croce su un candidato sindaco non si trasferisce automaticamente alle liste che lo sostengono. È contemplato il voto disgiunto.
Nei comuni inferiori a 15mila abitantil, invece, la croce sulla lista o sul candidato sindaco si trasferisce automaticamente. In questo caso non è consentito il voto disgiunto. È possibile indicare una o due preferenze per il consiglio comunale (se due, devono essere di sesso diverso per l'alternanza di genere).
Dove si vota alle elezioni amministrative il 24 e 25 maggio: l'elenco dei comuni
Alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio sono chiamati al voto circa 6,2 milioni di italiani, il 10% del totale. I comuni al voto sono 743, di cui 118 oltre i 15.000 abitanti. La maggior parte, più della metà del totale, si trova al Sud, mentre al Nord se ne contano circa 260 e al Centro meno di 100. Le
Sono 118 i comuni con più di 15mila abitanti, tra cui ci sono 18 capoluoghi di provincia. Le sfide principali sono a Venezia, ora guidata dal centrodestra, e Reggio Calabria, attualmente di centrosinistra.
- Venezia
- Mantova
- Lecco
- Arezzo
- Pistoia
- Prato
- Fermo
- Macerata
- Chieti
- Avellino
- Salerno
- Andria
- Trani
- Crotone
- Reggio Calabria
- Agrigento
- Enna
- Messina
I restanti comuni sono pari o inferiori a 15mila abitanti, e adottano il sistema a turno unico, in cui vince chi prende più voti al primo turno.
Gli orari dei seggi oggi domenica 24 maggio alle comunali
I seggi per il turno annuale delle elezioni amministrative saranno aperti oggi dalle ore 7 alle ore 23 e di nuovo domani, lunedì 25, dalle ore 7 alle ore 15. Lo spoglio delle schede inizierà subito dopo. L'eventuale ballottaggio, nei comuni con più di 15mila abitanti, si svolgerà il 7 e 8 giugno.
Le elezioni comunali 2026 in diretta, ultime news su affluenza e risultati
Oggi, domenica 24 maggio, e domani, lunedì 25 maggio, si vota in 743 comuni italiani (di cui 118 oltre i 15.000 abitanti) per le elezioni amministrative 2026, per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del sindaco: l'eventuale turno di ballottaggio si terrà il 7 e 8 giugno (per i comuni con più di 15mila abitanti). I seggi saranno aperti oggi, dalle ore 7 alle ore 23, e di nuovo domani, dalle ore 7 alle ore 15.
Si voterà anche nelle Regioni a statuto speciale. In Valle d’Aosta il primo turno è fissato per oggi, 24 maggio, con eventuale ballottaggio il 7 giugno. In Friuli-Venezia Giulia e in Sicilia le consultazioni si terranno il 24 e 25 maggio, con eventuale ballottaggio in Sicilia il 7 e 8 giugno. In Sardegna il primo turno si svolgerà il 7 e 8 giugno, con eventuale ballottaggio il 21 e 22 giugno.