in evidenza 03 aprile 17:42 Di Maio apre a un governo con Lega o Pd, ma dice no a un esecutivo con Forza Italia

Luigi Di Maio, capo politico del MoVimento 5 Stelle, è pronto ad aprire a Lega e Partito Democratico per eventuali ipotesi di alleanze di governo. Allo stesso tempo, però, arriva un veto a Forza Italia. La nuova posizione di Di Maio, che dovrebbe essere espressa pubblicamente nelle prossime ore, viene riportata dal Corriere della Sera. “Un’apertura a Lega e Pd. Un no a qualunque alleanza con Forza Italia, come partito che bloccherebbe ogni tentativo di riforma del sistema”, scrive il Corriere.

Di Maio dovrebbe rilanciare l’ipotesi di un governo da lui guidato e che sia espressione della volontà popolare dopo il risultato delle elezioni politiche del 4 marzo in cui il M5s è stato nettamente il partito più votato. La posizione anticipata dal Corriere è quella che il MoVimento dovrebbe adottare alle consultazioni al Quirinale che inizieranno domani. Un’ipotesi di questo tipo potrebbe ulteriormente complicare il quadro per il capo dello Stato che avrebbe bisogno, in questo caso, o di un ripensamento del Pd su un accordo con il M5s, o di una spaccatura tra Lega e Forza Italia che permetta a Di Maio di andare al governo solamente con un alleato: Matteo Salvini.

Durante la registrazione della trasmissione Di Martedì, che andrà in onda questa sera su La7, Di Maio avrebbe poi lanciato la proposta di un contratto da sottoscrivere o con la Lega o con il Pd, confermando – secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Ansa citando fonti del MoVimento 5 Stelle – l'ipotesi anticipata dal Corriere della Sera sull'apertura del capo politico pentastellato ai due partiti.

03 aprile 22:15 Di Maio lancia il “contratto di governo”: “Discutiamo con Pd e Lega e firmiamo davanti agli italiani”

"A me interessa portare al Quirinale la volontà del popolo e le forze politiche non possono tradire la volontà popolare. In questi giorni sto sentendo proporre personalità come Cottarelli o Calenda al governo, con tutto il rispetto, questi non hanno preso un voto. Non capisco perché l'unico nome che viene escluso è il mio, che ho preso 11 milioni di voti. Questo centrodestra che ha preso complessivamente il 37% si è presentato diviso in tre partiti, con tre candidati premieri diversi. Così è bello, prima si candidano tutti uno contro l'altro e poi quando la coalizione vince si pretende di esprimere il candidato premier anche se hanno preso singolarmente meno voti del primo partito. Io alle forze politiche voglio proporre un contratto di governo con le cose da fare, firmiamo il contratto davanti agli italaini, e rispettiamo la volontà popolare. A chi mi rivolgo? Al Partito Democratico senza Renzi, e io credo che il Pd abbia un'opportunità ed è qella di recepire il voto degli elettori, e una responsabilità anche, perché la legge elettorale l'hanno fatta loro e ora non possono sfilarsi", ha spiegato Di Maio ospite a Di Marted.

"Ci sono state negli anni persone del Pd con cui abbiamo lavorato bene e che abbiamo apprezzato – Martina, Minniti, Franceschini – con loro dialoghiamo. L'altro interlocutore è la Lega, sono interlocutori alternativi e mi sembra evidente. Comunque dobbiamo metterci d'accordo, nel contratto metteremo punti nostri e punti degli altri, ma Salvini nello specifico deve decidere se imporre la restaurazione oppure promuovere la rivoluzione mollando Berlusconi. Il Pd? Dica che cosa vuole fare, io ho posto dele condizioni, ma aspetto una risposta".

"C'è questo complesso per il quale la gente non vuole essere il numero due del Movimento 5 Stelle. Però noi siamo il primo partito per ovvie ragioni, chiedo alle forze politiche di non avere complessi d'inferiorità di questo tipo, ma li invito a fare il bene del Paese. Chi farà il premier lo deciderà il presidente Mattarella, io non mi sono impuntato ma riportare al governo una persona che gli elettori non hanno votato sarebbe un errore, un errore già fatto negli ultimi 5 anni. Salvini dice che non si impunta per forza? Eh, ma io vorrei vedere se Salvini al posto del 17% avesse il 32% come noi".

"Noi siamo disponibili a dialogare sui temi e con il presidente della Repubblica a discutere dei Ministri, è chiaro però che per parlare di cambiamento la guida del governo deve spettare alla forza politica che ha preso più voti. Io parlo di governo di cambiamento e mi viene difficile pensare a un cambiamento con Silvio Berlusconi e perciò io pongo questa condizione alla Lega. Forza italia è il partito di Berlusconi e, con tutto il rispetto, se veramente vogliamo andare a Palazzo Chigi è per cambiare le cose altrimenti non ha senso". 

"Se non ci dovessero essere le condizioni, e io non lo spero, si tornerà alle elezioni e sarà come un balottaggio tra noi e forse Salvini, se non si presenterà con il centrodestra. Noi però siamo gli unici che avremmo interesse a tornare alle urne, perché stiamo crescendo, invece io sto cercando di dialogare. Io non parlo di alleanze, con le forze politiche a cui mi rivolgo non ci sarà sicuramente sempre un rapporto idilliaco, però possiamo fare un contratto sui temi, dunque sui temi si parla con tutti. Io voglio migliorare la qualità della vita degli italiani, lavorare affinché possano percepire un miglioramento". 

03 aprile 20:21 Forza Italia: “Noi non disponibili a governo con M5S, hanno scarsissima cultura istituzionale”

"Di Maio dimostra scarsissima cultura istituzionale perchè Berlusconi non ha bisogno di legittimazioni da lui essendo stato in questi anni votato da milioni e milioni di cittadini. Siamo noi indisponibili a fare un governo con chi dimostra di non aver compreso il ruolo che gli elettori gli hanno attribuito", ha dichiarato la capogruppo di Forza Italia, Mariastella Gelmini, replicando a Luigi Di Maio.

03 aprile 18:02 Pd: “La proposta di Di Maio è irricevibile, non siamo disponibili a un governo con il M5s”

La proposta del capo politico del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, di un'apertura ad un governo in alleanza o con la Lega o con il Pd, è stata immediatamente respinta dal Partito Democratico. A rispondere a Luigi Di Maio e alla sua proposta di un contratto di governo è Andrea Marcucci, capogruppo del Pd al Senato: "Il Pd, coerentemente con le decisioni assunte in direzione, dirà al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che non siamo disponibili ad alcun governo che abbia Di Maio o Salvini come premier. La proposta del leader 5 Stelle è ovviamente irricevibile".

03 aprile 10:27 Pd: “Ascolteremo le indicazioni di Mattarella, ma difficile un percorso con M5s e destra”

A due giorni dall’incontro al Colle con il presidente della Repubblica per le consultazioni, il segretario reggente del Pd Maurizio Martina parla a Radio Capital e assicura che il partito ascolterà Sergio Mattarella, prendendo in considerazione “le sue indicazioni e i suoi indirizzi”. Ma il Pd starà all’opposizione, assicura ancora Martina: “Abbiamo un impegno sancito unitariamente nella direzione, il primo è l'esito del 4 marzo e il rispetto della volontà popolare che si è espressa molto chiaramente. Sentiremo il presidente e se ci saranno indicazioni non saremo insensibili”.

Per Martina è da escludere l’ipotesi di accordo con i Cinque Stelle: “Mi pare un percorso molto difficile. Ci sono scelte di merito che ci differenziano. Ho visto finora un ipertatticismo figlio di tempi che non si vedevano dal un bel po’”. Allo stesso tempo non si può trovare un’intesa neanche con la destra: “Ci sono punti sostanziali di differenza tra noi e loro. Posso fare qualche esempio: la questione dei dazi di queste settimane, che sono sempre stati  sostenuti da Salvini: noi non possiamo fare da stampella a governi che danno seguito a questa prospettiva. Noi rappresentiamo in tutto e per tutto l'alternativa al centrodestra e anche ad alcune proposte di merito del M5s”.

Martina non auspica un ritorno alle urne a breve: “Non tifo per un voto anticipato”, afferma ancora a Circo Massimo. “Uno scenario del genere – spiega – sancirebbe anche la sconfitta di chi ha prevalso il 4 marzo”. Allo stesso tempo Martina spera non ci sia un governo formato da M5s e Lega: “Per i contenuti e per il merito delle scelte mi preoccupa. Non faccio i salti di gioia”. Ma, comunque, il segretario reggente del Pd si dice convinto che il Pd “non corre il rischio estinzione: credo in una ripartenza. Dobbiamo concentrarci in un lavoro di un anno che ci consenta di mettere a fuoco i fondamentali del nostro progetto”.

03 aprile 10:09 Al via le consultazioni: giovedì Mattarella incontra Pd, Fi, Lega e M5s

Un mese dopo il voto del 4 marzo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella darà il via, domani 4 aprile, alle consultazioni per provare a trovare la quadra e riuscire a formare una nuova maggioranza che appoggi il prossimo governo. L’ipotesi da scongiurare è quella di un ritorno al voto e il compito del capo dello Stato inizierà domani mattina, quando al Colle saliranno prima la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati (alle 10.30) e poi il presidente della Camera Roberto Fico, alle 11.30. Alle 12.30 è previsto invece l’incontro con il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.

Nel pomeriggio di domani Mattarella inizierà a incontrare i vari gruppi rappresentati in Parlamento: si inizia alle 16 con il gruppo Per le Autonomie (Svp-Patt, Uv), alle 16.45 sarà invece il turno del gruppo Misto del Senato, presieduto da Loredana De Petris, di Liberi e Uguali. Alle 17.30 toccherà al gruppo Misto della Camera, guidato da un altro esponente di LeU, Federico Fornaro. Alle 18.30 sarà invece il turno di Fratelli d’Italia, rappresentato da Fabio Rampelli e Stefano Bertacco (i capigruppo in Parlamento), ma anche dalla sua leader Giorgia Meloni.

Si riprende giovedì alle 10 con il Partito Democratico: a salire al Colle ci saranno i due capigruppo Andrea Marcucci e Graziano Delrio, il presidente del partito, Matteo Orfini, e il segretario reggente Maurizio Martina. Alle 11 sarà il turno di Forza Italia, rappresentato da Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, ma anche dal presidente del partito Silvio Berlusconi. La mattinata di Mattarella si concluderà con l’incontro con gli esponenti della Lega: insieme ai capigruppo Giancarlo Giorgetti e Gian Marco Centinaio ci sarà anche il segretario del Carroccio Matteo Salvini. La giornata di consultazioni si chiuderà alle 16.30, quando il capo dello Stato riceverà gli esponenti del MoVimento 5 Stelle: i capigruppo Danilo Toninelli e Giulia Grillo e il capo politico Luigi Di Maio.