La ministra della Salute, Giulia Grillo, annuncia una rivoluzione in tema di ticket e superticket sanitario, a partire dall’abolizione di quest’ultimo, promessa durante un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano. “Stiamo lavorando all'abolizione del superticket, poi vogliamo rimodulare i ticket, aiutando innanzitutto le fasce più deboli, come gli anziani”, annuncia la ministra. Che spiega anche dove verranno trovate le risorse, nello specifico dal taglio degli sprechi sui farmaci: “La scorsa settimana abbiamo avuto un primo incontro con il ministero dell'Economia, ed è stato positivo. Ma non chiederemo solo risorse, perché lavoriamo anche a misure per risparmi mirati”.

La ministra si sofferma sul capitolo sprechi: “Parliamo degli sprechi. Io ho voluto un tavolo sulla governance farmaceutica perché in questi anni, a fronte di drastici tagli ai servizi della sanità pubblica, la spesa per i farmaci è lievitata, fino a sfiorare i 30 miliardi nel 2017. E questa spesa è esplosa perché non è stata governata”. Questo non vorrà dire “togliere medicinali – assicura Grillo – ma smettere di spendere troppo, cioè male, in alcuni settori. Bisogna intervenire innanzitutto sul costo di farmaci pure preziosi, come quello per la cura dell’epatite C. Ma in generale si è verificata troppo spesso l'estensione dell'indicazione terapeutica per alcuni prodotti, senza controlli. E ne hanno tratto vantaggio solo le aziende”.

Vaccini, rimane l’obbligo flessibile

Durante l’intervista, la ministra della Salute parla anche dei vaccini: “L’obbligo flessibile è una sintesi e vuol dire che le istituzioni intervengono quando è necessario. Ed è la stessa formula che applicano in Spagna e Germania, basta informarsi. Il tema dell'obbligo di vaccinazione è giuridico e non scientifico, a differenza di quanto sostengono certi ignoranti, perché attiene alla libertà personale. L’obbligo si può  imporre solo con precisi presupposti giuridici, a cominciare dal grave rischio per la salute pubblica. Ma il punto è la prevenzione vaccinale, per cui stiamo preparando un piano”.

Cos’è e quanto costa il superticket

Il superticket è stato introdotto nel 2011 e prevede un costo aggiuntivo di dieci euro su ogni ricetta per le prestazioni di diagnostica e specialistica. Ogni regione può applicarlo in modo diverso: si va da chi non lo applica, a chi lo applica in base al reddito o al servizio, finendo con chi lo applica per tutti i pazienti nella stessa maniera. Il superticket, ad oggi, non viene pagato in alcune regioni come Sardegna, Valle d’Aosta, Basilicata e da poco anche nel Lazio.