Non sarà revocata la scorta a Sandro Ruotolo, almeno per il momento. Il giornalista ha anticipato che ci sarà il decreto di sospensione della misura di revoca della scorta che sarebbe partita il 15 febbraio. Ruotolo, minacciato dal boss dei casalesi Michele Zagaria nel 2015, sarà dunque ancora sotto protezione. Fondamentale, ai fini della decisione finale, la mobilitazione di centinaia di migliaia di cittadini, ma anche di giornalisti e politici, che alla notizia della scelta di revocare la scorta al noto giornalista campano, avevano espresso dubbi e perplessità, chiedendo una riflessione ulteriore alle istituzioni. Lo stesso Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra aveva sottolineato come fosse compito dello Stato proteggere i giornalisti minacciati dalla criminalità organizzata, schierandosi dalla parte di Ruotolo.

Sabato la Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI) e il Sindacato unitario giornalisti della Campania avevano rivolto un appello direttamente al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sottolineando come quella di togliergli la scorta fosse “una scelta incomprensibile, pericolosa e lo metterebbe in condizione di non poter più proseguire nell’impegno di questi anni”. Perplessità era stata espressa anche dal vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, che aveva espresso la volontà di capire le motivazioni dietro una decisione che colpiva “uno di quei giornalisti di questa terra che si è battuto nella lotta alla criminalità organizzata e alla camorra”. Critiche erano poi arrivate dalla quasi totalità degli esponenti dell'opposizione, con l'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando che si era detto pronto a portare la questione in Parlamento.

Ora la marcia indietro, che sarà formalizzata come "sospensione della revoca" e consentirà al giornalista di continuare serenamente il suo lavoro. Peraltro, proprio in questi giorni, Sandro Ruotolo ha pubblicato su Fanpage.it il suo ultimo lavoro sul tema dei rapporti fra politica e criminalità organizzata (nell'ambito del caso Cirillo), riuscendo addirittura a intervistare Rosetta Cutolo.