È passato quasi un anno dalla morte della piccola Sofia Zago, la bimba trentina di quattro anni contagiata dalla malaria nel reparto di pediatria dell’ospedale Santa Chiara e morta il 4 settembre dello scorso anno. Sull’episodio la procura della Repubblica ha chiuso un’inchiesta nei confronti di una dipendente dell’ospedale e per la prima volta i genitori della bambina, la mamma Francesca e il papà Marco, hanno parlato della tragedia che ha colpito la loro famiglia con i quotidiani locali Trentino e l’Adige. La mamma della piccola Sofia sostiene di sapere cosa è accaduto alla sua bambina. “Il contagio di Sofia – ha spiegato – è avvenuto nello stesso ambulatorio in cui precedentemente era stato fatto un prelievo alla bambina del Burkina Faso ed effettuato dalla stessa infermiera. A Sofia è stata somministrata più volte dell’acqua fisiologica per poter fare il prelievo dall’agocannula. Io ero presente e credo che quello sia stato il momento in cui è avvenuto il contagio”. I genitori della bambina non credono ci sia stata intenzionalità, ma sostengono che sicuramente è stato fatto un errore mortale.

Sofia era in ospedale per curare un episodio di diabete – “La nostra bambina entrata in ospedale per curare un esordio di diabete è poi mancata a causa delle complicazioni della malaria contratta nel reparto pediatrico dell’ospedale S. Chiara. Sembra la trama di un film dell’orrore, ma purtroppo è quello che è successo”, così la mamma elogiando comunque il lavoro fatto dai Nas e dalla Procura della Repubblica che ha condotto le indagini. “Hanno compiuto uno sforzo enorme per consentire di appurare la verità dei fatti e rendere in qualche modo giustizia alla nostra piccola Sofia. Altrettanto non possiamo di certo dire per quanto riguarda la condotta che sino ad oggi ha tenuto, nei nostri confronti, la struttura ospedaliera”, hanno spiegato i genitori che denunciano silenzio da parte dell'azienda ospedaliera.